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Via Pacis 2019: Athletica Vaticana tra i promotori della corsa

E’ stata presentata la terza edizione della mezza maratona che il 22 settembre partirà da via della Conciliazione. Accanto a Roma Capitale e alla Fidal, tra gli organizzatori c’è oggi la rappresentativa ufficiale della Santa Sede, che prende il posto del Pontificio Consiglio della Cultura

Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

Athletica Vaticana, la squadra ufficiale di atletica della Santa Sede, entra tra i promotori, accanto a Roma Capitale e alla Fidal, della mezza maratona “Via Pacis” di Roma e della “Run for peace”, la non competitiva di 5 km, che partiranno alle 9  del 22 settembre da via della Conciliazione, con oltre 7000 runner di 40 nazioni, e di tutte le religioni e gli orientamenti culturali. Lo ha annunciato oggi, in una conferenza stampa all’Ara Pacis, il presidente di Athletica Vaticana, monsignor Melchor Sánchez de Toca, sotto-segretario del Pontificio Consiglio della Cultura, dicastero che ha promosso l’evento nelle prime due edizioni e che oggi cede il posto ad Athletica Vaticana, sua espressione in ambito sportivo a livello internazionale. Accanto a lui la sindaca di Roma Capitale Virginia Raggi, l'ambasciatore degli Emirati Arabi Uniti in Italia e il presidente della Federazione italiana di atletica leggera (Fidal), alla quale la rappresentativa vaticana è affiliata dalla nascita ufficiale, il 1 gennaio 2019.

Fidal e Athletica Vaticana: una corsa per il dialogo

“In questo modo l'assetto istituzionale della ‘Via Pacis’ diventa più omogeneo: accanto a Roma Capitale, a convocare la manifestazione ci sono due istituzioni sportive ‘nazionali’, quella italiana, la Fidal, e quella vaticana” spiega monsignor Sánchez de Toca. “Per la ‘Via Pacis’ - aggiunge - la prima Associazione sportiva costituita in Vaticano assume funzioni e compiti finora svolti dal Pontificio Consiglio della Cultura”. Alla "Via Pacis" 2019 collaborano anche l'ambasciata degli Emirati Arabi Uniti e l'ambasciata dell'India in Italia. la medaglia della amnifetsazione è dedicata alla figura del Mahatma Gandhi, del quale ricorre quest'anno il 150esimo anniversario della nascita. "In questi tempi di turbolenze storiche - commenta ancora il presidente di Athletica Vaticana - questa corsa è diventata un modello di collaborazione e di dialogo concreto tra istituzioni cittadine, mondo sportivo e comunità di fede nella città di Roma".

Di corsa da San Pietro alla Moschea, passando per la Sinagoga

Il percorso della competizione di 21,097 km, dai forti connotati interreligiosi tocca alcuni significativi luoghi di culto oltre alla Basilica di San Pietro: la Sinagoga, la Moschea e le Chiese ortodossa e valdese. Il messaggio della “Via Pacis” è infatti di pace e speranza, con la proposta di una testimonianza concreta di accoglienza, inclusione e integrazione. Athletica Vaticana parteciperà con due “membri onorari”, i giovani migranti musulmani  Jallow Buba, 20 anni, dal Gambia, e Ansou Cisse, 20 anni, senegalese.

L' ambasciatore degli Emirati ricorda il Documento sulla Fratellanza Umana

"Roma, nella sua storia millenaria ha sempre accolto e ospitato cittadini da tutto il mondo, di tutte le razze e religioni - interviene l'ambasciatore degli Emirati Arabi Uniti, Omar Obaid Alshamsi - creando così una diversità unica e un esempio di tolleranza e pace che mi ricorda la mia patria, gli Emirati Arabi Uniti, , che sin dall'inizio sono stati un Paese aperto a tutti, fino ad avere più di 200 nazionalità residenti, che coesistono pacificamente e amorevolmente". Questi messaggi sono gli stessi espressi dal Documento sulla Fratellanza Umana firmato ad Abu Dhabi durante la storica visita di Papa Francesco, con il Grand Imam dell'Università del Cairo Al-Azhar.

Alla "Run for Peace" anche 100 giovani migranti

Insieme con i runner “biancogialli” saranno alla partenza in via della Conciliazione, soprattutto nella non competitiva “Run for Peace”, anche i rappresentanti della Gendarmeria vaticana, della Guardia Svizzera Pontificia, del Dispensario vaticano di Santa Marta (dove vengono assistite le famiglie povere) e di moltissimi uffici della Santa Sede, a cominciare dalla Segreteria di Stato. E non mancheranno 100 giovani migranti, che la cooperativa Auxilium ha accolto nel Centro “Mondo Migliore” a Rocca di Papa, che ha dato una casa anche a Jallow e Ansou, insieme a 50 tra sofferenti psichici, ragazze madri e giovani in difficoltà assistiti sempre dalla cooperativa. “Un coinvolgimento appassionato per testimoniare per le strade di Roma l'apertura concreta al dialogo e all'amicizia con tutti” rilancia monsignor Sánchez de Toca.

Il vicepresidente Mattei: la "Via Pacis" ormai è più di una corsa

Ai microfoni di Radio Vaticana Italia Gianpaolo Mattei, vicepresidente di Athletica Vaticana e giornalista de “L’Osservatore Romano”, sotolinea che la “Via Pacis” davvero è diventata "un appuntamento incredibile, è più di una corsa. Uniamo tutti i luoghi di culto di diverse religioni, ma anche i runner che vi partecipano fanno parte di squadre come quella della Comunità ebraica, oltre che Athletica Vaticana che è la prima e unica associazione sportiva riconosciuta dalla Santa Sede, formata da dipendenti e da cittadini vaticani. Insieme a noi correranno anche migranti, giovani con problemi psichici, ragazzi e ragazze madri delle case-famiglia. Quindi la corsa è inclusione a tutti gli effetti: tutti insieme, di tutte le età, per vivere una giornata di sport e dare un messaggio di pace”. 

Cercansi partner per fare solidarietà e spiritualità con lo sport

Non c’era bisogno di una squadra ufficiale della Santa Sede per correre, aggiunge Mattei, bastano pantaloncini, maglietta e scarpe. "Se oggi c’è questa squadra ufficiale - chiarisce il vicepresidente di Athletica Vaticana - è per portare avanti un discorso di cultura, di spiritualità e di solidarietà concrete attraverso lo sport. E per questo noi siamo aperti a qualunque tipo di collaborazione. Con la Federazione italiana di atletica leggera diciamo spesso che nell’atletica quello che viene considerato il Terzo Mondo dal punto di vista economico e politico è in realtà spesso il primo: nelle maratone vincono i keniani, i somali, gli etiopi, gli eritrei. Non vincono gli atleti dei Paesi potenti… e questo secondo me già basterebbe a spiegare la presenza di un’associazione sportiva ufficiale nell’atletica e nello sport in generale
 

Ascolta l'intervista a Mattei (Athletica Vaticana)

La nascita ufficiale il 1 gennaio 2019

Con questo passo, Athletica Vaticana rilancia la sua presenza accanto agli sportivi di tutto il mondo, anche attraverso la spiritualità, la solidarietà e la cultura. Dal 1 gennaio 2019 il primo team vaticano partecipa ufficialmente alle manifestazioni podistiche, in virtù dell'intesa bilaterale firmata tra la Santa Sede e il Comitato Olimpico Italiano (Coni): le firme sono state apposte l'11 settembre 2018 dal cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, e da Giovanni Malagò, presidente del Coni. Athletica Vaticana è affiliata alla Federazione italiana di atletica leggera (Fidal) proprio in virtù dell'intesa bilaterale con il Coni. Inoltre è affiliata alla Federazione Italiana Sport Paralampici e Sperimentali (Fispes), in vista anche di un'Intesa con il Comitato Italiano Paralimpico (Cip), con la quale è già stato siglato un protocollo d'intesa, il 19 dicembre 2018, per rilanciare insieme un progetto anche culturale di inclusione delle persone con disabilità attraverso la pratica sportiva. In questo contesto rientrano anche le visite guidate ai Musei Vaticani per sportivi non vedenti e la formazione di atleti-guida.

"Non corriamo e basta": le iniziative spirituali e solidali

L'obiettivo di Athletica Vaticana non è soltanto agonistico: l'impegno è di rilanciare una testimonianza cristiana concreta, con iniziative spirituali, solidali e culturali nel mondo dell'atletica e dello sport in generale. Per questa ragione sono stati tesserati, come “membri onorari”, due giovani migranti musulmani e due ragazzi con disabilità che vengono concretamente sostenuti nell'inclusione attraverso lo sport.

Chi sono i runner di Athletica Vaticana

Oggi gli atleti che fanno parte a vario titolo dell'Associazione sono circa 70. Il più giovane ha 19 anni (è una guardia svizzera) e il meno giovane ne ha 62 (un professore della Biblioteca Apostolica Vaticana). In squadra ci sono guardie svizzere insieme a gendarmi, vigili del fuoco, operai, tipografi, falegnami, giornalisti, professori, addetti ai vari servizi tecnici ed economici. E, ancora, dipendenti della Farmacia Vaticana, dei Musei Vaticani, delle Ville Pontificie, dell'Osservatore Romano e dell'Archivio Segreto. Ci sono anche alcuni sacerdoti-runner, impegnati nel campo della cultura, dell'ecumenismo, dell'attenzione alla famiglia e al valore della vita, oltre che nelle parrocchie, nell'attività missionaria e nella Segreteria di Stato. E c'è anche un vescovo. Particolarmente significativa è la presenza femminile (c'è anche una suora): la corsa, del resto, è uno sport che vede le donne sempre più protagoniste. Sono rappresentate ben diciotto nazionalità, a conferma dell'universalità della Santa Sede.

09 settembre 2019, 11:49