La basilica di Santa Maria Assunta ad Aquileia sulle fondamenta dell'antica basilica patriarcale risalente al IV secolo La basilica di Santa Maria Assunta ad Aquileia sulle fondamenta dell'antica basilica patriarcale risalente al IV secolo 

Aquileia e Illirico nel tardo antico: vicende storiche e radici del cristianesimo

Sarà presentato nel pomeriggio a Udine il volume "Scontri e incontri di popoli fra Aquileia e Illirico nel tardo antico" dello storico e scrittore sloveno Rajko Bratož. Si tratta dell'edizione ampliata e tradotta di un'opera del 2014, promossa dall’Istituto Pio Paschini il cui obiettivo è quello di ricostruire la storia della Chiesa in Friuli in cui il Patriarcato aquileiese ebbe un ruolo centrale

Adriana Masotti - Città del Vaticano.  

Rappresenta la ricostruzione del crogiolo storico che nella tarda antichità plasmò l’area dei Balcani occidentali, compresa l’odierna Slovenia, interessando l’Italia settentrionale e la sua ‘porta orientale’ Aquileia, il volume di Rajko Bratož intitolato: Scontri e incontri di popoli fra Aquileia e Illirico nel tardo antico. Si tratta dell'edizione in italiano, rivista e ampliata, del testo in lingua slovena uscito nel 2014, e frutto di una vita dedicata alla ricerca storica sulle vicende del territorio sloveno tra la fine del III secolo e gli inizi dell’VII, che si è rivelata fondamentale anche per la conoscenza del territorio che in questo periodo faceva capo al Patriarcato di Aquileia. 

Copertina del volume di Rajko Bratož
Copertina del volume di Rajko Bratož

Tre filoni di ricerca 

Dieci i capitoli di cui è costituita l’opera di ben 890 pagine e tre i filoni di ricerca percorsi dall’autore. Il primo attraversa la storia delle province di cui era parte l’area presa in esame, dalla proclamazione degli imperatori militari nella seconda metà del III secolo alle vicende del IV secolo, fino al declino e alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente nell’ultimo quarto del V secolo. Il secondo filone riguarda la storia delle popolazioni barbariche (Visigoti, Unni, Ostrogoti), che dal tardo IV secolo in poi influenzarono in modo considerevole questo territorio plasmandone sempre più profondamente vita, cultura e istituzioni. Il terzo filone si addentra nella storia del cristianesimo e in particolare dell’organizzazione ecclesiastica dal tardo III secolo ai primi del VII, con attenzione all’importantissimo ruolo di Aquileia.

Un metodo interdisciplinare

Lo studio si avvale non solo delle fonti letterarie e materiali antiche, ma ricorre anche a un poderoso spoglio della letteratura scientifica sull’argomento. Utilizzando il metodo interdisciplinare, l'autore integra i dati, spesso molto scarsi, forniti dalle fonti letterarie con i risultati delle ricerche archeologiche epigrafiche e numismatiche. Come scrive lo stesso Rajko Bratož nella premessa, il volume “offre anche un significativo arricchimento: dopo sette anni dalla prima edizione dell’opera era infatti quanto mai necessaria l’integrazione dei nuovi risultati acquisiti grazie a centinaia di articoli, saggi e monografie di storia e in particolare di archeologia, scritte in quattro o cinque lingue diverse, con notevole incremento della bibliografia scientifica internazionale”.

Il volume è arricchito da una serie di tavole con cartine del territorio durante questi secoli, monete o resti archeologici rinvenuti nel corso degli scavi, miniature di manoscritti medievali come ad esempio quelle che illustrano l’assedio di Aquileia ad opera degli Unni o la battaglia del Frigido, presso Vipacco vicino a Gorizia, dove si vede Teodosio nell’atto di decapitare con un colpo di spada l’avversario Eugenio che gli aveva conteso il trono imperiale.

Moneta in argento di Massimiano (295-297 d.C.): i tetrarchi Diocleziano, Massimiano, Costanzo Cloro e Galerio che prestano solenne giuramento su un tripode davanti a una cinta muraria con sei torri
Moneta in argento di Massimiano (295-297 d.C.): i tetrarchi Diocleziano, Massimiano, Costanzo Cloro e Galerio che prestano solenne giuramento su un tripode davanti a una cinta muraria con sei torri

La comune tradizione culturale alle radici dell'Europa

Per questa nuova edizione italiana, pubblicata per l’Istituto Pio Paschini da Forum editrice universitaria, occorre ricordare il lavoro di traduzione fatto da Gianni Toplikar, il coordinamento editoriale di Egidio Screm e la cura e l’adattamento del testo e delle note di Alessio Persic e Sandro Piussi. Hanno sostenuto finanziariamente l’iniziativa l’arcidiocesi di Udine, la Fondazione Friuli e la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia.


All’Istituto Pio Paschini che ha come suo fine la promozione e la pubblicazione di studi e ricerche sulla storia della Chiesa in Friuli, con particolare riferimento alle origini della Chiesa di Aquileia, "è sembrato quanto mai opportuno proporre al lettore italiano questo lavoro di Rajko Bratož - scrive nella presentazione al volume il professore Cesare Scalon, presidente dell’Istituto -. Il testo è frutto di un’originale, rinnovata e ampliata ricerca storica che nell’intenzione dell’autore getta luce sulla comune tradizione culturale alle radici dell’Europa”.

Il ruolo di Aquileia

A fronte del già apprezzato volume del 2014, prosegue Scalon, “questa nuova impresa editoriale estende l’interesse a un’area molto più vasta che va dall’Italia (o meglio dalla Venetia) all’Illirico e vede emergere il ruolo di Aquileia dal punto di vista politico, militare, economico e religioso”. Uno degli aspetti più significativi di questo periodo, che viene approfondito ampiamente nel volume, riguarda gli inizi del cristianesimo e i suoi sviluppi fino ai primi del V secolo, come pure l’organizzazione ecclesiastica dalla metà del V alla fine del VI secolo che vede l’affermarsi in questo contesto della sede aquileiese e gli esordi di una nuova fase dell’evangelizzazione.

L’autore, lo sloveno Rajko Bratož

Professore emerito di Storia antica dell’Università di Lubiana, membro ordinario dell’Accademia slovena delle Scienze e delle Arti e dell’Accademia Europea, Rajko Bratož ha pubblicato diversi contributi sulla tarda antichità nei Balcani occidentali, nell’Italia nord-orientale e paesi danubiani, che evidenziano l’importanza della storia della Chiesa in quest’area. Bratož già nel 1999 aveva affrontato alcuni degli stessi temi in Il cristianesimo aquileiese prima di Costantino fra Aquileia e Poetovio, volume edito dall’Istituto Pio Paschini insieme con l’Istituto di Storia Sociale e Religiosa di Gorizia, aprendo nuove prospettive di ricerca sulle radici del cristianesimo nelle regioni dell’Alto Adriatico e delle Alpi orientali.

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15 marzo 2023, 09:30