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VNS – IRLANDA Sinodo. Vescovo di Achonry: "Che cosa chiede il Signore oggi alla Chiesa d'Irlanda?"

VNS – IRLANDA Sinodo. Vescovo di Achonry: "Che cosa chiede il Signore oggi alla Chiesa d'Irlanda?"  

(VNS) – 16ott21 - Monsignor Paul Dempsey, vescovo di Achonry, il 12 ottobre, è intervenuto all’evento online dal titolo “We are Church”, incentrato sull’Assemblea Sinodale Nazionale, in occasione dell’apertura a Roma, il 10 ottobre scorso, del cammino verso il Sinodo dei vescovi sulla sinodalità. Il presule, nel corso del suo intervento, si è concentrato sul percorso che intraprenderà l’Irlanda, in questo contesto, nei prossimi cinque anni, presentando la domanda cruciale che i cattolici devono porsi: "Che cosa chiede il Signore oggi alla Chiesa d'Irlanda?".   

Per rispondere a questa domanda – ha spiegato il vescovo - è necessario il discernimento, perché “il discernimento è un tentativo di scoprire il misterioso piano di Dio per noi, è un dono dello Spirito”. E noi – ha aggiunto – “Dobbiamo permettere allo Spirito di sorprenderci!”. Il discernimento implica, dunque, la preghiera e l’apertura allo Spirito per essere pronti ad accogliere i suoi suggerimenti,  interrompendo i nostri programmi. Noi - ha precisato - “insieme siamo chiamati ad entrare in un discernimento orante per ascoltare lo Spirito e servire così la missione della Chiesa”.

Il cammino che la Chiesa irlandese vuole intraprendere prevede, dunque, una prima fase di ascolto, della durata di due anni, del maggior numero di persone possibile e di ciò che vorrebbero trasmettere e una presentazione di  tutto ciò che emergerà da questo ascolto, nelle prossime assemblee sinodali.

Il presule ha espresso, quindi, le sue paure in merito al prossimo Sinodo. Egli teme, infatti, che possa apparire come “una riunione in un hotel”, dove vengano discusse le questioni più scottanti, perdendo di vista il quadro generale; teme la polarizzazione e la divisione, tra chi auspica un grande cambiamento nella Chiesa e chi non lo vuole affatto; teme che il viaggio possa essere orientato più ai problemi che non alla missione, che è quella, come comunità di discepoli, “di condividere Gesù Cristo e la visione del suo Vangelo”; e teme, infine, che questo possa essere un evento una tantum, quando invece l’invito è che questo modello di Chiesa vada ben oltre i prossimi cinque anni.  

La speranza è, dunque, - sottolinea il vescovo - che questo viaggio sia un’opportunità per riflettere nella preghiera su quale sia la chiamata del Signore per noi; che porti ad una conversione della leadership della Chiesa, ad una conversione nei cuori di chi è chiamato ad assumersi una responsabilità in ambito ecclesiastico; che sia una viaggio “vivificante”, perché, come sottolineava  padre Michael Paul Gallagher SJ, l'apatia è il grande nemico della Chiesa; che non sia un viaggio rivolto solo verso l'interno, ma si chieda come portare il messaggio di Cristo sulla pubblica piazza in modo reale e credibile; e che, infine, guidi ad una genuina apertura allo Spirito, perché “Tutti siamo chiamati alla santità”. “Origene – conclude il vescovo di Achonry -  diceva che la santità è poter ‘vedere con gli occhi di Cristo’.  Spero che questo cammino sinodale ci aiuti a vedere con gli occhi di Cristo e che le preoccupazioni di tutti i battezzati siano ascoltate e si cerchi di lavorare insieme per poter rispondere ad esse”.

Vatican News Service - AP

 

 

 

16 ottobre 2021, 10:00