Cerca

Vatican News

VNS – SVIZZERA 23 settembre, vertice Onu. Caritas Svizzera: serve alimentazione equa e rispettosa del clima

VNS – SVIZZERA 23 settembre, vertice Onu. Caritas Svizzera: serve alimentazione equa e rispettosa del clima

(VNS) – 20set21 – Occorre “un’inversione di rotta a favore di un’alimentazione più equa, sostenibile e a prova di crisi”: è quanto afferma la Caritas Svizzera in un documento diffuso oggi, 20 settembre, in vista del vertice delle Nazioni Unite sui sistemi alimentari che si terrà a New York, negli Stati Uniti, giovedì prossimo, 23 settembre. “Nel mondo – si legge nel testo - più di 800 milioni di persone soffrono la fame e ben presto questa cifra potrebbe superare un miliardo a causa del riscaldamento globale e della crisi del coronavirus. Un terzo della popolazione mondiale è denutrito e non ha accesso a una quantità sufficiente di cibo sano ed equilibrato”. Per questo, la Caritas esorta la Svizzera ad “un’inversione di rotta per fornire un contributo che renda l’alimentazione mondiale più equa, a prova di crisi e rispettosa del clima”.

Ciò che occorre cambiare urgentemente è il modello agricolo e alimentare, si spiega, puntando “con maggiore forza e coerenza sull’agricoltura agroecologica”, attraverso la quale si riescono ad ottenere “raccolti e redditi più cospicui, praticando una coltivazione rispettosa del suolo e dell’ambiente”. Il metodo agroecologico, infatti, afferma la Caritas elvetica, “è più resistente alle crisi rispetto alle monocolture e a un’agricoltura orientata all’esportazione”. Allo stesso tempo, esso “protegge meglio le persone da improvvisi crolli economici e restrizioni commerciali, nonché da siccità e inondazioni dovute al cambiamento climatico”.

Di qui, l’appello al Consiglio federale e al Parlamento elvetici affinché si impegnino, su tutto il suolo nazionale, per questo obiettivo. “Occorre stabilire come viene prodotto, lavorato, trasportato, venduto e smaltito il cibo – sottolinea l’organismo caritativo – Lo scopo deve essere quello di rendere più economici e concorrenziali i generi alimentari ecologici, sani e prodotti in modo equo”. Le politiche commerciali da adottare, dunque, dovranno essere “eque e rispettose dell’ambiente, così da rafforzare i diritti umani dei piccoli agricoltori e produttori e da favorire la sicurezza e la sovranità alimentare nei Paesi più poveri”.

“L’agricoltura industriale dedita alla monocoltura non può essere promossa – si ribadisce nel documento – e la politica commerciale non può ostacolare una produzione agroecologica e impedire ai contadini locali l’accesso alle sementi”. In quest’ottica, gli accordi commerciali “devono tenere maggiormente conto delle condizioni di vita e delle esigenze della gente più povera, nonché dei potenziali dei produttori nei Paesi in via di sviluppo e incentivarli”, varando “disposizioni volte a garantire che le nazioni partner mettano effettivamente in atto le norme ambientali e lavorative a cui si sono vincolati”

Il Consiglio federale e il Parlamento svizzero, inoltre, vengono esortati ad “impegnarsi in favore di un’economia circolare socio-ecologica con catene di valore sostenibili ed eque”. Il medesimo impegno viene auspicato affinché le imprese con sede in Svizzera “rispettino a livello mondiale i diritti dei minori e i diritti umani, nonché gli standard ambientali e sociali nella produzione di prodotti agricoli”, perché “per nessuna ragione il commercio agricolo svizzero deve compromettere la sicurezza alimentare nel Sud del mondo”.

Ricordando, poi, che “il riscaldamento ambientale avanza inarrestabile” e che “ogni mezzo grado in più comporta notevoli temperature estreme, aumentando l’intensità di forti precipitazioni, intensificando i periodi di siccità in molte regioni e peggiorando la base alimentare dei più indigenti”, la Caritas chiama la Svizzera ad “assumersi le sue responsabilità e agire nel rispetto del clima”,  adeguando “progressivamente, in modo ambizioso e socialmente equo i requisiti dell’Accordo di Parigi e potenziando la sua cooperazione internazionale” sulle questioni climatiche.” In fondo – conclude il documento - è nell’interesse della Svizzera sostenere maggiormente i Paesi più poveri a perseguire una linea di sviluppo a basse emissioni di Co2 e adeguata al clima”.

Vatican News Service – IP

20 settembre 2021, 09:47