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VNS – REGNO UNITO Crisi anglofona in Camerun. Mons. Swarbrick: la Chiesa inglese e gallese non vi ha dimenticato

VNS – REGNO UNITO Crisi anglofona in Camerun. Mons. Swarbrick: la Chiesa inglese e gallese non vi ha dimenticato

(VNS), 15set21 - La Chiesa nel Regno Unito non ha dimenticato e non può dimenticare, come portatrice di speranza, quanto sta accadendo in Camerun con la crisi anglofona. Questo in sintesi il senso di un video-messaggio pubblicato sul sito della Conferenza episcopale dell’Inghilterra e del Galles (Cbcew) da monsignor Paul Swarbrick, responsabile per le questioni africane in seno al Dipartimento dei vescovi per gli affari internazionali, che ha voluto ribadire la solidarietà e la vicinanza della Chiesa inglese e gallese al martoriato popolo camerunese.

Nel quasi totale silenzio della comunità internazionale, continua a consumarsi,  infatti, il sanguinoso conflitto tra le regioni anglofone e francofone nel Paese. Un conflitto “dimenticato” che ha causato finora circa 4mila vittime e 750mila sfollati (alcuni dei quali si sono rifugiati nei Paesi confinanti), mentre si moltiplicano le notizie di atrocità, rapimenti, gravi violazioni di diritti umani e di attacchi contro infrastrutture e servizi essenziali per la popolazione. Si tratta di una situazione complessa, di fronte alla quale forte è la tentazione di arrendersi e lasciare perdere. Ma, avverte monsignor Swarbrick, come Chiesa “non possiamo farlo perché siamo persone di speranza e vogliamo esprimere al popolo del Camerun, alla Chiesa locale e a tutti i nostri fratelli e sorelle, quale che sia la loro appartenenza religiosa e etnica, un messaggio di solidarietà: non vi abbiamo dimenticato e stiamo facendo il possibile, anche se è molto poco, per aiutarvi”. Monsignor Swarbrick conclude il messaggio con una preghiera usata al termine del rito della Cresima per tutto il popolo camerunese e per quanti stanno cercando di aiutarlo e sostenerlo.

In Camerun ci sono 8 regioni francofone e 2 anglofone, situate a Nord Ovest e a Sud Ovest. Il conflitto ha le sue radici nell’epoca coloniale, quando il territorio , già colonia tedesca, fu spartito tra Gran Bretagna e Francia per poi riunificarsi in un’unica federazione dopo l’indipendenza nel 1961. Gli scontri sono iniziati nel 2016 quando il governo centrale ha deciso di inviare nelle due zone di lingua inglese personale amministrativo, insegnanti e magistrati provenienti dalle zone di lingua francese. Ne sono scaturite diverse manifestazioni per protestare contro tali misure ritenute discriminatorie e marginalizzanti. Il duro intervento delle forze militari sulla folla ha inasprito le tensioni, innalzandole al livello di conflitto aperto e portando, nel 2017, alla formazione di gruppi di guerriglia anglofona che hanno rivendicato la secessione, autoproclamando l’indipendenza dello Stato dell’Ambazonia.

Da allora è stata una continua escalation di scontri, violenze e rapimenti di cui sono vittime anche esponenti della Chiesa cattolica che in questi anni ha lanciato diversi appelli per la riconciliazione e che ha sempre rivendicato con forza la sua neutralità nel conflitto. L’ultimo sequestro risale al 29 agosto scorso quando è stato rapito il vicario generale della diocesi di Mamfe, padre Agbortoko Agbor, liberato tre giorni dopo. Sulla gravità della situazione in Camerun e sulle sue ripercussioni sulla Chiesa locale ha richiamato l’attenzione anche un recente rapporto del “Denis Hurley Peace Institute" (Dhpi), organismo cattolico sostenuto dalla Conferenza episcopale sudafricana (Sacbc) ed impegnato nella promozione della riconciliazione e della pace in tutta l’Africa.

Vatican News Service - LZ

15 settembre 2021, 15:16