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Il settarismo cattolico scuote la Chiesa di Francia

Un rapporto presentato nei giorni scorsi svela: in pochi mesi raccolte 1.300 denunce. Fenomeno nascosto in tutto il mondo, suL quale accendere i riflettori. Fra François Dermine, presidente del Gris, gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa: attenzione al culto della personalità del fondatore e alla chiusura al mondo delle organizzazioni religiose

Federico Piana- Città del Vaticano

La deriva settaria di molte comunità cattoliche preoccupa i vescovi francesi. E i numeri di un recente rapporto d’indagine danno loro ragione: in meno di un anno, tra il 2018 ed i primi mesi del 2019, le denunce sono state oltre 1.300. Il dossier è stato redatto da una equipe chiamata ‘Cellula’ creata dalla Conferenza episcopale francese nel 2016 per far luce sul fenomeno del radicalismo, del fondamentalismo e degli abusi spirituali e fisici all’interno di gruppi religiosi, movimenti, congregazioni. Ciò che è emerso potrebbe essere solo la punta dell’iceberg . Già nel 2013 un folto gruppo di vittime aveva chiesto aiuto al presidente dei vescovi francesi, mons. Alain Planet, il quale aveva risposto con una lettera aperta dicendosi scioccato e rammaricato per le violenze subite proprio nel cuore della Chiesa rimarcando, con veemenza: “Certi comportamenti che voi denunciate sono soggetti alla giustizia penale”. Come per lo scandalo degli abusi sessuali, la Chiesa di Francia sta cercando d’indagare, alla luce del sole. Senza perdere ulteriormente tempo.

Il culto della personalità

Il culto della personalità del fondatore di un gruppo religioso potrebbe essere la spia di un processo di settarismo. Fra François Dermine, domenicano e presidente del Gris, gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa, spiega che di solito è lo stesso fondatore a “strumentalizzare il culto della personalità per soggiogare i suoi adepti e privarle di qualsiasi reazione critica”. Così si trasformano in potenziali vittime, facilmente da manovrare. Ma ci sono altri sintomi di cui tener conto. “La chiusura della congregazione, del movimento, al mondo esterno e alla sua informazione. Chiusura che si manifesta nei confronti degli amici e molto spesso anche dei genitori e dei familiari”. Poi c’è il rifiuto dei controlli esterni: “E’ un altro campanello d’allarme – spiega fra Dermine -. Se c’è la tendenza a volerli eludere, con ogni mezzo, siamo davanti al settarismo”.

Possibili rimedi

Quindi, fra Dermine individua un possibile rimedio: quello di evitare che il fondatore di un organismo religioso agisca in completa autonomia all’interno della sua comunità. “Una comunità che sia religiosa o meno, al suo interno ha degli organi di governo e di controllo ai quali lo stesso fondatore deve essere sottoposto. Nella maggior parte delle realtà i superiori vengono scelti anche da altri e non solo dal fondatore”. Inoltre, aggiunge Dermine, i vescovi devono vigilare attraverso la frequentazione dei membri e le visite canoniche.

Fenomeno non solo francese

Che il fenomeno del settarismo nelle comunità cattoliche sia diffuso in tutto il mondo non è un mistero. Ma fra Dermine avverte di evitare pericolose generalizzazioni, che danneggiano ingiustamente la Chiesa“. Attualmente in Francia c’è una campagna molto aggressiva messa in atto dai mass media nei confronti delle comunità religiose. I casi realmente o presumibilmente accaduti vengono tutti i giorni sbattuti in prima pagina e questo genera diffidenza nei confronti della Chiesa. Questa però è una generalizzazione, perché la maggior parte delle comunità e dei movimenti religiosi non cedono al settarismo, sono organismi sani”. Ma i media certamente non lo dicono.

Ascolta l'intervista a fra Dermine

 

 

 

 

18 giugno 2019, 15:15