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Francesco: più dignità al lavoro dei marittimi

Il Papa scrive ai partecipanti al 25.mo Congresso mondiale di Stella Maris - Apostolato del Mare iniziato ieri a Glasgow e in programma fino al 5 ottobre: un milione e mezzo di persone del settore, che vivono a lungo lontane da famiglie e comunità, oggi lottano contro il degrado ambientale che mette a rischio la loro attività duramente provata dalla pandemia. Czerny: governi e istituzioni implementino le Convenzioni su lavoro marittimo e pesca dell'OIL

Antonella Palermo - Città del Vaticano

In occasione del 25° Congresso mondiale di Stella Maris - Apostolato del Mare - che si tiene a Glasgow, in Scozia, dal 2 al 5 ottobre, la prima riunione in presenza dopo le restrizione legate alla pandemia - che rende possibile l'effettiva celebrazione del centenario di fondazione - Papa Francesco rivolge ai partecipanti un saluto e un augurio insieme ad un ringraziamento "per la testimonianza di fede e gli innumerevoli atti di gentilezza e carità mostrati da tanti cappellani e volontari nel corso dell'ultimo secolo nei confronti di coloro che lavorano nei nostri mari e nelle nostre vie navigabili per il bene di tutti noi".

Continuare nel servizio a chi trae dal mare i mezzi di sussistenza

Al Congresso intervengono rappresentanti da diverse aree del mondo: dalle Filippine al Canada, dall Danimarca all'Italia, dalla Gran Bretagna alla Spagna. La giornata del 4 ottobre è peraltro dedicata anche alle ripercussioni del conflitto in Ucraina sulle attività marittime (presenti il Direttore nazionale di Stella Maris Ucraina, il Cappellano del porto di Odessa, il Vescovo dell'Eparchia ucraino-cattolica della Sacra Famiglia di Londra, il Vescovo per i greco-cattolici ucraini, bielorussi e slovacchi in Gran Bretagna). In una lettera, Francesco ricorda che Stella Maris è cresciuta fino a diventare molto capillare "fornendo assistenza spirituale, psicologica e materiale, sulle navi e a terra, a miriadi di marittimi e personale marittimo di diverse nazionalità e tradizioni religiose". Il Papa ricorda anche che circa il 90% delle merci del mondo è trasportato dalle navi, il che è reso possibile dal lavoro quotidiano di oltre un milione e mezzo di persone. Una condizione aggravata dalla pandemia, che sta molto a cuore al Pontefice per la quale torna ad esprimere vicinanza. 

Attenzione alle privazioni della dignità nella comunità marittima

Nonostante i progressi della tecnologia - scrive il Papa - molti lavoratori marittimi sono soggetti non solo alle sfide associate alla separazione dalle loro terre d'origine, ma continuano anche a "soffrire di una serie di condizioni di lavoro ingiuste e di altre privazioni, aggravate non da ultimo dagli effetti del cambiamento climatico".

Inoltre, i danni agli ambienti marini, come ad altri, colpiscono in modo sproporzionato i più poveri e vulnerabili dei nostri fratelli e sorelle, i cui mezzi di sostentamento sono addirittura minacciati di estinzione.  Confido, quindi, che Stella Maris non esiterà mai a richiamare l'attenzione sulle questioni che privano molti all'interno della comunità marittima della loro dignità umana conferita da Dio.

Alla luce di queste riaffermazioni, il Papa benedice il lavoro di Stella Maris auspicando che si mantenga sempre alta l'attenzione su questi temi e su queste condizioni di vita, spesso dimenticate.

Czerny: governi implementino le Convenzioni su lavoro marittimo e pesca dell'OIL

In apertura dei lavori del Congresso, in un Videomessaggio il cardinale Michael Czerny SJ, prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale - ricordando la genesi dell'Apostolato del Mare che oggi opera in 400 porti nel mondo di una cinquantina di Paesi - elogia i cappellani, i volontati e il personale di Stella Maris per il loro "instancabile impegno e servizio". Cita la vicenda di Padre Roque Nornha, ex direttore nazionale di Stella Maris India, che ha svolto il suo ministero "in modo disinteressato", finendo vittima del Covid-19. Czerny denuncia inoltre come "deplorevole" la negazione delle ferie a terra e dell'accesso ai servizi sociali; la violenza e gli abusi in mare, attraverso la pirateria e la schiavitù; l'abbandono, spesso con salari non pagati e cibo e provviste esigue. E poi registra che nel 2021 c'è stato un numero record di abbandoni di navi. "Come Chiesa chiediamo ai governi e alle istituzioni - è l'appello - di implementare e applicare la Convenzione sul lavoro marittimo e la Convenzione sul lavoro nella pesca dell'OIL. E chiosa dichiarando che Stella Maris è pronta a collaborare più strettamente con i governi, i sindacati e l'industria marittima a sostegno dei marittimi e dei pescatori.

ultimo aggiornamento alle 11.00

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03 ottobre 2022, 10:00