Il primo capo redattore con le sue collaboratrici dell'edizione tedesca dell'Osservatore Romano, 1972 Il primo capo redattore con le sue collaboratrici dell'edizione tedesca dell'Osservatore Romano, 1972 

Gli auguri del Papa per i 50 anni dell'edizione tedesca de L'Osservatore

Nell'anniversario dell'edizione settimanale del quotidiano vaticano Francesco in una Lettera sottolinea l'importante contributo offerto alla Chiesa

Vatican News

Affetto e preghiera per un lavoro che da tanti anni " guarda dentro le vicende" al fine di una migliore conoscenza della Chiesa universale. E' questo al centro della Lettera che Papa Francesco scrive nella ricorrenza, in questi giorni, del 50mo dell’edizione settimanale in lingua tedesca de L’Osservatore Romano.

Un giornale che edifica con il suo sguardo dentro la Chiesa

"Accompagno volentieri le collaboratrici e i collaboratori, come anche i lettori di lingua tedesca con la mia preghiera - scrive il Papa -. Da mezzo secolo il giornale edifica settimana per settimana quanti lo leggono con uno sguardo dentro le vicende della Chiesa di Roma e quella del mondo; riferisce della Parola del Successore di Pietro, nonché fornisce una ricca varietà di contributi culturali". Questo impegno, riconosce Francesco, offre "il suo proprio contributo, affinché i fedeli delle Chiese locali possano conoscere meglio la Chiesa universale". A quanti contribuiscono "a questo servizio di mediazione" e agli stimati lettori, il Papa impartisce la sua benedizione.

La sfida di essere parte della comunicazione del Papa

La missione principale del giornale vaticano è quella di diffondere i discorsi del Papa e i documenti della Santa Sede in traduzione ufficiale. Approfondimenti giornalistici su argomenti di teologia e storia dell'arte corredano il giornale. Anche l'edizione settimanale tedesca de L'Osservatore è pubblicata in digitale, stampata e distribuita in Germania, sotto la responsabilità di Schwabenverlag. "Per me è un bel compito e una sfida essere parte della comunicazione del Papa, accompagnarlo nella vita quotidiana, per così dire", afferma la storica dell'arte Johanna Weißenberger, che viene da Bad Neuenahr e fa parte della redazione de L'Osservatore Romano tedesco insieme a Matthias Hoch e Susanne Siegl-Mocavini. "Mi piace soprattutto il lavoro di traduzione - precisa - perché ci permette di fornire ai lettori la parola originale del Papa, la materia prima, diciamo, laddove tutti possono attingere per capire ciò che il Papa ha veramente detto".

L'attuale redazione dell'edizione tedesca dell'OR
L'attuale redazione dell'edizione tedesca dell'OR

Digitali ma con la determinazione a conservare il cartaceo

"La tendenza è sempre più verso la digitalizzazione; noi naturalmente la seguiamo, ma spero che possiamo per il futuro mantenere l'edizione stampata", aggiunge Susanne Siegl-Mocavini, originaria di Schorndorf e studiosa di letteratura. Lei, peraltro, è di confessione Protestante, una rarità tra i dipendenti del Vaticano. "Noi offriamo un tipo di testi ideati per favorire l'approfondimento", sottolinea facendosi portavoce di una preoccupazione diffusa tra divere fasce di lettori. "Molti potrebbero non essere affatto informatizzati o vivere in aree del mondo in cui potrebbero non avere accesso alle edizioni digitali. Oppure possono essere persone anziane che semplicemente preferiscono le edizioni a stampa - osserva - così come non tutti usano un dispositivo di lettura quando leggono". L'invito è a non dimenticare che alla gente piace tenere un libro tra le mani, semplicemente. Da qui il lancio di un vero e proprio appello per l'edizione cartacea.

Aiutiamo il Papa a predicare

Matthias Hoch, che dirige l'edizione settimanale tedesca de L'Osservatore Romano, viene da Coburgo, la sua formazione è legata allo studio delle Lingue e della letteratura romanze. E' arrivato al giornale in lingua tedesca attraverso uno stage a Radio Vaticana nel 1998. In occasione del 50° compleanno del giornale, anch'egli spera in un futuro fruttuoso per questo organo di informazione. "Ciò che amo di più in questo lavoro è che, nell'ambito di una comunicazione sulla Chiesa e sul Papa talvolta troppo presa da toni polemici o concentrata solo su alcune tematiche, noi cerchiamo di mantenere una certa sobrietà nel comunicare quelli che sono i fondamenti della fede per aiutare il Papa a diffondere il suo Magistero. E portiamo il frutto di questo lavoro nei Paesi di lingua tedesca".

Il messaggio augurale di Paolo VI nel 1971
Il messaggio augurale di Paolo VI nel 1971

La benedizione di Paolo VI

Nel suo ufficio Matthias Hoch conserva l'immagine di Paolo VI che cinquant'anni fa benediceva l'iniziativa editoriale del Vaticano. "Con gioia accogliamo la nuova edizione settimanale de L'Osservatore Romano in tedesco e accompagniamo la sua apparizione con i Nostri auguri", così le parole dell'allora Pontefice. "Possa contribuire a promuovere lo spirito di solidarietà fraterna nel popolo di Dio. Impartiamo cordialmente la Nostra Benedizione Apostolica a coloro che hanno meritatamente contribuito alla realizzazione di questa iniziativa, così come a tutti i collaboratori e lettori di questo giornale. Dal Vaticano, 1 ottobre 1971".

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Alcune immagini di archivio dell'edizione in lingua tedesca de L'Osservatore Romano
08 ottobre 2021, 15:30