Cerca

Vatican News

VNS – PAPUA NUOVA GUINEA Vescovi a governo australiano: reinsediare i rifugiati di Manus e Nauru

VNS – PAPUA NUOVA GUINEA Vescovi a governo australiano: reinsediare i rifugiati di Manus e Nauru

(VNS) – 27lug21 – Con una lettera aperta al Parlamento australiano, la Conferenza episcopale di Papua Nuova Guinea e Isole Salomone (Cbcpngsi) ha lanciato un appello al reinsediamento dei 127 rifugiati trattenuti nei Centri di Manus e Nauru. La missiva è stata presentata nei giorni scorsi alla stampa dal segretario generale dei vescovi, padre Giorgio Licini, in occasione dell’ottavo anniversario del varo di una politica restrittiva nei confronti dei richiedenti asilo che chiude loro le porte del Paese, dirottandoli verso i Centri detentivi isolani. “La politica australiana della detenzione a tempo indeterminato dei richiedenti asilo e dei rifugiati, come di chiunque altro non sia condannato da un Tribunale, suona per noi del tutto ingiustificabile e inaccettabile – si legge nella missiva – Per questo, chiediamo con forza al Parlamento australiano di legiferare per garantire la libertà e una casa in Australia almeno a quanti sono stati detenuti a Manus e Nauru dopo il 2013, e non che hanno nessuna possibilità per essere ricollocati in un Paese terzo”.

“Crediamo che sia ora che l'Australia cancelli ogni traccia della passata richiesta coloniale – ribadisce la Conferenza episcopale - e attui pienamente un nuovo stile di leadership compassionevole e partecipativa nel Pacifico". “Per favore – concludono i vescovi - chiudete il capitolo di Manus e Nauru nel più breve tempo possibile, permettendo alle persone che hanno sacrificato così tanto per il vostro Paese, e le cui gravi sofferenze vediamo ogni giorno, di avere accesso a un ragionevole e accettabile livello di libertà e dignità in Australia”.

Alla conferenza stampa sono intervenuti anche il direttore dell’Ufficio episcopale per i Migranti e i rifugiati, Jason Siwat, e suor Mary McCarthy, volontaria e cappellana delle Pontificie Opere Missionarie. “Le normative varate otto anni fa – ha detto Siwat – hanno creato solo otto anni di miseria e di dolore, perché i rifugiati ora sono diventati indigenti e sono giunti alla deprimente conclusione che il reinsediamento in un luogo diverso dalla Papua Nuova Guinea è altamente improbabile”.

Il responsabile dell’Ufficio episcopale per i Migranti e i rifugiati, inoltre, ha sottolineato come “la loro continua detenzione all’interno dei Centri sia una grave violazione della Costituzione della Papua Nuova Guinea” che, all’articolo 42, sancisce la tutela della libertà della persona. Di qui, l’appello al governo australiano a “rispettare lo Stato diritto, nonché la sovranità della Papua Nuova Guinea come nazione pienamente indipendente”. Dal suo canto, Sr. Mary ha messo in risalto “il dolore e le difficoltà provate dai rifugiati” che “soffrono di esaurimenti nervosi e psicologici a causa della detenzione”. Ciò ha avuto un impatto anche sulle loro famiglie residenti all’estero, sempre più preoccupate per le condizioni di salute dei loro cari.

Vatican News Service -IP

27 luglio 2021, 10:44