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VNS – ITALIA Il Motu Proprio Traditionis Custodes e le vaccinazioni anti-Covid fra i temi discussi dai vescovi di Piemonte e Valle d’Aosta

VNS – ITALIA Il Motu Proprio Traditionis Custodes e le vaccinazioni anti-Covid fra i temi discussi dai vescovi di Piemonte e Valle d’Aosta

VNS – 22set21 – “Desideriamo con tutto il cuore che si favorisca la comunione ecclesiale, così che la preghiera liturgica con cui la Chiesa oggi prega e celebra il Mistero pasquale risplenda come segno di unita e di carità”: lo scrivono in una nota pubblicata oggi i vescovi di Piemonte e Valle d’Aosta a proposito del Motu Proprio di Papa Francesco Traditionis Custodes, per offrire criteri e scelte pratiche comuni circa la sua attuazione. Al termine della loro assemblea svoltasi a Pianezza lo scorso 15 ottobre, i presuli hanno deciso di redigere un documento per specificare alcune indicazioni e hanno stabilito di far partire un corso on-line sul nuovo Messale Romano per presbiteri, diaconi, lettori, accoliti, ministri straordinari, cantori, musici e catechisti. Nel corso dei lavori i vescovi hanno inoltre affrontato anche la questione delle vaccinazioni manifestando la piena adesione al messaggio di Francesco del 18 agosto ai popoli dell’America Latina e ricordando “vaccinarsi, con vaccini autorizzati dalle autorità competenti, è un atto di amore (…) amore per sé stessi, amore per familiari e amici, amore per tutti i popoli”, hanno poi avallato la nota pastorale della Cei dell’8 settembre che esorta alla vaccinazione ministri straordinari della Comunione Eucaristica, quanti sono coinvolti in attività caritative, catechisti, educatori, volontari, coristi e cantori. Infine i presuli hanno condiviso il comunicato della Consulta Regionale della Pastorale della Salute sull’eutanasia e il suicidio assistito, ribadendo l’inviolabilità e la dignità umana in tutte le sue forme ed espressioni e la necessità di una riflessione che coinvolga tutte le componenti sociali e ponga il malato al centro, perché alla “cultura dello scarto” venga contrapposta una “cultura della vita” attraverso un percorso di umanizzazione, evangelizzazione e ricerca di senso.

A proposito del Motu Proprio Traditionis Custodes, accogliendo le indicazioni del Papa che afferma “l’unicità dell’espressione attuale del Rito Romano nello sviluppo delle diverse forme storiche che si sono succedute, dall’antichità ad oggi”, i vescovi di Piemonte e Valle d’Aosta rimarcano che “i libri liturgici promulgati dai santi Pontefici Paolo VI e Giovanni Paolo II, in conformità ai decreti del Concilio Vaticano II, sono l’unica espressione della lex orandi del Rito Romano”. E poiché il Motu Proprio invita i vescovi a prendersi cura con animo paterno dei “gruppi che celebrano secondo il Messale antecedente alla riforma del 1970”, la Conferenza episcopale ha voluto dare alle diocesi precise indicazioni. Si invita ad avere attenzione che tali gruppi non escludano la riforma liturgica del Concilio Vaticano II e del Magistero dei pontefici; ad identificare luoghi opportuni per questi gruppi; ad indicare dei giorni in cui consentire celebrazioni eucaristiche con l’uso del Messale Romano promulgato da San Giovanni XXIII nel 1962; a nominare un sacerdote incaricato della cura pastorale di tali gruppi; a non autorizzare la costituzione di nuovi gruppi.

Vatican News Service - TC

22 settembre 2021, 17:06