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VNS – COSTA D’AVORIO Cardinale Kutwa: tempi maturi per riconciliazione e unità

VNS – COSTA D’AVORIO Cardinale Kutwa: tempi maturi per riconciliazione e unità

(VNS) – 19lug21 – I tempi sono maturi per la riconciliazione, i tempi sono maturi perché tutti i figli della Costa d'Avorio operino per l’unità: questo, in sintesi, il forte appello lanciato sabato 17 luglio dal Cardinale Jean-Pierre Kutwa, arcivescovo di Abidjan, in Costa d’Avorio. Le sue parole sono giunte nel corso della Messa presieduta nella Cattedrale locale di “San Paolo”: una Messa solenne, celebrata in occasione del 50.mo anniversario di sacerdozio del porporato, ordinato l’11 luglio 1971 nella parrocchia di “Nostra Signora del perpetuo soccorso” di Treichville. Al rito liturgico hanno preso parte anche i rappresentanti sia del governo che dell’opposizione, tra cui l’ex Capo dello Stato Laurent Gbagbo, tutti seduti allo stesso banco.

“Quando vi vedo seduti così, dico grazie e ancora grazie al Signore – ha detto l’Arcivescovo - perché non siete nemici, ma avversari politici. Ognuno di voi cerca il benessere del nostro Paese”. “Vi ringrazio molto per essere qui” ha aggiunto il Cardinale Kutwa, rimarcando che “i tempi sono maturi per la riconciliazione, i tempi sono maturi perché tutti i figli della Costa d'Avorio si riuniscano. I tempi sono maturi”. “Non perdete tempo in chiacchiere inutili che portano solo alla desolazione”, ha esortato, pregando poi il Signore affinché “fecondi i cuori di tutti, in modo che vi nasca il vero amore per il Paese e che tutti lavorino per lo sviluppo integrale della nazione”.

Nato il 22 dicembre 1945 a Blockhauss, nell’arcidiocesi di Abidjan, ultimo dei dieci figli, Jean-Pierre Kutwa scopre fin da piccolo la vocazione: al parroco locale, padre André Carré, che gli domanda cosa vuol fare da grande, risponde: “Farò come te”. Per questo, nel 1957 entra al seminario minore di Bingerville, per poi passare agli studi teologici nel seminario maggiore di Anyama. L’11 luglio 1971 è ordinato sacerdote per l’arcidiocesi di Abidjan. Qui svolge il ministero come vicario nella parrocchia della Cattedrale di San Paolo e cappellano della Gioventù studentesca cattolica (Jec, 1971-1974), quindi è assegnato alla parrocchia di Sant’Agostino a Bingerville (1974-1978).

Intanto, prosegue gli studi in Teologia biblica, spostandosi anche a Gerusalemme e a Washington per approfondire l’ebraico e l’inglese. Nel 1987 ritorna in Costa d’Avorio di nuovo come parroco della Cattedrale, assumendo anche gli incarichi di professore di Sacra scrittura al Seminario maggiore di Anyama e di cappellano diocesano della Jec.

Nel febbraio 1998 torna nella parrocchia di Treichville, dove riprende il ministero di parroco. Il 2 giugno 2001 Giovanni Paolo II lo nomina arcivescovo metropolita di Gagnoa. Il 16 settembre riceve l’ordinazione episcopale. Nell’ottobre 2005 partecipa come delegato dell’episcopato della Costa d’Avorio all’11.ma Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi dedicata all’Eucaristia.

Il 2 maggio 2006 Benedetto XVI lo trasferisce alla sede metropolitana della capitale. Contemporaneamente, presiede la Commissione episcopale nazionale per l’apostolato dei laici e diventa vice-presidente della Conferenza episcopale regionale dell’Africa occidentale (Recowa/Cerao), nonché vice Gran Cancelliere dell’Università cattolica dell’Africa occidentale.

Attento alla dimensione del dialogo ecumenico e interreligioso, accompagna la Costa d’Avorio ad uscire dalla drammatica esperienza della guerra civile, durata a fasi alterne per più di un decennio e costata la vita ad almeno 3mila persone, con la speranza che il Paese possa essere “una terra di amicizia e fratellanza”. Il 22 febbrai 2014, Papa Francesco lo crea Cardinale, del titolo di Sant’Emerenziana a Tor Fiorenza

Nella sua vita, il porporato ha subito tre gravi incidenti stradali: il primo avviene un mese prima della sua ordinazione diaconale; il secondo succede l’11 luglio del 1971, stesso giorno della sua ordinazione sacerdotale; ed il terzo, il più drammatico, si registra il 7 luglio 1997 e mette a rischio la sua vita, facendolo cadere in coma e costringendolo ad otto mesi di degenza in ospedale. A tutto ciò si aggiungono due cadute che, nel 2009 e nel 2013, limitano ulteriormente la sua mobilità. Ma nonostante tutte le sofferenze patite, nella Messa del 17 luglio, il Cardinale Kutwa ha affermato: "Canterò sempre le meraviglie del Signore perché mi ha risuscitato”.

Vatican News Service –IP

19 luglio 2021, 14:22