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Becciu: San Bartolomeo, testimone di una Chiesa “in uscita”

Un domenicano al tempo stesso contemplativo e missionario: così definisce San Bartolomeo dei Martiri il cardinale Angelo Becciu, prefetto della Congregazione delle Cause del Santi, nell’omelia della Messa di ringraziamento per la Canonizzazione equipollente del Santo oggi a Braga, in Portogallo

Roberta Barbi – Città del Vaticano

“Né le asprezze della regione del Trás-os-Montes, né il caldo afoso o il freddo acuto o le intemperie, hanno arrestato nel suo passo di pastore vigilante della sua chiesa…”. Con queste parole di un suo contemporaneo gesuita, il cardinale Angelo Becciu introduce la figura di San Bartolomeo dei Martiri, il vescovo di Braga morto nel 1590 e di cui oggi viene riconosciuto ed esteso il culto alla Chiesa universale.

Pastore di anime

“Una figura di primissima importanza per la profondità della sua cultura teologica e del suo insegnamento, come dotto ed esemplare maestro dell’Ordine dei Predicatori”, lo descrive il porporato, evidenziandone “il forte impegno per la riforma della Chiesa e il rinnovamento della vita cristiana” che si esplicitò nella sua partecipazione attiva al Concilio di Trento, il principale evento ecclesiale del Cinquecento. Sacerdote e pastore, che ha saputo unire “l’amore per la scienza e quello per la pietà”, il suo messaggio, sia in ambito dottrinale che pastorale, è di grande attualità. Già “uomo di preghiera e grande evangelizzatore”, seppe diventare anche “vescovo totalmente dedito alle persone a lui affidate” quando fu eletto nella diocesi di Braga, venendo dall’esperienza di priore nel convento di Benfica, dove si era distinto per spiritualità, vero “maestro di vita interiore”.

Santo già per i suoi contemporanei

In una “realtà segnata dallo spirito mondano”, San Bartolomeo seppe “prestare grande attenzione alla riforma chiedendo sia ai sacerdoti che ai fedeli laici maggiore coerenza e fedeltà al Vangelo”. Ogni tre anni, inoltre, effettuava la visita pastorale nel suo territorio, sostando in ognuna delle 1300 parrocchie di cui si componeva. Nel 1570, quando scoppiò un’epidemia di peste, “dimostrò una paterna vicinanza ai mali della società, con una sempre vigile attenzione ai poveri”. Rifiutandosi di obbedire sia al re che al cardinale che gli avevano ingiunto di lasciare la città, il Santo “preferì mettere a rischio la propria vita piuttosto che abbandonare gli appestati e privare i sani rimasti isolati”, racconta il prefetto.

L’amore per la verità

È un incredibile amore per la Verità alla base “dell’impegno generoso di comunicarla ai fratelli” così vivo in San Bartolomeo - aggiunge il porporato - ricordando come questa figura sia allo stesso tempo “contemplativa e missionaria”, capace di incarnare alla perfezione il carisma domenicano così definito da Sam Tommaso d’Aquino: “Contemplari et contemplata aliis tradere”.  Un Santo, dunque, che “ha fatto della sua vita e del suo ministero un’offerta incessante alle persone affidate alle sue cure pastorali, non governando il gregge da lontano, ma andando incontro agli altri con immenso ardore apostolico”, ha concluso il cardinale Becciu.

10 novembre 2019, 15:30