Foto d'archivio -  CONFERENZA EPISCOPALE ARGENTINA Foto d'archivio - CONFERENZA EPISCOPALE ARGENTINA 

Visita ad Limina dei vescovi argentini: 106 i presuli dal Papa

E' iniziata in Vaticano la Visita ad Limina dei presuli argentini che durerà fino alla fine del mese di maggio I presuli dell'Argentina secondo il programma, verranno ricevuti in tre gruppi da Papa Francesco: il primo il 2 maggio; il secondo il 10 maggio, il terzo il 16 maggio. Il lavoro e le sfide pastorali della Chiesa nel Paese saranno al centro degli incontri.

 

Lisa Zengarini - Città del Vaticano

Dopo il ritorno della democrazia, nel 1983, la Chiesa argentina ha continuato a svolgere un ruolo di primo piano , riconoscendo alcune sue responsabilità durante la dittatura militare. In questi anni essa si è dovuta confrontare con diverse scelte politiche e misure contrarie ai valori cattolici. Tra queste: l’introduzione del divorzio nel 1987; i vari tentativi di legalizzare l’aborto (l’ultimo dei quali naufragato nell’agosto 2018 con la bocciatura al Senato della Legge per un aborto sicuro e assistito); la legalizzazione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso con l’estensione del diritto di adozione anche alle coppie omosessuali (2010), l’introduzione della legge sulla procreazione assistita (2013) e diversi progetti di riforma del sistema educativo.

L'impegno sociale della Chiesa argentina

Ma i vescovi sono intervenuti ripetutamente anche sui numerosi problemi sociali che affliggono il Paese: la povertà e le disuguaglianze economiche, drammaticamente aggravate dalla crisi argentina del 2001-2002 e non pienamente superate negli anni della ripresa seguiti al default (2003-2011); la diffusione della tossicodipendenza e del narcotraffico, diventate una vera e propria emergenza nazionale; le difficili condizioni dei lavoratori rurali; la questione mineraria; il problema delle migrazioni e della tratta di esseri umani. Ambiti in cui la Chiesa argentina è molto presente sul territorio: basti pensare all’operato dei curas villeros, i parroci di frontiera impegnati nella promozione umana delle periferie di Buenos Aires. La Chiesa argentina ha voluto ribadire questa sua vicinanza e sostegno a chi soffre la povertà e la miseria dedicando l’edizione 2018 dell’annuale colletta nazionale Más por Menos (intitolata “Aggiungiamoci insieme al tavolo di tutti”) alla solidarietà con le vittime della nuova crisi economica che ha colpito il Paese. La questione sociale è stata anche al centro del messaggio finale dell’ultima assemblea plenaria della Cea a marzo, dedicata in particolare alle prossime elezioni presidenziali del 27 ottobre 2019. Nel documento i presuli richiamano in particolare l’attenzione sulla drammatica mancanza di lavoro, puntando il dito contro la “cultura dell’avidità e dello scarto”, la speculazione finanziaria e “la logica dell'arricchimento a spese degli altri” e rivolgono un appello a costruire “un Paese unito e più giusto, senza esclusioni”.

La crisi degli abusi 

Anche la Chiesa argentina ha dovuto affrontare il dramma della pedofilia. La Conferenza episcopale ha varato norme stringenti in tema di abusi commessi da membri del clero per incoraggiare le vittime a denunciare, sottolineando che l’abuso sessuale sui minori è un delitto sia nell’ordinamento giuridico canonico, sia in quello civile, tanto più grave in quanto commesso da una persona ordinata o consacrata. Sul suo sito internet la Cea ha anche pubblicato le linee guida di attuazione di tali disposizioni con le indicazioni sul comportamento da tenere in questi casi. Nel 2017 i vescovi hanno poi creato un Consiglio pastorale per la protezione dei minori e degli adulti vulnerabili con il compito di promuovere programmi di prevenzione nelle strutture ecclesiastiche del Paese. Allo stesso tempo l’Episcopato ha espresso la sua massima disponibilità a collaborare con la società e con le autorità competenti per affrontare il problema e si è impegnato anche nell’ascolto delle vittime. I vescovi argentini hanno rilanciato il loro impegno nella lotta alla pedofilia durante la loro ultima assemblea primaverile , anche alla luce delle conclusioni dell’Incontro su “La protezione dei minori nella Chiesa” svoltosi in Vaticano dal 21 al 24 febbraio scorso. All’apertura della plenaria il presidente della Cea, mons. Oscar Ojea,  ha ricordato ai confratelli che essi tutti invitati “a dare un taglio radicale a queste situazioni e a non coprire” in nessun modo “una denuncia che meriti un’investigazione per proteggere minori e adulti vulnerabili”, ma anche a “discernere concretamente ogni situazione” senza, per altro verso, diventare “giustizieri”. 

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30 aprile 2019, 11:15