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Mons. Fisichella: il santuario è il luogo dell’accoglienza

Al via il primo Convegno internazionale per i rettori e gli operatori dei santuari, promosso dal Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, sul tema: “Il Santuario porta aperta per la nuova evangelizzazione”

Barbara Castelli – Città del Vaticano

“Partire dai Santuari come luoghi di nuova evangelizzazione” vuol dire, in qualche modo, riscoprire le proprie radici, fare in modo “che la fede rimanga sempre come un’autentica sfida, che viene posta nella nostra vita per rispondere alle grandi domande di senso”. Con queste parole l’arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, presenta ai microfoni di Vatican News il primo Convegno internazionale per i rettori e gli operatori dei santuari, sul tema: “Il santuario porta aperta per la nuova evangelizzazione”. Tre le sedi scelte per l’incontro: la Pontificia Università Lateranense, la basilica di Santa Maria Maggiore e la sala Regia del palazzo apostolico in Vaticano. Il presule precisa che i santuari sono “luoghi di preghiera” dove si custodiscono “le grandi tradizioni popolari”. “I santuari – prosegue – hanno contribuito con il loro messaggio, con la loro stessa presenza, a plasmare la fede di generazioni di persone, fino a dare identità alle popolazioni stesse”.

Un convegno per iniziare insieme un percorso

L’iniziativa, rimarca il presidente del Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, vuole anzitutto favorire “la conoscenza tra i vari rettori” e far approfondire le esperienze già poste in essere: un incontro per iniziare un percorso insieme. E le strade da percorrere sono davvero tante, con la partecipazione di almeno 600 responsabili, provenienti dai santuari di tutto il mondo, grandi e piccoli. Rappresentati tutti i continenti; decine i Paesi, tra cui Pakistan, Ecuador, Corea.

Santuari, luoghi del Mistero e della bellezza

Fino al 29 novembre, l’incontro ribadirà che “i santuari sono aperti a tante situazioni diversificate”. Nei santuari, infatti, sottolinea l’arcivescovo Rino Fisichella, “vanno le persone semplici a chiedere la grazia; vanno tante persone attratte dalla natura, attratte dai luoghi, non sempre con motivazione religiosa”; “vanno tanti poveri, poveri di quelle periferie esistenziali di cui ci parla spesso Papa Francesco”. Ecco perché il santuario è davvero per eccellenza “il luogo dell’accoglienza”, “lo spazio all’interno del quale tutti si sentono a casa, tutti si sentono accolti”.

Il silenzio dei santuari parla al cuore di tutti

“Il pellegrinaggio è un’esperienza che accomuna le persone”, in quanto “metafora” di vita: “credenti e non credenti percepiscono in profondità questa dimensione del pellegrinaggio”. “Per molte persone non credenti – conclude il presule – significa anche vivere l’esperienza della nostalgia di Dio, vale a dire aprire il cuore a quel desiderio che è nel più profondo di ognuno di noi. I santuari possono realmente diventare uno spazio in cui la ricerca trova anche una risposta”.

Ascolta l'intervista all'arcivescovo Rino Fisichella

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Alcuni santuari nel mondo
27 novembre 2018, 16:00