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VNS – MYANMAR #coronavirus. Cardinale Bo: è tempo di salvare vite umane e di unirsi per il bene di tutti

VNS – MYANMAR #coronavirus. Cardinale Bo: è tempo di salvare vite umane e di unirsi per il bene di tutti

(VNS) – 19lug21 – La pandemia da Covid-19 e le drammatiche conseguenze del colpo di Stato avvenuto il 1.mo febbraio e che ha rovesciato il governo guidato da Aung San Suu Kyi, lasciando sul campo innumerevoli morti, feriti e violenze: sono queste le due “guerre” che sta affrontando il Myanmar e di fronte alle quali il Cardinale Charles Maung Bo, Arcivescovo di Yangon e presidente della Conferenza episcopale nazionale (Cbcm) invita i fedeli all’unità. In accorato appello intitolato “È tempo di salvare vite umane, è tempo di unirsi per il bene di tutti”, rilasciato all’agenzia internazionale cattolica “Exaudi”, il porporato sottolinea che il coronavirus “sta conducendo, con una ferocia sconosciuta, una vera e propria guerra contro la popolazione”, tanto che sono “migliaia le persone contagiate, centinaia quelle sepolte senza pietas e senza memoria, in modo frettoloso e in cimiteri stracolmi”. Attualmente, infatti, si contano 230mila casi in totale e circa 5mila decessi. “Giorno e notte – continua il porporato – la gente aspetta l’ossigeno, affollandosi lungo le strade” e ciò è causa “dolore”.

Il porporato sottolinea, inoltre, che oggi, 19 luglio, il Myanmar celebra il “Giorno dei martiri” che rende omaggio agli eroi nazionali, tra cui il generale Aung San, padre di Aung San Suu Kyi e considerato “Padre della Patria”, assassinato nel 1947. “Il loro sangue – afferma il Cardinale Bo – è stato versato per fare di questo Paese un grande Paese. Perciò, mentre il Covid va fuori controllo, infliggendo paura, ansia e morte, l’unico modo in cui possiamo rendere omaggio al sacrificio dei martiri è unirci come una sola nazionale contro la pandemia”, perché “questo non è il momento di infliggere ferite, bensì è il momento di guarire”.

Guardando, poi, al recente conflitto del Paese, l’Arcivescovo di Yangon sottolinea che “il Myanmar ha visto troppe lacrime negli ultimi tempi”. Di qui, l’accorato appello del porporato: “Per favore, per favore fermate tutti i conflitti. L’unica guerra che dobbiamo fare è quella contro il coronavirus, un virus letale invisibile che ha dimostrato di essere invincibile anche per le superpotenze del mondo”. In queste condizioni, dunque, è la domanda retorica del porporato, “possiamo forse permetterci la guerra, i conflitti e lo sfollamento?”. No, anzi: l’unico esercito da chiamare a raccolta sarà quello dei “volontari che, armati dei soli kit medici, possano raggiungere il nostro popolo tanto sofferente”.

Il presidente dei vescovi birmani sottolinea anche che, di fronte alle due ondate pandemiche vissute dalla nazione, la popolazione ha dato dimostrazione di generosità e solidarietà nei confronti dei più bisognosi, mentre “l’eroismo degli operatori sanitari in prima linea ha commosso tutti fino alle lacrime”. Questa “unità nel servizio” va quindi non solo “celebrata”, ma anche ripetuta, perché il Myanmar è “capace di farlo di nuovo”.

Un ulteriore appello viene rivolto dal porporato alle autorità affinché “facilitino la partecipazione in sicurezza dei medici e dei giovani” alla lotta contro la pandemia. “Uniti salviamo vite – incalza il Cardinale Bo – Divisi ne seppelliremo a migliaia e la storia sarà il giudice più severe se falliremo nella compassione”.

Le ultime righe del messaggio dell’Arcivescovo di Yangon sono di incoraggiamento: “Uniamoci – scrive – Affrontiamo insieme questa sfida che, forse, rappresenta una chiamata per tutti a forgiare una comunione che porterà alla pace e alla riconciliazione”. “Preghiamo Dio di darci questo coraggio – conclude il Cardinale Bo – Insieme, possiamo sconfiggere questo nemico”.

Vatican News Service –IP

19 luglio 2021, 12:14