Marcia pacifica dei giovani a Kinshasa Marcia pacifica dei giovani a Kinshasa 

Congo. Card. Monsengwo ai giovani: fate uscire il Paese dalla crisi

L’esortazione del card. Laurent Monsegwo Pasinya, arcivescovo di Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo, nella sua omelia della Domenica della Palme, celebrata il 25 marzo, nella Giornata diocesana della gioventù

“Giovani di Kinshasa, il presente e il futuro del Paese sono vostri. Abbiate forti convinzioni personali. Non siate come pecore che seguono stupidamente gli altri, per paura di ciò che vi verrà detto. Che si veda il lavoro che fate – ha detto il card. Monsengwo - perché il Congo non sia più in questa situazione di sofferenza. “La Chiesa è pronta ad aiutarvi e a prepararvi, se siete pronti a prendervi carico della vostra vita, di quella degli altri e dei destini della Nazione - ha ribadito il porporato - Giovani di Kinshasa, il futuro del Paese è nelle vostre mani, vi appartiene”. Di qui, la domanda cruciale: “Avete ragione di incolpare i politici e la classe dirigente del nostro Paese di avere fallito. Ma cosa intendente fare per raddrizzare la rotta? Il Paese ha bisogno di voi nei settori della vita politica, economica, sociale e culturale, religiosa. Siete pronti a prendere in carico i destini della nazione e ad assumervi le vostre responsabilità?”

Paese in crisi

Da ricordare che la Repubblica democratica del Congo vive in uno stallo politico, sociale ed economico, dovuto alla crisi governativa scatenata dalle mancate elezioni presidenziali del 2016, alla situazione d’insicurezza che pervade intere province del Paese ed alla forte corruzione che mina le basi economiche e la stessa convivenza civile. In questa situazione, i giovani più capaci e intraprendi cercano fortuna all’estero.

Necessario l’impegno di tutti

A loro si è rivolto in particolare l’Arcivescovo di Kinshasa: “Cosa intendente fare? Quali giovani accademici brillanti e capaci preferiscano rimanere in Europa o in America, in attesa che gli altri rimettano il Paese in carreggiata in modo che possano venire a cogliere i frutti del dolore e del sacrificio, i rischi e il sudore degli altri?”. Allo stesso tempo, il porporato ha rimproverato quei ragazzi che, pur rimanendo in patria, non si impegnano e delegano ad altri i loro compiti: “Quanti giovani fanno figli che lasciano in carico ai genitori? Quanti giovani, belli e forti, restano a casa, aspettando che un altro trovi loro un lavoro?”

Proteste pacifiche

Infine, il porporato ha espresso apprezzamento per chi anima le proteste pacifiche volte a chiedere l’applicazione degli Accordi del 31 dicembre 2016, affinché siano indette elezioni libere e credibili, per la riconciliazione nazionale. (Agenzia Fides)
 

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27 marzo 2018, 12:12