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Veduta di Gerusalemme Veduta di Gerusalemme  (AFP or licensors)

Preghiera per la Pace nel Vicino Oriente e nel mondo

L'8 giugno 2014, papa Francesco accoglieva i leader di Israele e Palestina, Shimon Peres e Mahmud Abbas (Abu Mazen), e il patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I in Vaticano per uno storico incontro. A sei anni di distanza, il Forum internazionale dell’Azione cattolica rinnova lo slancio a pregare per la pace e a diffondere il Documento sulla “Fratellanza umana” firmato ad Abu Dhabi il 4 febbraio 2019 dal Papa e dal Grande Imam Ahmad Al-Tayyeb

Fausta Speranza – Città del Vaticano

Il tempo della pandemia per il Covid-19 ha aumentato le difficoltà di sopravvivenza per molti popoli del mondo e ha acuito le tensioni sociali oltre ad aver rallentato la soluzione dei conflitti in corso. Si rafforza dunque l’intenzione della preghiera che in realtà si rinnova ogni anno dall’appuntamento in Vaticano nel 2014 tra i leader israeliano e palestinese, con il Papa e il Patriarca Bartolomeo, su iniziativa del Forum internazionale di Azione cattolica (Fiac), alla quale si uniscono ogni anno tante sigle cattoliche tra cui l’Unione delle organizzazioni femminili cattoliche (Umofc), l’Azione cattolica italiana, l’Azione cattolica argentina, la Commissione nazionale Giustizia e pace della Conferenza episcopale argentina”.  Si fa più accorato, dunque, l’appello alla preghiera, ma anche l’invito a diffondere lo storico Documento sulla “Fratellanza umana" firmato a febbraio dell’anno scorso da Papa Francesco e dal grande Imam Ahmad Al-Tayyeb.  Ne abbiamo parlato con Maria Grazia Tibaldi dell’Azione cattolica.

 [ Audio Embed Ascolta l'intervista con Maria Grazia Tibaldi]

E' fondamentale ricordare - afferma Tibaldi - che tutti, più giovani o meno giovani, possono contribuire alla costruzione della pace nel mondo impegnandosi con la preghiera, ma anche promuovendo gesti e azioni di pace. In particolare, raccomanda la diffusione del Documento sulla Fratellanza umana che davvero può essere strumento prezioso per tutti per far maturare le coscienze. 

Lo scenario nel mondo è preoccupante  per il numero dei conflitti in corso, anche perché la pandemia è purtroppo tempo di stallo di negoziati, proprio come succede nel contesto israelo-palestinese. Delle difficoltà e delle prospettive  abbiamo parlato con Daniele De Luca, docente di Storia delle Relazioni internazionali all’Università del Salento: 

Ascolta l'intervista con Daniele De Luca

Le due parti in causa, quella israeliana e quella palestinese, vivono per diversi motivi situazioni difficili al loro interno e in sei anni è successo ben poco. E questo - spiega De Luca - non aiuta certamente a pensare di rilanciare il negoziato, oltre al fatto che l'emergenza coronavirus ha di fatto congelato ogni iniziativa. De Luca parla delle proteste, dei tentativi di annessione, della cristallizzazione della realtà dell'area e anche del ruolo che in questo ha svolto sia il conflitto siriano sia la parabola del presunto califfato. 

La preghiera può farsi minuto di silenzio se non c’è credo religioso: il messaggio di fratellanza del Papa e del Grande Imam Al-Tayyeb resta potente per tutti gli uomini di buona volontà.

 

08 giugno 2020, 15:46