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Perché in Brasile si torna a parlare di razzismo

Un quarantenne brasiliano, Joao Alberto Silveira Freitas, sarebbe stato ucciso da due vigilanti di un supermercato di Porto Alegre, stando alle immagini pubblicate sui social ed alle conseguenti dichiarazioni di alcuni giudici della Corte Suprema, proprio alla vigilia del giorno dedicato ai diritti dei neri in Brasile. Proteste della popolazione, che chiede giustizia. Padre Franguelli: “Il razzismo esiste e va combattuto”

Andrea De Angelis - Città del Vaticano

Una vicenda drammatica, a poche ore dalla giornata dedicata proprio ai diritti dei neri in Brasile, è quella che arriva da Porto Alegre, dove un quarantenne nero sarebbe stato ucciso da due vigilanti di un supermercato. Sui social network un video mostra Joao Alberto Silveira Freitas, questo il nome dell’uomo, chiedere aiuto e lamentarsi di non riuscire a respirare, dopo essere stato fermato e colpito ripetutamente dai vigilanti. Da qui le proteste della comunità nera brasiliana, che chiede giustizia per quanto successo proprio alla vigilia della Giornata della Coscienza Nera.

La dinamica dei fatti

La morte dell’uomo è avvenuta nella notte tra giovedì e venerdì, quando un'impiegata del supermercato ha chiamato la sicurezza dopo che la vittima avrebbe minacciato di attaccarla, stando a quanto riportato da Globo News, emittente locale, che ha citato la Polizia militare dello stato del Rio Grande do Sul. In rete le immagini condivise sui social hanno scatenato le polemiche di piazza, rendendo la giornata dedicata ai diritti dei neri in Brasile un evento carico di rabbia per quanto accaduto. Migliaia di persone sono scese infatti in strada in diverse città, tra cui tra cui San Paolo, Rio de Janeiro, Brasilia, Belo Horizonte e la stessa Porto Alegre.

Le reazioni

Il Governo, attraverso il suo vicepresidente Hamilton Mourao, ha negato che si sia trattato di un caso di razzismo e ha dichiarato che la discriminazione razziale in Brasile non esiste. Di diversa opinione il giudice della Corte suprema brasiliana, Gilmar Mendes, che ha definito "scandalosa" la morte dell’uomo. "L'episodio mostra solo che la lotta al razzismo e alla barbarie è tutt'altro che finita. Il razzismo è un crimine!", ha scritto Mendes sui social. "Il Brasile è stata la società schiavista più longeva al mondo ed è per questo che dobbiamo ricordarlo quotidianamente, per considerare l'inclusione sociale come uno storico salvataggio", ha affermato il presidente della Corte, Luiz Fux.

“Il razzismo esiste e va affrontato”

“La Giornata di ieri è molto importante per i neri perché in Brasile, purtroppo, il razzismo esiste ancora”. Lo chiarisce nell’intervista a Vatican News padre Bruno Franguelli, gesuita brasiliano residente a Roma. “Le persone nere guadagnano di meno, vedono i connotati fisici basati su un ideale eurocentrico di bellezza, sono discriminati, lavorano sì, ma - sottolinea - i loro salari sono quasi sempre inferiori”. “Il cardinale Odilo Scherer, arcivescovo di San Paolo, ha scritto ieri in un tweet - prosegue il gesuita - delle orribili scene di pestaggio ed assassinio dell’uomo nero e di quanto ci sia da cambiare in questo nostro Brasile”.

Ascolta l'intervista a padre Bruno Franguelli

“Papa Francesco nell’enciclica Fratelli tutti - conclude padre Franguelli - ha parlato del razzismo come di un virus che muta facilmente, che invece di sparire si nasconde, finendo con l’essere sempre in agguato. Credo sia molto importante seguire le parole del Papa ed intraprendere così un cammino serio di cambiamento”.  

21 novembre 2020, 12:47