Cerca

Vatican News

VNS – BELGIO Pubblicato il rapporto annuale dei casi di abusi sessuali su minori commessi nella Chiesa

VNS – BELGIO Pubblicato il rapporto annuale dei casi di abusi sessuali su minori commessi nella Chiesa

 

VNS – 14set21 – Sono 59 le denunce di abusi sessuali sui minori presentate nel 2020 nella Chiesa cattolica belga. Lo rende noto il rapporto annuale appena pubblicato dalla Conferenza episcopale. I casi risultano più numerosi rispetto al periodo 2016-2017, che ha registrato solo 8 segnalazioni, mentre nel 2018-19 le segnalazioni sono state 64. “L’aumento del numero delle denunce nel 2020 è forse una conseguenza della reiterata volontà di prestare seria attenzione a possibili correttivi, anche se è chiaro nella Chiesa che l’ingiustizia commessa non può essere riparata” spiega il prof. Manu Keirse, presidente della Fondazione Dignity. Circa la distribuzione geografica delle denunce presentate nel 2020, 35 (il 59%) provengono dalla regione di lingua neerlandese, 7 dall’arcidiocesi di Malines-Bruxelles e 17 (il 27%) dalla Vallonia; 46 denunce (il 78%) sono state presentate dalla vittima stessa, 3 da parenti di quest’ultima e 10 da altri organismi. In un caso, per la prima volta in 9 anni di attività degli organismi predisposti dalla Chiesa belga per i casi di abusi, la denuncia è arrivata sia dall’autore dell’abuso che dalla vittima. Delle vittime, più della metà sono uomini (il 54%), mentre gli aggressori sono quasi esclusivamente uomini. Il 61% delle denunce riguarda reati avvenuti più di 30 anni fa, con la metà degli aggressori già deceduta. Al momento della denuncia 45 vittime (il 70%) avevano più di 40 anni, 16 oltre 60 anni, 9 tra i 20 e i 40 anni, 2 tra i 18 e i 20 anni, 3 meno di 18 anni. In un caso la vittima era deceduta e la denuncia è stata presentata da un terzo.

 

Tra i diversi casi, 16 sono avvenuti in ambiente scolastico, mentre 18 si sono verificati in parrocchie. Le denunce di abusi sessuali sono classificate in quattro categorie: 10 sono state classificate nella categoria 1 (aggressione senza violenza o minaccia, con compensazione finanziaria fino ad un massimo di 2.500 euro); 27 nella categoria 2 (aggressione con violenza o minaccia, o con presunzione di minaccia o violenza su minore di età inferiore ai 16 anni, con risarcimento economico fino a 5mila euro); 16 nella categoria 3 (stupro con penetrazione sessuale di qualsiasi tipo, con compensazione finanziaria fino a 10mila euro); 4 sono state classificate nella categoria 4 (fatti che, data la loro gravità, la lunga durata o le particolari circostanze determinano un danno estremo e manifesto,  con risarcimento economico fino a un massimo di 25mila euro). Sono state corrisposte compensazioni finanziarie per 22 dei 44 casi già chiusi, ma le vittime chiedono anche misure di risarcimento diverse da quelle finanziarie: più frequentemente domandano un colloquio come forma di riconoscimento dell’abuso (42 su 59, cioè 71%) o una mediazione con il responsabile della congregazione o della diocesi cui apparteneva il defunto abusante. Solo 3 persone hanno chiesto di incontrare l’aggressore. In totale, dal 2012 al 2020, sono 553 le denunce presentate. Da quando sono stati creati i centri per le segnalazioni di abusi, è stato stabilita una comunicazione regolare ai media e alla società, al fine di una politica trasparente e per incentivare le vittime a farsi avanti e a non restare in silenzio.

 

 

Vatican News Service - TC

14 settembre 2021, 11:13