Brasile: la Chiesa sceglie le energie rinnovabili

Un sogno che oggi è diventato realtà: così il parroco di Natal, padre Valdir Cândido de Morais, racconta il progetto di efficientamento energetico che è arrivato a coinvolgere 115 parrocchie. Pannelli solari ma non solo, a beneficio dell’uomo e di una natura che spesso in questa terra è brutalmente maltrattata

Bianca Fraccalvieri – Città del Vaticano

Il Sole 300 giorni all’anno e che d’estate brilla per quasi 15 ore al giorno: questa è Natal, città capoluogo dello Stato di Rio Grande do Norte, nella regione Nord-Est del Brasile. Con tanta luce a disposizione, l’arcidiocesi ha sviluppato un progetto di energia solare fotovoltaica per soddisfare il fabbisogno energetico di tutte le parrocchie del territorio, 115 in totale. Un’iniziativa ambiziosa che ha avuto inizio nel 2019, quando è stato attuato in modo pionieristico in cinque parrocchie. La proposta si è ampliata alla fine di aprile dello stesso anno, visto anche il desiderio dei parroci e della popolazione locale, con l'installazione dei pannelli solari in altre 13 chiese parrocchiali, in punti strategici della regione, che hanno iniziato a fungere da distributori di energia pulita per le altre sedi, servendo così l'intera arcidiocesi. “Certo, è un progetto che costa molto, complesso da realizzare, ma all'epoca abbiamo avuto il coraggio di scegliere cinque parrocchie, tra cui la sede centrale, l’arcidiocesi di Natal, come progetto pilota e ha funzionato. Era un sogno che oggi è diventato realtà!”, ha detto il parroco della Cattedrale di Natal, padre Valdir Cândido de Morais. La conclusione del progetto di efficientamento era prevista per il 30 giugno scorso, quando contemporaneamente sono entrati in funzione gli impianti. Dopo un mese circa l’energia ha iniziato a essere distribuita e utilizzata da tutte le 115 parrocchie del territorio arcidiocesano, con benefici immediati per l’ambiente e la popolazione: “gli impianti sono infatti in grado di generare un totale di 150 MWh al mese”, ha affermato Ítalo Nogueira, responsabile amministrativo dell'arcidiocesi, che si è detto soddisfatto di come sono andate le cose. 

Il progetto

Il progetto di installazione dell’energia solare è stato sviluppato e finanziato da una società specializzata e consentirà il recupero dell’investimento più nuovi profitti, in circa 80 mesi. Inoltre al team di lavoro ha partecipato anche un architetto, che ha mappato le chiese per stabilire quelle che avessero la maggiore praticabilità architettonica, al fine di poter installare correttamente i pannelli solari sul tetto degli edifici. Oggi l’arcidiocesi spende più o meno 140.000 reais al mese, pari a circa 26mila euro, per l’energia elettrica, invece il progetto consentirà di risparmiare più di un milione di reais all’anno. Secondo Vital Bezerra, direttore amministrativo dell’arcidiocesi, le risorse che prima erano destinate a questo scopo ora sovvenzioneranno altre attività delle comunità parrocchiali. “Quando il pagamento del finanziamento sarà concluso a ogni parrocchia resterà una risorsa molto più vantaggiosa da destinare alla propria missione ed evangelizzazione. Ognuno potrà finanziare le attività che preferisce con iniziative solidali rivolte a tutte le fasce della popolazione. Questo è il risultato principale che speriamo di ottenere con questo progetto”, ha dichiarato.

Cura della nostra Casa comune

Le 115 parrocchie dell'arcidiocesi sono distribuite in 88 comuni, tra cui, oltre alla capitale Natal, diverse regioni dello Stato di Rio Grande do Norte, che ricevono la luce del Sole per la maggior parte dei giorni dell’anno. Ciò significa una fonte permanente e immediatamente spendibile di energia pulita. “Questo è uno dei tanti progetti che va nella direzione dettata e auspicata dal Papa. Siamo in linea con l’enciclica Laudato si' di Francesco, che con uno sguardo onnicomprensivo ed interconnesso tratta della cura della nostra Casa comune, cioè dell’ambiente in cui viviamo e in cui dovranno vivere le generazioni future”, ha sottolineato l’arcivescovo di Natal, monsignor Jaime Vieira Rocha.  “In questo documento, pubblicato nel 2015, il Santo Padre richiama la nostra attenzione sull’utilizzo di energie rinnovabili, cioè di energie pulite, che non avvelenano il pianeta. Quindi, se ci troviamo in una regione privilegiata, che riceve l’incidenza della luce solare quasi tutti i giorni dell’anno, per la maggior parte delle ore del giorno, e se la tecnologia ci favorisce nel trasformare questa luce solare in energia pulita, dobbiamo dare l’esempio. Siamo molto contenti dell’adesione dei parroci a questo progetto”, ha concluso il presule.

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23 agosto 2022, 08:00