Uno dei razzi lanciato da Gaza verso Israele Uno dei razzi lanciato da Gaza verso Israele 

Si teme un’escalation di violenze tra Israele e Gaza

Tra Israele e Hamas rischia di innescarsi un pericoloso conflitto dopo l’uccisione di un capo militare della jihad islamica a Gaza e la risposta palestinese con decine di razzi lanciati in territorio ebraico

Giancarlo La Vella – Città del Vaticano

Quattro morti e circa 20 feriti. Questo il bilancio delle operazioni militari condotte da Israele nella Striscia di Gaza. Tra le vittime Baha Abu al-Ata, comandante militare della Jihad islamica. Immediata la risposta dei palestinesi di Hamas, con il lancio di decine di razzi contro il territorio israeliano, molti dei quali intercettati dalla contraerea. Da parte della Olp, che governa in Cisgiordania, è stata espressa ferma condanna per l’uccisione del leader. Il premier israeliano, Netanyahu, dice di non volere un’escalation militare, ma l’Europa esprime preoccupazione per la sorte dei civili di entrambe le parti e auspica un rapido e completo allentamento delle tensioni, necessario – affermano a Bruxelles – per salvaguardare la vita e la sicurezza dei civili palestinesi e israeliani.

La comunità internazionale torni a occuparsi del Medio Oriente

E’ vero che anche in passato sono avvenuti episodi del genere, che poi non hanno avuto conseguenze – afferma Luigi Bonanate, docente emerito di Relazioni Internazionali all’Università di Torino – ma ora il clima nella regione mediorientale, intesa in senso lato, è fortemente peggiorato e certo non viene favorito il dialogo e la mediazione. Inoltre, nel panorama palestinese, viene a mancare la forza diplomatica che aveva nel passato Fatah. In questo clima è auspicabile che la comunità internazionale, soprattutto le grandi potenze come Stati Uniti e Russia, tornino ad occuparsi del Medio Oriente, perché la situazione potrebbe diventare sempre più pericolosa per la stabilità nella regione.

Ascolta l'intervista a Luigi Bonanate

 

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12 novembre 2019, 15:23