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VNS - AUSTRALIA “Faiths 4 Justice”, iniziativa interreligiosa per la giustizia climatica: l’Australia deve agire subito

VNS - AUSTRALIA “Faiths 4 Justice”, iniziativa interreligiosa  per la giustizia climatica: l’Australia deve agire subito

(VNS), 19ott21 - Due giornate di azione per chiedere al governo australiano di impegnarsi per il Creato e di intraprendere interventi drastici per il clima subito. A promuoverle, il 17 e 18 ottobre, l’Australian Religious Response to Climate Change (Arccc), associazione interreligiosa impegnata per la giustizia climatica.

In vista della prossima Conferenza mondiale sul clima a Glasgow (Cop26), le comunità cristiane, musulmane e ebree e di altre religioni sono state invitate a fare risuonare all’unisono campane, l’Adhan (la chiamata islamica alla preghiera), il suono dello shofar ebraico o altri strumenti della propria tradizione religiosa e a mettere davanti ai rispettivi luoghi di culto manifesti con appelli per un’azione immediata contro i cambiamenti climatici.

Obiettivo dell’iniziativa, intitolata “Faiths 4 Justice”: creare un movimento di opinione in Australia che prema sul Premier Scott Morrison perché prenda impegni concreti per raggiungere l’ambizioso obiettivo zero emissioni entro il 2050 al centro dei negoziati della Cop-26. Il governo Morrison infatti non ha finora presentato un'agenda precisa per arrivare a questo obiettivo, nonostante sia il Paese più inquinante in rapporto al numero di abitanti

All’iniziativa “Faith 4 Justice”, hanno aderito più di 110 comunità in tutto il Paese. Trai i partecipanti anche numerose comunità cattoliche. “La Chiesa cattolica ha una lunga tradizione di impegno per la giustizia sociale”, spiega all’agenzia dei vescovi australiani Cathnews il sacerdote Robert Riedling. “Sappiamo che le persone più colpite dai cambiamenti climatici sono soprattutto gli emarginati e i diseredati, quindi noi come Chiesa, insieme ad altre chiese e altre tradizioni di fede, speriamo di poter evidenziare ciò che deve essere fatto e chiedere che il governo agisca su questo tema”.

A chiedere all’Australia di porre la protezione del pianeta al primo posto nella sua agenda politica anche la Congregazione delle Suore di San Giuseppe. “Come possiamo non agire?”, chiede in una dichiarazione la superiora suor Monica Cavanagh: “I risultati delle ricerche dell’Ipcc (il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico, ndr) ci parlano di un futuro catastrofico se non agiamo. I nostri vicini del Pacifico guardano mentre le loro terre stanno scomparendo. Sappiamo che sono loro, i più indifesi a essere colpiti dalla devastazione che stiamo causando. Sia la nostra fede religiosa che la chiamata a noi come esseri umani, ci spingono a fare tutto il possibile per preservare il dono creato”, si legge nella dichiarazione

Nei giorni scorsi la stessa Arccc aveva inviato una lettera a Morrison chiedendogli di presentarsi alla Conferenza di Glasgow con un piano di azione concreto per il clima. Fino a qualche giorno fa la sua partecipazione al vertice era in forse, ma la pressione internazionale ha spinto il premier australiano a cambiare idea. Un duro colpo alla Cop-26 è invece venuto dalla Cina che in questi giorni ha annunciato l’intenzione di aumentare del 10% la sua produzione di carbone per fare fronte alla carenza di energia elettrica legata alla ripresa economica mondiale dopo la crisi del Covid-19.

Vatican News Service - LZ

19 ottobre 2021, 11:42