Scuola, Moraglia: più consapevolezza per la paritaria cattolica

Il Patriarca di Venezia, in vista della ripresa dell’anno scolastico il 12 settembre in gran parte del territorio italiano, ha ricordato la sfida educativa tanto cara a Papa Francesco. Il suo è un incoraggiamento a sostenere anche gli istituti paritari che, sebbene alle prese con tante difficoltà, portano avanti la missione ecclesiale sul fronte della formazione

Eugenio Bonanata - Città del Vaticano

Settembre, è tempo di rientrare in classe. Tra gli auspici e le incertezze che caratterizzano questa fase è forse utile ricordare alcune parole dell’allora arcivescovo di Buenos Aires, il cardinale Jorge Mario Bergoglio: “Educare è un atto di speranza”, scrisse in un messaggio, il 23 aprile 2008, indirizzato alle comunità educative della città. A riportare questo passaggio, alla base del ‘Patto educativo’ invocato spesso da Papa Francesco, è stato monsignor Francesco Moraglia, Patriarca di Venezia, in apertura della trentunesima edizione del Campus estivo organizzato nella città lagunare dall’Associazione Gestori Istituti Dipendenti dall’Autorità Ecclesiastica (AGIDAE).

Il futuro di un Paese è nel sistema educativo e scolastico

“La Chiesa è per tutta la scuola”, ha aggiunto il patriarca durante l’evento, svoltosi lo scorso mese di luglio, avvertendo che è su questo terreno che si gioca la grande questione della libertà. “Solo una società che sa investire risorse economiche e umane nella formazione e nell’innovazione in ambito scolastico – ha spiegato – può prepararsi ad un futuro nel quale la persona non venga subordinata alla scelte scientifiche, economiche e finanziarie per cui, alla fine, lo stesso lavoro non è più al servizio dell’uomo ma ne diventa il padrone”. 

Paritarie cattoliche, un patrimonio culturale e sociale

Quello del Patriarca di Venezia è stato un incoraggiamento alla luce della complessità della situazione. “Tutti si chiedono come sarà il nuovo anno scolastico”, ha affermato a Telepace padre Francesco Ciccimarra presidente di AGIDAE che rappresenta una buona fetta delle scuole paritarie cattoliche d’Italia (assieme ad altre realtà del campo assistenziale). Si tratta di un vero e proprio patrimonio culturale e sociale, composto in totale da quasi 800 mila studenti (tra i quali almeno 14 mila ragazzi e ragazze diversamente abili) e circa 14 mila istituti sparsi sull’intero territorio. “Stiamo facendo di tutto affinché la Chiesa, attraverso questi istituti, possa continuare la sua missione nel mondo di oggi”, assicura padre Ciccimarra snocciolando i principali nodi sul tappeto: la crisi economica; la pandemia; la riforma del settore scolastico e dei contratti; la transizione ecologica; la digitalizzazione. “Come trasferire queste istanze, sempre più approfonditamente, nel mondo della scuola?”, si chiede il religioso ricordando il sottotitolo del campus estivo. “Lo abbiamo intestato a tre parole-chiave: conoscenza, competenza e coraggio”.

Stare al passo coi tempi

Serve davvero tanto impegno per affrontare la sfida di stare al passo coi tempi con l’occhio attento ai conti. Ma il Patriarca di Venezia nel suo intervento ha aggiunto una quarta parola-chiave: “responsabilità”, un termine che richiama l’impegno concreto a vari livelli. “La scuola cattolica – ha proseguito – non è la scuola dei ricchi, ma è la scuola dei genitori che chiedono alle nostre suore se possono portare i bambini 20 minuti prima perché devono andare a lavorare”. E questo – secondo il presule – deve essere interiorizzato anche dallo stesso mondo cattolico. “Scuola paritaria uguale scuola privata? No, non è così. La scuola è pubblica, statale o paritaria”.Solo in Veneto – ha ricordato ancora monsignor Moraglia – due bambini su tre frequentano le scuole dell’infanzia paritarie. E il trend è simile anche in altre regioni.  “Da parte di tutti – ha auspicato – occorre riscoprire la consapevolezza che la scuola paritaria non chiede sconti o rivendica privilegi, ma è impegnata – concretamente, ogni giorno – per costruire il bene comunque in quello che è uno degli ambiti più importanti della vita sociale: l’educazione e la formazione, che senza retorica sono il futuro del paese

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12 settembre 2022, 09:00