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VNS – SUD SUDAN Escalation di violenze nell’Equatoria Occidentale. Appello del Consiglio interreligioso per la pace

VNS – SUD SUDAN Escalation di violenze nell’Equatoria Occidentale. Appello del Consiglio interreligioso per la pace

(VNS) – 22lug21 - Ad un mese esatto dallo scoppio, tra il 19 e il 22 giugno, di un aspro scontro intercomunitario nell’Equatoria Occidentale, Stato del Sud Sudan, le violenze non accennano a placarsi, anzi si intensificano. Oltre alle comunità degli Azande e dei Balanda nella contea di Tombura, infatti, il conflitto cresce sempre più nella città di Yambio. All’origine della crisi, ci sono le sparatorie, i saccheggi e le devastazioni perpetrate da uomini armati sconosciuti che hanno costretto alla fuga più 21mila persone, metà delle quali bambini. Di fronte a questa drammatica situazione, il “Consiglio interreligioso per l'iniziativa di pace”, presieduto da Monsignor Eduardo Hiiboro Kussala, vescovo cattolico di Tombura-Yambio, ha diffuso una nota, implorando un cessate-il-fuoco immediato che permetta la riconciliazione della regione.

“Come leader della Chiesa – si legge nel comunicato, datato 19 luglio – non resteremo mai in silenzio mentre il nostro popolo è fatto oggetto di violenze a danno della vita”. “Ci appelliamo a tutto il Sud Sudan e alla contea di Tombura dell'Equatoria Occidentale – continua la nota – affinché si fermi la violenza che è in corso”. Essa, infatti, “è in continua escalation ed è fonte di grave preoccupazione”. “Dov’è il governo del Sud Sudan quando le comunità puntano le armi le une contro le altre? – domanda il Consiglio – E qual è la verità nascosta dietro questa violenza insensata?”.

Per questo, l’organismo interreligioso esorta tutte le parti in causa a “fermarsi immediatamente” per non danneggiare ulteriormente le comunità vittime degli scontri e delle atrocità perpetrate nella regione. “Quelli che vengono colpiti – sottolinea il Consiglio – sono i nostri fratelli e le nostre sorelle, non l’élite o i politici menzogneri che vivono al sicuro e al riparo da violenze e distruzioni”, senza alcuna sofferenza. “Lanciamo un appello: fermate la violenza”, si legge ancora nella nota.

Al contempo, i firmatari del comunicato rimarcano che ciò che sta accadendo in modo “spaventoso” e che porta sempre più ad “infrangere la legge e l’ordine”, è “sintomatico di una serie di fattori che non possono essere ignorati”: tra questi, si annoverano senz’altro “la tragica storia del Sud Sudan, la corruzione endemica, le lotte politiche, il decadimento morale, il disprezzo della legge e le condizioni economiche sfavorevoli esacerbate dalla pandemia da Covid-19”. Ribadendo, quindi, che il conflitto in corso “non porterà alcun cambiamento, ma finirà solo per aggravare la crisi”, il Consiglio interreligioso sottolinea: “La violenza genera sempre altra violenza, causa sofferenza sia immediata che a lungo termine per tutti e non risolve le questioni cruciali del Paese che vanno affrontate con urgenza”.

Il comunicato si conclude con una forte esortazione ai politici di ogni schieramento affinché “la smettano di usare questa crisi per manipolare la popolazione, diffondendo, tramite i mass-media, commenti irresponsabili”. Un atteggiamento che “deve essere condannato”, ribadisce il Consiglio, tanto più che, così facendo, la leadership politica dimostra di “essere inopportuna”. Da ricordare che Consiglio interreligioso per l'iniziativa di pace include rappresentanti cattolici, anglicani, luterani, pentecostali, musulmani ed esponenti della Chiesa interna africana del Sudan. 

Vatican News Service -IP

22 luglio 2021, 13:21