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VNS – ZAMBIA 12 agosto, elezioni generali. Appello Chiesa cattolica: rafforzare la democrazia

VNS – ZAMBIA 12 agosto, elezioni generali. Appello Chiesa cattolica: rafforzare la democrazia

(VNS) – 19lug21 – “Rafforzare la democrazia in Zambia”: questo il titolo del progetto lanciato il 14 luglio dal Consiglio nazionale per i laici cattolici (Znccl) in vista delle elezioni generali che si terranno il prossimo 12 agosto per scegliere il Capo dello Stato e i membri dell’Assemblea nazionale. “Come Chiesa cattolica – ha spiegato padre Cornelius Chibamba, coordinatore della Pastorale nazionale – esortiamo i laici ad essere la nostra luce nel processo democratico e li invitiamo ad essere parte integrante anche del percorso pre-elettorale”. “È giusto – ha aggiunto – che i laici cattolici siano in lizza anche per i seggi politici. In questo modo, infatti, essi potranno fare in modo che la Chiesa, come santificatore dei mali della società, sia ben rappresentata tra i dirigenti politici”.

Presentato in diretta streaming su Facebook, il programma punta a sensibilizzare gli elettori a registrarsi per le votazioni e a comprendere l’importanza dell’educazione civica. “Ci sono molte persone – ha sottolineato padre Chibamba – che non conoscono l’intero processo democratico e non sanno quello che si deve fare per le elezioni. Per questo, è responsabilità anche dei laici cattolici usare il loro tempo, la loro energia e le loro risorse per fare in modo che queste persone, più svantaggiate, possano esercitare il loro diritto di voto, secondo i principî della democrazia”.

“Il ruolo della Chiesa – ha aggiunto il coordinatore della Pastorale nazionale – è quello di educare le persone sull’intero processo democratico, affinché prendano decisioni valide basate su ciò che avranno compreso e approfondito dei programmi dei vari candidati”. Dal religioso zambiano anche il richiamo alla necessità di “giustizia ed equità”, affinché “a tutti sia data un’uguale opportunità di partecipare liberamente e correttamente alle elezioni”.

Il 12 agosto a sfidarsi saranno il Fronte patriotico (Patriotic front – Pf), guidato dal presidente Edgar Chagwa Lungu, che cerca la rielezione per un secondo mandato di cinque anni, e le varie opposizioni, tra le quali il principale antagonista è il Partito unito per lo sviluppo nazionale (United party for national development – Upnd), capitanato da Hakainde Hichilema. Ma le consultazioni si annunciano difficili, dopo l’esperienza del 2016: cinque anni fa, infatti, le votazioni presidenziali furono segnate da scontri, violenze e censure alla libertà di stampa, nonostante fossero le prime tripartite dopo l’introduzione del multipartitismo nel Paese, avvenuto solo nel 1991, al termine della lunga presidenza di Kenneth Kaunda. Il 2020, inoltre, ha visto un acceso dibattito tra il Fronte Patriottico e le forze di opposizione che contestano all’esecutivo corruzione ed altre attività illecite, come traffico illegale di legname, appalti attribuiti con criteri sconosciuti, assegnazione di nuove concessioni minerarie a compagnie straniere e gestione poco trasparente dei fondi dello Stato. Per di più, la pandemia da Covid-19 ha provocato, finora, 186mila casi positivi ed oltre 2.300 decessi, insieme ad una grave crisi economica e sociale.

Da ricordare anche che recentemente Amnesty International ha pubblicato un rapporto sulle condizioni del Paese, intitolato “Governare attraverso paura e repressione”, nel quale si pongono alcune riflessioni per quanto concerne il rispetto dei diritti umani a livello nazionale per il periodo 2012-2020. In particolare, il Rapporto evidenzia diverse violazioni del diritto alla vita perpetrate dalla polizia che più volte ha agito in modo eccessivo e indiscriminato. Ridotta, inoltre, la libertà di associazione attraverso i così detti “Ngo Act” e “Society Act” che, in sostanza, permettono al Ministero dell’Interno di decidere in merito alla possibilità o meno di registrare una associazione in base a requisiti di idoneità stabiliti dall’esecutivo in carica. Allo stesso modo, è stato ristretto il diritto a manifestare attraverso l’uso della legge “Public Order Act” che concede esclusivamente alle forze di polizia l’autorità di concedere o meno l’autorizzazione per una determinata manifestazione, così come è stata limitata la libertà di espressione mediante l’utilizzo di una legge che punisce la diffamazione del presidente della Repubblica, ma che è stata utilizzata con intento vessatorio nei confronti delle voci critiche al governo.  

Vatican News Service – IP

19 luglio 2021, 10:19