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Portogallo, la preghiera genera solidarietà

In tempo di pandemia sono numerose le comunità parrocchiali che offrono i propri servizi per gli anziani, i poveri, le persone più sole e abbandonate. Pedro Vez Patto, Conferenza Episcopale portoghese: “La Chiesa ha aperto le sue strutture ai malati di coronavirus”. Le celebrazioni della Settimana Santa solo sui social ed in tv. Processioni cancellate

Federico Piana- Città del Vaticano

La reazione della Chiesa portoghese alla pandemia che sta mettendo in crisi il Paese con quasi diecimila contagiati, oltre duecento morti ed un trend dell’infezione in crescita, è stata la consacrazione della nazione ai cuori di Gesù e Maria da parte del vescovo di Leiria-Fatima. “In quella occasione abbiamo pregato per i malati, i medici, gli infermieri, i governanti e abbiamo chiesto la fine delle tribolazioni” racconta Pedro Vaz Patto, presidente della Commissione giustizia e pace della Conferenza episcopale portoghese.

Ascolta l'intervista a Pedro Vaz Patto

Le chiese rimangono aperte

La preghiera è la prima e più alta forma di carità ed è per questo che le chiese sono rimaste tutte aperte, solo però per permettere l’orazione personale; la celebrazione della Santa Messa si svolge rigorosamente a porte chiuse. La scelta di non serrare i luoghi di culto trova la sua ragione addirittura nella carta costituzionale, spiega Vaz Patto: “La nostra Costituzione afferma che anche in stato di emergenza la libertà religiosa non può essere annullata. Il decreto governativo che si occupa di gestire la pandemia stabilisce che ci deve essere una limitazione delle celebrazioni collettive ma non vieta la preghiera personale. E questo è il minimo per rispettare la Costituzione”. E se le persone non possono ritrovarsi in chiesa per pregare, lo fanno dandosi appuntamento sui social: ”Sono in molti quelli che utilizzano internet per condividere momenti di orazione e meditazione e sono numerosi i sacerdoti che con questi mezzi tecnologici trasmettono la celebrazione eucaristica”. Una vera e prorpia  boccata d’ossigeno per l’anima.

Solidarietà che nasce dalla preghiera

Sicuramente è questa preghiera assidua a far nascere iniziative di solidarietà diffusa. “In quasi tutte le parrocchie – dice Vaz Patto- si stanno concretizzando delle azioni d’aiuto per gli anziani, i poveri, le persone sole. Ma anche per coloro i quali, da un giorno all’altro, si sono ritrovati senza lavoro, senza alcun reddito. E poi bisogna ricordare un’altra cosa: le istituzioni di solidarietà sociale, in Portogallo, sono per la maggior parte di ispirazione cattolica e nell’attuale frangente sono in estrema difficoltà ma non rinunciano ad aiutare”. La stessa Chiesa portoghese ha aperto la porta delle sue strutture ai malati di coronavirus che altrimenti non potrebbero essere curati.

Settimana Santa: cambia tutto

Anche in Portogallo, i riti della Settimana Santa subiranno dolorosi cambiamenti. Vaz Patto lo ricorda: ”Si potranno seguire le celebrazioni in streaming o in televisione ma la tradizione delle processioni, molto popolari qui da noi, quest’anno non potrà essere rispettata. Sono sicuro che Dio ci sta parlando anche in questa tragedia: forse ci sta chiedendo di riscoprire alcuni valori che abbiamo dimenticato e di riconsiderare il vero senso della vita”.
 

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04 aprile 2020, 07:27