“Sono usciti dall’inferno": i bambini di Gaza arrivano al Bambino Gesù

Quattro i piccoli che rimarranno presso l’Ospedale pediatrico del Gianicolo per il tempo necessario alla loro ripresa. Hanno patologie di natura ortopedica, ematologica, neurologica. “Finalmente il sorriso nei loro occhi”, dice padre Ibrahim Faltas, vicario della Custodia di Terra Santa

di Roberto Paglialonga

“Finalmente abbiamo visto il sorriso negli occhi di questi bambini. Sono contenti, perché sono usciti dall’inferno, ci hanno detto. Per loro venire in Italia era un sogno, ora ce l’hanno fatta”. È quanto racconta il vicario della Custodia di Terra Santa, padre Ibrahim Faltas, commosso, nel corso di un incontro con i giornalisti oggi pomeriggio assieme a Tiziano Onesti, presidente dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù, e all’ambasciatore dello Stato di Palestina presso la Santa Sede, Issa J. Kassissieh, al termine di una visita ai bambini atterrati da Gaza nella notte di lunedì all’aeroporto di Ciampino, quattro dei quali saranno in cura presso il nosocomio del Gianicolo, a Roma.

 

Una speranza in un mare di sofferenza

“E’ bella l’accoglienza che hanno ricevuto qui – aggiunge padre Faltas – ed è il segno che il Bambino Gesù accoglie tutti, senza alcuna distinzione. Sono tutti musulmani, vengono dalla Striscia e ognuno di loro ha una storia particolare alle spalle”. Tra loro un piccolo con un problema di natura ortopedica, il cui papà, Mohamed Al Ashqar, giornalista, ha visto morire nei bombardamenti 26 persone della sua famiglia; mentre la moglie è fuggita negli Emirati Arabi, con altre due figlie anch’esse malate.

“Questi bambini avevano patologie precedenti”, spiega Onesti, ma nell’impossibilità di essere curati a Gaza, “dove non esiste più il loro ospedale, abbiamo deciso di prenderli qui da noi. Purtroppo sono pochi al momento, ce ne sono moltissimi altri. Certo per loro adesso è una speranza, anche se purtroppo è solo una goccia rispetto al grande problema che c’è. Noi sentiamo l’esigenza di curarli, con un sentimento di vicinanza a prescindere dalla religione o altri fattori, perché questa è la vita, e noi siamo per la vita sempre”.

Ascolta le parole di Tiziano Onesti, presidente del Bambino Gesù

Due bambini, aggiunge la dottoressa Lucia Celesti, responsabile dei servizi di accoglienza dell’Ospedale, hanno patologie neurologiche, uno ha problemi di natura ortopedica, una bimba invece di carattere ematologico”, e rimarranno in cura per il tempo che sarà necessario alla loro ripresa.

L'intervista a Lucia Celesti, medico del Ospedale Bambino Gesù

Padre Faltas: è ora di dire basta con questa morte

“Farli uscire non è stato facile: abbiamo parlato con le autorità palestinesi, con quelle egiziane, con Israele. Nella lista ne avevamo 100, ma per adesso siamo riusciti a portarne solo 11, con 13 accompagnatori”, dice ancora Faltas. Che lancia un nuovo appello alla comunità internazionale. È il momento di dire basta con questa morte. Ci sono oltre 26 mila persone che hanno perso la vita, e altre 65 mila ferite che non hanno la possibilità di essere curati perché gli ospedali sono distrutti. Perciò la comunità internazionale deve intervenire per fermare questa guerra. La nostra speranza è che ora, dopo tutte queste vittime, si trovi la soluzione al problema, si trovi la pace: se non la si fa adesso dopo tutte queste vittime, allora quando? Il momento è questo, e la soluzione è quella dei due Stati, l’unica che possa garantire a palestinesi e israeliani di vivere in pace. Perché la verità è che al momento nessuno sta bene: né gli ebrei, né i cristiani, né i musulmani, né i palestinesi, né gli israeliani”, conclude. Anche l’ambasciatore Kassisieh, “per conto della leadership palestinese e del popolo palestinese”, esprime un ringraziamento “a tutti coloro che si sono spesi per questo gesto in favore dei nostri figli, che ora sono fuori dal tunnel. È straziante ascoltare i loro racconti e quelli delle loro famiglie”. E ricorda quanto Papa Francesco “preghi per noi, per la Terra Santa, per la pace”, e quanto abbia “da subito chiesto un cessate-il-fuoco, l’aiuto umanitario, l’apertura delle frontiere e la soluzione dei due Stati. Ci auguriamo di uscire da questa situazione orribile, verso la nostra libertà”.

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I bambini di Gaza arrivano all'ospedale Bambino Gesù accompagnati da padre Faltas
30 gennaio 2024, 18:06