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VNS - SUDAFRICA A ottobre al via la costruzione di un santuario dedicato al Beato Benedict Daswa, primo martire sudafricano riconosciuto dalla Chiesa

VNS - SUDAFRICA A ottobre al via la costruzione di un santuario dedicato al Beato Benedict Daswa, primo martire sudafricano riconosciuto dalla Chiesa

(VNS), 15set21 - La Chiesa in Sudafrica avrà presto un santuario dedicato al Beato Benedict Samuel Tshimangadzo Daswa, primo martire sudafricano riconosciuto dalla Chiesa, morto il 2 febbraio 1990, all’età di 43 anni, e beatificato il 13 settembre 2015. Ad annunciarlo, alla vigilia del sesto anniversario della sua beatificazione, è stata la promotrice della sua causa di canonizzazione, suor Tshifhiwa Munzhedzi.

Il santuario sorgerà su un terreno nel suo villaggio di Tshitanini, situato nella diocesi di Tzaneen. I lavori di costruzione, il cui costo stimato è di 67 milioni di rand (4,7 milioni di dollari), dovrebbero iniziare a ottobre. “Il mese prossimo inizieremo a costruire il muro di cinta. Abbiamo già raccolto un po' di soldi”, ha precisato suor Munzhedzi.

Nato il 16 giugno 1946 da una famiglia non cristiana, il Beato Daswa aveva chiesto di essere battezzato nella Chiesa cattolica all’età di 16 anni, con il nome di Benedict, dopo essersi unito ad un gruppo di catecumeni. Divenuto padre di otto figli, era attivamente impegnato soprattutto nel campo educativo: era stato maestro elementare e poi direttore di scuola primaria, catechista ed animatore giovanile.  Alla fine del 1989 erano iniziati i primi problemi a causa della sua opposizione alla decisione dei capi-villaggio di assoldare uno sciamano perché individuasse e cacciasse il responsabile dei fulmini che avevano incendiato alcune capanne durante un nubifragio e ritenuti frutto di stregoneria. Inutili i suoi tentativi di spiegare agli abitanti del villaggio l’origine del tutto naturale dei fulmini. Guardato con sospetto, rimase vittima di un’imboscata da parte di un gruppo di compaesani che lo bastonarono e lapidarono a morte, ustionandolo con acqua bollente. Prima di spirare aveva pronunciato le parole “Signore nelle tue mani affido il mio spirito”, perdonando i suoi aguzzini. Era il 2 febbraio 1990. Dieci anni dopo l’inizio della causa di beatificazione conclusasi 13 settembre 2015 con la sua elevazione agli onori degli altari . A presiedere la celebrazione a Limpopo alla presenza di 30mila fedeli l'allora Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi , il cardinale Angelo Amato.

L’anno scorso, in occasione del quinto anniversario della beatificazione, il vescovo di Tzaneen, monsignor João Noé Rodrigues, aveva ricordato il suo martirio come una “testimonianza meravigliosa” per i cristiani della diocesi di Tzaneen e di tutto il Sudafrica: “Benedict Daswa è morto con lo spirito di chi non cerca vendetta e non vuole che i suoi nemici soffrano per i loro peccati, ma in pace con la vita fino all’ultimo respiro”, aveva affermato il presule. Nella stessa occasione, il cardinale Wilfrid Napier, arcivescovo emerito di Durban. aveva parlato del Beato Daswa come "un chicco di grano" che a distanza di 30 anni ha dato i suoi frutti, incoraggiando i cristiani sudafricani a seguire il suo esempio di fedeltà al Vangelo di Gesù. Se verrà riconosciuto un miracolo per sua intercessione, il beato Daswa potrebbe diventare anche il primo santo del Sudafrica.

Vatican News Service - LZ

15 settembre 2021, 13:03