50 anni fa a Memphis l’assassinio del reverendo Martin Luther King

Era il 4 aprile del 1968 quando il reverendo, leader del movimento non violento per la liberazione della popolazione afroamericana, venne ucciso a Memphis dove si trovava per sostenere uno sciopero

Roberta Barbi – Città del Vaticano

Figlio di un pastore battista e pastore a sua volta, “folgorato” dal pensiero e dalla personalità di Gandhi, era solito dire che la più grande tragedia della sua epoca non fosse “il clamore chiassoso dei cattivi, ma il silenzio spaventoso delle persone oneste”. È difficile condensare in spazi ristretti una figura come quella di Martin Luther King, ma ci proviamo con il prof. Rocco Altieri, docente di Teoria e prassi della non-violenza presso l’Università di Pisa e presidente del Centro Internazionale per la non-violenza Gandhi: “È stato una figura profetica, non a caso una delle più citate da Papa Francesco – esordisce – che nel suo Magistero richiama l’impegno verso l’uguaglianza dei popoli, ha a cuore la lotta contro il razzismo, contro la guerra e in favore del disarmo”.

Nel 1964 Paolo VI riceve Martin Luther King in Vaticano

Era un contesto di apartheid e discriminazione, quello del sud degli Stati Uniti dove a partire dalla fine degli anni Cinquanta si fece strada un movimento per la libertà della popolazione afroamericana di cui il reverendo si fece portavoce, assumendo come proprie armi quelle della non-violenza, della non-collaborazione e del boicottaggio contro le ingiustizie sociali. Nel 1964 l’eco di questa lotta di pace era arrivato fino in Vaticano: Paolo VI ricevette in udienza privata Martin Luther King, che poco dopo ottenne il Premio Nobel per la Pace: “Siamo nel tempo della Chiesa conciliare – aggiunge Altieri - che vede nascere un impegno ecumenico in favore della giustizia e della pace. Nasce qui quel filo rosso che unirà tutti i Pontificati fino a oggi, fino a Papa Francesco”.

Paolo VI: la morte di M. L. King unita alla Passione di Cristo

Infatti Paolo VI, che aveva particolarmente a cuore questo tema, istituì il Primo gennaio 1968 la Giornata Mondiale della Pace, che la Chiesa celebra nella medesima data ancora oggi. Qualche mese dopo, durante l’omelia per la Domenica delle Palme che ricorreva appena tre giorni dopo l’assassinio di King, il Papa espresse una dura condanna per il delitto e, insieme, l’auspicio che questa morte non fosse vana, ma interpretata come un sacrificio verso l’uguaglianza tra i popoli. Ci furono, invece, in quei giorni, scontri anche molto violenti in diverse città degli Usa: “Martin Luther King è stato martire e testimone della non-violenza e della liberazione della popolazione afroamericana – prosegue il presidente del Centro – ma come ogni processo, anche quello della non-violenza richiede tempi lunghi”.

Ascolta la voce di Paolo VI sulla morte di Martin Luther King

L’incontro tra Francesco e Bernice King, figlia del pastore

Il 12 marzo scorso Papa Francesco ha ricevuto in Vaticano Bernice King, figlia minore del pastore, che sulle orme del padre è da anni impegnata nella promozione dei diritti umani e di una cultura di pace. Qualche giorno prima, a Monteleone di Puglia, provincia di Foggia, le è stato conferito il Premio internazionale per le donne impegnate nella non-violenza e la pace e contro ogni tipo di discriminazione proprio dalle mani di Rocco Altieri: “È stata un’emozione condivisa con almeno duemila giovani delle scuole presenti – ricorda – Bernice è ispirata come il padre e ha saputo parlare ai cuori di tutti. Il suo messaggio s’inserisce perfettamente in quell’orizzonte di rinnovamento che oggi unisce tutti i cristiani e anche tutti coloro che hanno uno spirito di non-violenza e di pace”.

 

Con il Papa la non-violenza in orizzonte evangelico

“Il lavoro ancora da fare è sull’educazione, perché si deve anticipare, prevenire – afferma – come diceva il reverendo King, dobbiamo usare le nostre menti e le nostre risorse in modo rigoroso per costruire la pace come finora è stato fatto per costruire la guerra. La pace non è un’utopia: la fanno gli uomini, esattamente come sono gli uomini a fare la guerra!”. Questa, dunque, in sintesi, l’eredità che Martin Luther King lascia al mondo e il suo messaggio all’uomo di oggi: “La necessità di salvare l’umanità dalla catastrofe e la tutela del Creato – conclude Altieri – temi che mai come oggi rivivono grazie a Papa Francesco, il primo che ha assunto la non-violenza in un orizzonte evangelico di riforma religiosa e politica”. 

Le iniziative del Centro Gandhi

In questi giorni, infine, molte le iniziative del Centro Gandhi per celebrare la figura del reverendo King a 50 anni dalla morte: oltre al conferimento del già citato premio alla figlia Bernice, sono state curate due pubblicazioni, una delle quali con la traduzione di alcuni scritti inediti del pastore. Sono previsti, inoltre, momenti di preghiera ecumenica e un collegamento con il Centro King di Atlanta dove si svolgerà una marcia per la pace. Proprio da qui Bernice King inviterà il mondo a osservare insieme un minuto di silenzio alle 18 locali (ora dell'assassinio), al termine del quale la campana suonerà 39 rintocchi, in ricordo degli anni che Martin Luther King aveva quando fu ucciso.    

Ascolta l'intervista al prof. Rocco Altieri

 

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04 aprile 2018, 07:33