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VNS – ITALIA Pubblicato il nuovo Rapporto Caritas su povertà ed esclusione sociale

VNS – ITALIA Pubblicato il nuovo Rapporto Caritas su povertà ed esclusione sociale

 

VNS – 16ott21 – Illustra le statistiche ufficiali sulla povertà, i dati di fonte Caritas, il tema dell’usura e del sovra-indebitamento, la crisi del settore turistico, lo scenario economico-finanziario e le politiche di contrasto alla povertà il rapporto di Caritas Italiana “Oltre l’ostacolo”, on line sul portale caritas.it. Frutto dei 4 monitoraggi nazionali effettuati lo scorso anno, i dati vengono diffusi alla vigilia della Giornata internazionale di lotta alla povertà. Raccolti dalle 218 Caritas diocesane della penisola, evidenziano elementi di prospettiva e di speranza, esempi di risposta e resilienza capaci di farsi carico delle situazioni di marginalità e vulnerabilità affiorate nel corso della pandemia. In dodici mesi, riferisce un comunicato, la rete Caritas, con 6.780 servizi a livello diocesano e parrocchiale, e oltre 93mila volontari laici, circa 1.300 volontari religiosi e 833 giovani in servizio civile, ha sostenuto più di 1,9 milioni di persone. Di questi il 44% sono “nuovi poveri”, ossia persone che si sono rivolte al circuito Caritas per la prima volta per effetto, diretto o indiretto, della pandemia. Tra le regioni con più alta incidenza di “nuovi poveri” si distingue la Valle d’Aosta (61,1%,) seguono la Campania (57,0), il Lazio (52,9), la Sardegna (51,5%) e il Trentino Alto Adige (50,8%). La crisi socio-sanitaria ha acuito anche le povertà pre-esistenti; è cresciuta la quota di poveri cronici, in carico al circuito delle Caritas da 5 anni e più che dal 2019 al 2020 è passata dal 25,6% al 27,5%. Il 64,9% degli assistiti ha dichiarato di avere figli - quasi un terzo quelli con figli minori -, mentre il 63% vive in affitto. Il 5,8% non ha una abitazione e il 2,7% è ospitato in centri di accoglienza. Le persone senza dimora incontrate dalle Caritas sono state 22.527, per lo più di genere maschile (69,4%), stranieri (64,3%), con un’età media di 44 anni.

Il capitolo del rapporto Caritas dedicato ad usura e sovra-indebitamento, curato dalla Consulta nazionale Antiusura “Giovanni Paolo II”, dimostra poi che già prima della pandemia almeno due milioni di famiglie avevano debiti non rifondibili a condizioni ordinarie. Con la pandemia, nelle province dichiarate “zona rossa” per tempi più prolungati, il reddito si è ridotto di oltre il 50% per un nucleo familiare ogni 20, mentre solo un piccolo gruppo di privilegiati (2,6%) ha visto aumentare il proprio reddito. Circa il settore turistico, il Rapporto presenta gli effetti dell’emergenza sanitaria su 4 aree: Assisi, Ischia, Riva del Garda e Venezia. Bastano alcuni dati per ognuna di queste realtà a far comprendere il quadro della situazione. Ad Assisi la Chiesa locale ha messo a disposizione circa 7.200 ore di volontariato per servizi assistenziali, empori e attività di distribuzione. A Ischia il 70% degli operatori del turismo non lavora e se nel 2019 la Caritas sfamava 500 famiglie, oggi sono 2.500 quelle che necessitano di aiuti e i numeri sono in aumento perché su circa 15.000 lavoratori stagionali almeno il 50% non ha ricevuto nessun tipo di supporto economico. A Riva del Garda la crisi del turismo ha prodotto una fuga della manodopera, in gran parte straniera, ripartita verso i paesi di origine e mai più ritornata. Viene confermato un trend di crescita delle persone sostenute dalla Caritas, con 302 nuclei familiari seguiti e un migliaio di persone coinvolte, su una comunità di riferimento di circa 20.000 abitanti. A Venezia il crollo dei flussi turistici ha provocato un calo di entrate di 2miliardi di euro. Per sostenere le famiglie, la diocesi ha istituito il Fondo San Nicolò, distribuendo circa 250.000 euro.

 

Vatican News Service - TC

16 ottobre 2021, 15:29