E' beata Maria Luigia del Santissimo Sacramento

A Napoli Maria Luigia Pascale del Santissimo Sacramento, al secolo Maria Velotti, oggi è diventata beata: l’umile e riservata fondatrice delle Suore Francescane Adoratrici della Santa Croce. In rappresentanza del Papa, l'arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe che nell'omelia ha ripercorso i tratti principali di questa figura consegnando alle consorelle l'incarico di farla conoscere al mondo

Roberta Barbi – Città del Vaticano

Umile e nascosta in vita così come nella morte: questa era Maria Luigia Pascale del Santissimo Sacramento, una figura che ancora oggi pochi conoscono, ma che sempre da pochi viene superata per grandezza e splendore, e infatti finalmente può essere venerata nella sua Napoli e dalla Chiesa tutta. Una donna del suo tempo che alle sfide del medesimo seppe rispondere sempre nella maniera corretta: rimboccandosi le maniche, per lo più, anche se forse la sua indole l’avrebbe portata a una vita più contemplativa, fatta di preghiera e adorazione di Gesù Eucaristia.

Sepe:una messaggera di Dio per il mondo

Nella sua omelia il cardinale Crescenzio Sepe l'ha presentata quale "modello di virtù" divisa tra il suo grande amore alla Croce e la sua sensibilità sociale che l'ha portata all'apostolato, ad una importante attività catechistica e alla cura in particolare dei poveri e dei sofferenti specie le giovani. Due i tratti che della nuova beata il cardinale ha posto in luce: la vita uniformata alla passione di Cristo, nell'adorazione e nell'imitazione, in una fede pura vissuta sempre con umilità e modestia, e la sua donazione agli altri attraverso la carità di cui ha lasciato i segni. La sua figura è specchio - ha detto il porporato - di una Chiesa di oltre 130 anni fa in cui, la vita religiosa femminile era fiorente, come lo è oggi. L'invito conclusivo quindi è andato non solo alle consorelle di Maria Luigia, affichè donino il loro carisma al mondo, ma anche a ciascuno di noi perchè sul modello della nuova beata, possa sentirsi stimolato alla testimonianza viva del Vangelo nelle periferie esistenziali di oggi con l'attenzione che occorre alle esigenze di chi ci sta accanto.

L’obbedienza: un valore scoperto troppo presto

Maria Velotti, questo il nome della Beata all’anagrafe, ha l’infanzia segnata dalla morte prematura di entrambi i genitori. La piccola, così, dal suo paesino di origine, Soccavo, va a vivere presso una zia che però, presto cambia atteggiamento nei suoi confronti: sobillata da altri parenti che le presentano la bambina come una minaccia all’eredità, la zia inizia a trattarla male, infliggendole dispetti e cattiverie come il nasconderle, alla domenica, le scarpe buone per andare in chiesa e costringendola, così, a recarvisi a piedi scalzi. Un trattamento, però, che ha fatto sviluppare nella futura religiosa un grande senso dell’obbedienza e del rispetto e una particolare percezione dell’altrui dolore. Una sofferenza che evidentemente le ha insegnato a percepire il valore della sofferenza., ma non per accettarla passivamente, ma per offrirla a Dio.

Un “monaca di casa” dallo stile francescano

Accolta, poi, da una coppia di vicini senza figli, una specie di famiglia adottiva, Maria può dedicarsi finalmente al Signore senza distrazioni. Diventa, così, una “monaca di casa”, una religiosità molto diffusa nell’Italia meridionale del diciannovesimo secolo, per cui le giovani che non entravano in alcun ordine religioso, vivevano ritirate dentro casa pregando e digiunando. È in questi anni che Maria si avvicina al francescanesimo e veste l’abito della Terziaria francescana nel 1853. Sa appena leggere e scrivere, eppure viene subito notata dai suoi confessori e dai sacerdoti che la guidano spiritualmente e con i quali intrattiene conversazioni di alta teologia, esprimendo con semplicità concetti che non poteva assolutamente conoscere. Tutti si accorgono, insomma, che Maria è molto speciale, ma lei si quasi si vergogna di tutte le attenzioni ricevute e reagisce seppellendosi in casa ancora di più.

L’unione con la Croce di Gesù

Arriva per tutti, nella vita, il momento dei bilanci, anche per i Santi. A un certo punto a Maria non basta più quella vita contemplativa che pure le è congeniale, non può ignorare che il Signore la chiama ad altro. Inizia ad aprirsi alle persone, a visitare i malati e ad ascoltare quanti hanno bisogno del suo consiglio, soprattutto le giovani.  Capisce che consolare è parte di quello che il Signore vuole da lei. Inizia, cioè, a diventare una guida per gli altri, quella guida che sarà per le sue consorelle quando, nel 1878, fonda le Suore Adoratrici della Santa Croce che si stabiliranno definitivamente a Casoria, dove Maria chiuderà per sempre gli occhi nel 1886, provata nel fisico ma non nello spirito..

Il mistero dei “doni” della santità

Nelle biografie di Maria si rivelano diversi doni straordinari che il Signore le aveva concesso e che spesso risultano difficili da capire all’uomo di oggi: si parla di estasi, vessazioni maligne, guarigioni miracolose, introspezione dei cuori e addirittura il dono dei corpi lucidi, cioè di passare attraverso vetri e specchi. Sono fenomeni straordinari che spesso attirano curiosi poco interessati alla santità vera. che, invece, è quella che si conquista giorno dopo giorno, nella testimonianza quotidiana.

Ultimo aggiornamento 26.09.2020 ore 12.09 

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

Photogallery

I luoghi di Maria Luigia Pascale del Santissimo Sacramento
26 settembre 2020, 08:00