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Diocesi di Milano sui migranti: che i cristiani non cedano alla paura

"Vorremmo che nessuno rimanga indifferente, che nessuno si sottragga a una preghiera, che nessuno declini le sue responsabilità": si conclude così il documento della diocesi di Milano sull'immigrazione in cui si esprime grande preoccupazione per le vicende di queste ultime settimane

Adriana Masotti - Città del Vaticano

Profondo disagio per le vicende su cui la cronaca in tema di migranti attira in questi giorni l’attenzione: questo il sentimento espresso dai circa 150 membri del Consiglio pastorale diocesano di Milano, durante la loro recente riunione, a Truggio, insieme all’arcivescovo mons. Mario Delpini. L’immigrazione e le politiche migratorie in Italia e in Europa non era il tema all’ordine del giorno dell’incontro, ma le domande e le emozioni suscitate a tal proposito non potevano essere ignorate.

C'è bisogno di un'informazione adeguata

Ne è scaturito un documento, condiviso all’unanimità e con l'arcivescovo, pubblicato sul sito della diocesi milanese. Il contenuto suona come una sveglia che tenta di scuotere i cristiani e tutti i cittadini da un torpore piuttosto evidente. “Che cosa sta succedendo nel Mediterraneo, in Italia e in Europa? I cristiani che sono cittadini italiani vorrebbero sapere, vorrebbero capire” – si legge nel documento – che continua: “Può bastare uno slogan per giustificare una decisione? Pensiamo di aver diritto a una informazione comprensibile, pacata, argomentata”.

Chi governa dia voce anche ai valori della solidarietà

Più sotto il testo continua: “I governanti che i cittadini italiani hanno eletto possono sottrarsi al compito di spiegare quello che stanno facendo, di argomentare di fronte ai cittadini il loro progetto politico, che onori la Costituzione, la tradizione del popolo italiano, i sentimenti della nostra gente”?

"E’ imbarazzante vedere logorarsi i governi in un tira e molla tra di loro – afferma ai nostri microfoni Valentina Soncini, segretaria del Consiglio pastorale diocesano -  e vedere che intanto muoiono persone, quindi da parte di chi governa sono necessarie una cura e un’azione coordinate e all’altezza del problema. Chiediamo che i governi possano interpretare anche loro, nella fatica di trovare soluzioni, quel sentimento di solidarietà profonda che credo faccia parte della nostra storia italiana.“ (Ascolta l'intervista a Valentina Soncini)

I cristiani e il diffuso sentimento della paura

Il documento del Consiglio pastorale diocesano si rivolge poi direttamente a chi condivide la fede in Cristo: “Quello che succede, nel Mediterraneo, in Italia e in Europa può lasciare indifferenti i cristiani? (…) Possono coloro che partecipano alla Messa della domenica essere muti e sordi di fronte al dramma di tanti poveri, che sono, per i discepoli del Signore, fratelli e sorelle?
Eppure anche tanti cristiani appaiono condividere quel sentimento di paura di cui tanto si parla. 

“Questo atteggiamento è indotto da una comunicazione a volte un po’ “terroristica” - risponde Valentina Soncini - e nasce dall’egoismo, dalla paura di perdere, quando molte volte invece non abbiamo questa minaccia reale. Nasce da una società che tende un po’ a rinchiudersi in se stessa senza rendersi conto che invece questa dimensione di inclusione o di apertura è vitale per la nostra stessa civiltà. Ma ancora di più per un cristiano non dovrebbe esserci la paura perché la dimensione della complessità, anche della negatività, ha un riferimento profondo nel significato della croce di Cristo e quindi di una storia che è già redenta, ma che deve saper esprimere alla luce di questo forme di una vita nuova, di una comunità alternativa, di una solidarietà che sa superare le barriere, che sa abbattere i muri.“

Il Vangelo deve farsi cultura 

Esempi di solidarietà non mancano nella diocesi milanese, e anche se nel documento si legge che non bastano a sentirsi con la coscienza a posto,  comunque sono una faccia della realtà che va conosciuta: “Proprio in relazione al cammino che la Chiesa ambrosiana sta facendo di riflessione sui propri modi di essere vicina a persone di varia etnie e culture - ci dice Valentina Soncini -  è emersa una straordinaria ricchezza di opere caritative, assistenziali come il guardaroba solidale, la scuola per l’italiano, l’attenzione ai minori, l’accoglienza di persone con difficoltà. Una straordinaria rete di solidarietà che però non è sempre diventata cultura, perchè poi, nella nostra mentalità, noi rimaniamo condizionati da quello che si legge nei mass media, quello che passa nella cultura corrente, come se non si riuscisse ancora a fare un’operazione più profonda di conversione.“

Che nessuno rimanga indifferente di fronte al dolore di tanti

Nel documento, il Consiglio pastorale diocesano chiede interventi urgenti, iniziative che diano speranza al futuro, ma rivolge a tutti un appello: che “nessuno rimanga indifferente, che nessuno dorma tranquillo, che nessuno si sottragga a una preghiera, che nessuno declini le sue responsabilità”.

 

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30 giugno 2018, 10:52