Don Benito con il Papa alla Gmg: “Gli porto le lettere e i giochi dei miei ragazzi"

Sul volo per Lisbona, invitato da Francesco al suo seguito, anche il parroco-giornalista di Termoli, sulla costa molisana, don Giorgetta, autore del libro intervista ad un pentito di ‘ndrangheta “Passiamo all’altra riva”, regalato dal Papa alla Curia nel Natale 2022. Ha con sè un volumetto di giochi enigmistici sulla figura e gli insegnamenti del Pontefice e i messaggi dei giovanissimi della parrocchia. “Francesco è un Papa che ride”

Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

Un parroco giornalista e scrittore, con la passione per il gioco, nel seguito del Papa alla Gmg di Lisbona. E’ don Benito Giorgetta, 68enne parroco a San Timoteo di Termoli (Campobasso), nella diocesi di Termoli-Larino, che Francesco ha invitato a salire con lui sul volo per il Portogallo e a partecipare accanto a lui al suo 42.mo viaggio apostolico. Don Benito ha con il Pontefice uno scambio abbastanza frequente di email, e lo ha incontrato più volte a Casa Santa Marta. Già docente di Teologia morale della sessualità e Bioetica presso l’Istituto Teologico Abruzzese-Molisano di Chieti, il sacerdote ha scritto di recente “Passiamo all’altra riva”, un libro-intervista con il collaboratore di giustizia Luigi Bonaventura, che racconta il suo passato nella ’ndrangheta. Un volume che ha la prefazione del Papa e la postfazione di don Luigi Ciotti, il fondatore di Libera, e che Francesco ha regalato ai collaboratori della Curia romana per il Natale 2022, insieme a “Vita di Gesù” di Andrea Tornielli.

I giochi enigmistici di "In viaggio con Papa Francesco"

Parroco dalle tante intuizioni e proposte pastorali, don Benito porterà al Papa il libretto “In viaggio con Papa Francesco”, realizzato per l’occasione come dono al suo ospite, con disegni e giochi enigmistici, per avvicinare i giovanissimi, ma non solo, al Papa “come persona, come battezzato, come pastore universale che guida la Chiesa”. Due pagine sono dedicate a come veste il successore di Pietro nella quotidianità e nelle celebrazioni, ma non mancano la storia della sua vita da ritrovare nei cruciverba, la sua giornata-tipo, gli scritti e i viaggi. Le parole chiave dei suoi insegnamenti sono riprodotte su un cruciverba a diagonale a forma di faro.

La copertina del libretto che don Benito Giorgetta donerà al Papa
La copertina del libretto che don Benito Giorgetta donerà al Papa

Le lettere dei ragazzi di San Timoteo per il Papa

Alla prima occasione, don Giorgetta consegnerà a Francesco anche le brevi lettere che i bambini e gli adolescenti di San Timoteo gli hanno scritto durante un campo scuola ad Assisi, una decina di giorni fa, in un momento di silenzio e riflessione all’Eremo delle Carceri. Dopo aver pregato per il Papa e affidato il suo viaggio a San Francesco, Santa Chiara e al beato Carlo Acutis, ci dice il parroco, hanno aperto il loro cuore dicendo all’”amico” di don Benito Io ti ammiro molto”, “sei coraggioso”, “per me sei come un vero papà, hai il cuore d’oro”, “non mollare mai”, “aiuti il mondo con i fatti, non con le parole”, “io sono una sua fan”, “il tuo amico don Benito ti racconta tutte le nostre avventure via mail”. Così don Benito Giorgetta racconta a Vatican News come si sta preparando a questo viaggio speciale.

Ascolta l'intervista a don Benito Giorgetta

E’ stato alla Gmg prima come giovane prete e oggi lo sarà al seguito del Papa. Qual è la magia di questo appuntamento? Quale è stata in passato e cosa si augura adesso?

Nel passato è stato il momento topico del mio sacerdozio, perché ero agli inizi e con l'entusiasmo giovanile ho partecipato alle Gmg di Czestochowa, di Parigi, di Roma e vedevo sempre tanto, tanto entusiasmo, sia nella fase preparatoria con i giovani della diocesi con cui ho partecipato, sia nella folla oceanica che era l'emblema delle Gmg di Giovanni Paolo II. Quella che adesso vivrò a Lisbona è una Giornata che viene nella mia maturità sacerdotale, per cui avrò uno sguardo un po’ diverso, sarà un bagno di gioventù, in mezzo ai giovani, proprio come diceva Giovanni Paolo II: “Stare con i giovani rende giovani”. Ma la modalità nuova sarà l’essere al seguito del Papa: una cosa inedita, è la prima volta che mi capita e non capiterà mai più nella vita. Per cui la vorrò vivere con gioia, con attenzione, con disponibilità.

La pagina del libretto con gli insegnamenti di Papa Francesco
La pagina del libretto con gli insegnamenti di Papa Francesco

Come racconta l'esperienza delle Gmg ai giovani della sua parrocchia di Termoli, per proporgli di partecipare?

Racconto che è un momento di gioia, di incontro, è un momento di relazione. Si cerca di invogliarli a partecipare mettendo in maggiore aspetto questa dimensione. Però anche l'altra esperienza, che certamente non è secondaria; quella della fede, della condivisione della fede in un modo gioioso, di tutte le esperienze giovanili provenienti da tutto il mondo. E’ Cristo il punto focale per tutto e per tutti, dal Papa al più giovane dei giovani che parteciperà.

Sul volo per Lisbona regalerà al Papa il volumetto “In viaggio con Papa Francesco” con disegni, quiz, cruciverba e descrizioni che aiutano i bambini, ma anche gli adulti, a conoscere meglio la figura del Papa. È un metodo che usate in parrocchia con i catechisti, questo della catechesi giocata?

Sicuramente, perché la dimensione ludica, tipica del mondo infantile e giovanile, è adatta per comunicare, soprattutto quando non è strumentalizzata, ma è semplicemente un mezzo educativo. Il bambino, il ragazzo, impara di più e impara meglio e con più immediatezza giocando, in quanto il gioco veicola contenuti che detti in altro modo, forse potrebbero risultare pesanti. Difatti, anche nella nostra catechesi parrocchiale, ormai da tanti anni, ai nostri gruppi, abbiamo sempre proposto contenuti ludici, e abbiamo visto che aiutano molto anche a conoscere la Bibbia, perché per rispondere ai cruciverba devono consultare la Bibbia, quindi devono manualmente toccarla. Al punto che poi diventa un atteggiamento abituale per loro e intanto imparano in una maniera leggera e coinvolgente. Co-autori di questo opuscolo che consegnerò al Papa sono Nunzio Rubino, per quanto riguarda la parte enigmistica, e Ivana Rubino, la figlia di Nunzio, una giovane autistica di 22 anni che con il computer riesce ad esprimersi in una maniera egregia. È lei che l'autrice di tutti i disegni che compongono questo opuscolo, mentre la parte narrativa è stata affidata a me.

Don Benito Giorgetta nella Messa celebrata con i ragazzi della parrocchia ad Assisi, sulla tomba di san Frrancesco
Don Benito Giorgetta nella Messa celebrata con i ragazzi della parrocchia ad Assisi, sulla tomba di san Frrancesco

Sull'aereo consegnerà al Papa anche le lettere scritte dai bambini e ragazzi di San Timoteo ad Assisi nel pellegrinaggio che avete fatto dal 17 al 23 luglio. Cosa vuol sottolineare di quello che scrivono il Papa? Ad esempio ho letto che una bambina racconta al Papa il dolore di vedere i genitori che si separano…

Sì, purtroppo, e ho voluto anche di abbracciare la ragazza autrice di questo testo. Il primo giorno ad Assisi abbiamo celebrato la Messa sulla tomba di San Francesco insieme a tutti i catechisti, i bambini e anche i collaboratori per la cucina. Ho posto in evidenza la necessità di pregare per il Papa, visto che chiede sempre di pregare per lui e di affidare il prossimo viaggio alla protezione di San Francesco, di cui lui è molto devoto. È stata anche l'occasione per me di scrivergli una mail, visto che ho l'onore e il piacere di poter interloquire con lui anche solamente attraverso le e-mail, informandolo che abbiamo pregato per lui e affidato il viaggio a San Francesco, Santa Chiara al Beato Carlo Acutis. E lui, come fa ogni volta che gli scrivo, l'indomani ha risposto compiaciuto di tutto questo, salutando, benedicendo i bambini e le famiglie. Da qui mi è venuta l'idea di far scrivere ai bambini una lettera al Papa. Così il 20 luglio, il giorno della visita all’Eremo delle carceri, abbiamo creato un momento nel quale i bambini e i ragazzi si sono allontanati gli uni dagli altri per vivere la solitudine e ascoltare il silenzio. Durante questo silenzio abbiamo chiesto loro di dare sfogo alle loro emozioni e alle loro sensazioni, scrivendo lettere al Papa, che lui riceverà. I bambini sono stati genuini, sinceri, profondi, hanno davvero aperto il loro cuore abbandonandosi a quello di Papa Francesco, come un bambino farebbe con il nonno. E sono veramente ricche, intense e commoventi le lettere che loro hanno scritto. E con grande piacere avrò la gioia di consegnarle personalmente al Santo Padre.

I ragazzi della parrocchia di don Giorgetta all'Eremo delle Carceri di Assisi, scrivono i messaggi a Papa Francesco
I ragazzi della parrocchia di don Giorgetta all'Eremo delle Carceri di Assisi, scrivono i messaggi a Papa Francesco

Nell’introduzione al volumetto che consegnerà al Papa, ricorda quello che Francesco ha detto alla Curia negli auguri di Natale del 2014: Un cuore pieno di Dio è un cuore felice che contagia con la gioia tutti quelli che ha intorno. Quanto c'è bisogno di questa catechesi nella Chiesa di oggi? E anche in privato Francesco ha il senso dell’umorismo?

Conosco anche un po’ in privato il Papa, perché tante volte ho avuto l'onore, grazie alla sua compiacenza, di incontrarlo a Santa Marta. E’ un Papa inedito, libero, sereno e sorridente, un Papa che addirittura fa le battute, che dà il soprannome alle persone che lo vanno ad incontrare. E lui stesso fa spesso dell'ironia, perché dice che bisogna essere sorridenti, bisogna essere allegri, bisogna essere anche autoironici. E lui mi sembra che lo sia abbastanza. Una volta gli ho detto: “Santo Padre, per lei è terapeutico incontrare le persone nel pomeriggio”. Infatti lui vive questi incontri fuori dalla formalità, in una maniera dialogata, semplice, direi paterna. Difatti ricordo, e conservo nel cuore e nella mente, tante battute, tanti aneddoti, che sono accaduti. Qualche volta salgo anche nel suo appartamento, e mi stupisce vedere un Papa che ti anticipa, che chiama l'ascensore. Tu sali con lui in ascensore e vedi la familiarità di quel luogo. Una volta mi ha colpito moltissimo vedere appesa dietro la porta ancora incellofanata la sua talare bianca, che forse era appena rientrata dalla lavanderia. E questo ti dà la dimensione di un Papa domestico, uguale a noi, che vive in modo semplice. Fu proprio in quella circostanza, ero in compagnia anche del mio vescovo, che volle accompagnarci alla porta. E noi obbiettavamo: “Santità, ma non si scomodi!”. E lui: “No, bisogna accompagnarvi, perché voi dovete sapere che una persona più è importante, più bisogna accompagnarla la porta. Sapete perché? Per vari motivi: il primo per verificare che andando via non si porti nulla che non è suo. E il secondo motivo è che bisogna assicurarsi che realmente sia andata via!”. Ecco il Papa che ride, il Papa che si ristora in quegli incontri che lui stesso gestisce in prima persona nella fascia pomeridiana.

Ha parlato di soprannomi che il Papa affibbia a chi lo va a trovare. Qual è quello che ha scelto per lei?

Veramente la prima volta mi sono un po’ preoccupato e angustiato, forse anche impaurito, perché mi ha detto: “Tu sei pelle di Giuda”. E io non ho capito che cosa significasse. Poi ho cercato di informarmi e sono riuscito a capire che è un’espressione tipica idiomatica dell'Argentina che indica un atteggiamento “birichino”. L'ultima volta che l'ho incontrato, nel mese di marzo scorso, ho avuto finalmente il coraggio di chiedergli: “Santità, ma che cosa significa pelle di Giuda?”. Lui, guardandomi con un sorriso ha detto: “Significa che sei un birichino”. Ho saputo che ha usato usa questa espressione anche nei confronti di altre persone.

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Far conoscere il Papa ai ragazzi con il gioco
01 agosto 2023, 10:00