Santa Teresa di Lisieux Santa Teresa di Lisieux 

La Scandinavia attende le reliquie di Santa Teresa di Lisieux

L’idea, nata due anni fa, crea un ponte fra Lisieux e la Conferenza episcopale nordica. Le spoglie della Santa e dei suoi genitori arriveranno il 28 settembre a Stoccolma e passeranno il 6 ottobre in Norvegia, quindi il 19 ottobre saranno in Danimarca e il 24 ottobre in Finlandia. Dal 3 novembre si sposteranno in Islanda, per la celebrazione dei 50 dalla fondazione della diocesi di Reykjavìk

Claudia Valenti – Città del Vaticano

Patrona dei missionari e di Francia, Santa Teresa di Lisieux, meglio nota come Santa Teresa di Gesù Bambino, fu beatificata nel 1923 e poi canonizzata nel 1925 da papa Pio XI. Le sue reliquie e quelle dei suoi genitori, Louis e Zélie Martin, canonizzati da Papa Francesco il 18 ottobre 2015, inizieranno un pellegrinaggio che attraverserà tutti e sei i paesi della Scandinavia. 

Il significato del pellegrinaggio

Le reliquie non si erano mai spinte così a nord. Ad accompagnarle, fratel Syméon, religioso francese della Congregazione di San Giovanni, che da dieci anni si reca regolarmente in Svezia per condurre la pastorale delle famiglie. Questo evento vuole “rafforzare la fede dei nostri credenti nei nostri Paesi”, dice all’Agenzia Sir suor Anna Mirijam Kaschner, segretario generale della conferenza episcopale. Il suo significato sarà spiegato dai vescovi in una lettera pastorale: “Dovremmo comprendere questo pellegrinaggio (…) come espressione visibile, anzi quasi corporea della infinita misericordia di Dio nei confronti del suo popolo” affermano in un passo i presuli.

L’accoglienza del culto da parte dei popoli

Il culto delle reliquie è un tratto costante della storia della Chiesa ed è una parte essenziale della religione cattolica. “Non c’è altare senza reliquie” sottolinea fratel Syméon. Ma è anche un’espressione della fede molto legata alla tradizione e per questo non si sa come sarà accolta in un contesto così secolarizzato e per tanti aspetti modernista come il Nord Europa. Ma, come racconta suor Anna Mirijam, “i nostri cattolici sono molto tradizionali. C’è molto rispetto per le cose sante e queste forme profonde di venerazione”, e aggiunge: “So che ci sono state anche molte conversioni di non cattolici che hanno percepito qualcosa di speciale in questa esperienza”. Nella penisola scandinava infatti la religione cattolica è minoritaria. Durante le celebrazioni, saranno coinvolte numerose famiglie in modo che, attraverso di esse, possa avvicinarsi alla vita della Chiesa un numero crescente di persona e soprattutto di giovani.

Un viaggio di speranza

Sono quindi molte le speranze riposte nel pellegrinaggio di queste reliquie. Ci si augura che il viaggio possa rappresentare un’esperienza spirituale unica per cinque paesi così diversi fra loro e possa diventare per i popoli un’occasione di sentirsi uniti.
 

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06 settembre 2018, 15:13