Festival Giornalisti: Mediterraneo centro di dialogo e umanità

Si conclude il Festival dei Giornalisti del Mediterraneo di Otranto. Premiati sei giornalisti per la loro capacità di raccontare la verità con precisione e umanità. Ma il Festival ribadisce ancora una volta come Il Mediterraneo debba essere centro del dialogo e della pace tra i popoli

Andrea Dammacco - Otranto

Il dialogo, la tutela della dignità e dei diritti e la condivisione della conoscenza possono contribuire a costruire una narrativa del Mediterraneo diversa rispetto a quella che è stata fino ad oggi. Nel Festival dei Giornalisti del Mediterraneo di Otranto appena concluso relatori, accademici, giornalisti e diplomatici hanno posto l’accento sulla necessità di restituire dignità all’uomo, e quindi ai popoli, confermando che la conoscenza corretta della realtà deve contribuire a un sempre più stretto incontro tra le due sponde del Mediterraneo.

La stampa strumento di dialogo

La tragedia dell’immigrazione, la minaccia del terrorismo internazionale e l’acuirsi di antichi conflitti riempiono la cronaca quotidiana. Allora il dibattito del Festival ha visto protagonista il ruolo della stampa, che oggi deve essere anche quello di impulso al dialogo e alla mutua conoscenza tra le culture. Ecco quindi che nelle piazze di Otranto si è parlato di deontologia, fake news, manipolazione dell'informazione e soprattutto di una professione che sta cambiando profondamente nei mezzi ma che deve avere ancora come “stella polare” la ricerca della verità oggettiva e indipendente. “C’è bisogno di un giornalismo consapevole, che tuteli innanzitutto l’uomo. – ha detto l’ideatore del Festival, Tommaso Forte – Le fake news inquinano la capacità di valutare la verità rischiando di far percepire qualcosa, indipendentemente dalla sua veridicità o meno. Ecco perché il giornalista oggi deve essere più attento di prima nel racconto e nella verifica delle notizie. Egli deve imparare a raccontare, ma dall’altra parte il lettore non può perdere la capacità di leggere e capire l’origine e la fonte delle notizie”.

I premiati

Nell’undicesima edizione, ad essere premiati con il riconoscimento “Caravella del Mediterraneo” sono stati sei giornalisti per l’impegno profuso nel lavoro e per la capacità di raccontare con umanità, delicatezza e puntualità storie che pongono al centro l’uomo e l’amore per la sua vita. I riconoscimenti sono andati a Luigi Pelazza (Le Iene Mediaset), Manuela Moreno (Tg2 Rai), Francesco Piccinini (Fanpage), Domenico Iannaccone (Rai Tre), Sandro Ruotolo (giornalista d’inchiesta) e Miquel Serra (Ultima Hora).

Il Mediterraneo punto di incontro e non di divisione

“Il Festival ha raccontato per molti anni il Mediterraneo dei conflitti e delle sofferenze. – ha concluso Forte – Oggi però inizia a raccontare quest’area sotto il suo aspetto unificante. Esso non deve essere luogo di divisione ma di mutua condivisione delle conoscenze”. E i giornalisti, è emerso dagli eventi che hanno segnato il Festival, hanno il dovere di insegnare soprattutto ai giovani a informarsi, ad innamorarsi della conoscenza che ha al suo centro l’essere umano e l’inviolabilità della vita: “L'area del Mediterraneo deve essere un’occasione per sviluppare rapporti che offrano nuove possibilità di vita a chi vive nella miseria e nelle difficoltà. Ed è anche questo il motivo per cui, nel prossimo futuro, il nostro desiderio è di raccontare tutto questo anche fuori da Otranto, in città come Roma, Milano e Marrakech”.

 

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08 settembre 2019, 13:01