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VNS – SVIZZERA 19-20 giugno, Shabbat e Domenica dei Rifugiati. Cristiani ed ebrei: “In pandemia, servono compassione e solidarietà”

VNS – SVIZZERA 19-20 giugno, Shabbat e Domenica dei Rifugiati. Cristiani ed ebrei: “In pandemia, servono compassione e solidarietà”

(VNS) – 18giu21 – “Compassione e solidarietà in tempo di pandemia”: si intitola così il messaggio congiunto diffuso dalla Comunità ebraica e dalle Chiese cristiane della Svizzera, in vista dello Shabbat e della Domenica dei rifugiati, che ricorrono sabato 19 e domenica 20 giugno. La pandemia da Covid-19 ha stravolto le nostre vite, dicono in sintesi i firmatari del documento, ed è comprensibile che, nell’attuale contesto, si pensi più a se stessi e ai propri cari. Ma questo non deve farci dimenticare “le sofferenze di tanti sfortunati che adesso ci appaiono ancora più lontani”, perché “tutte queste persone che scappano da guerre, persecuzioni e violenze, ora devono fare i conti anche con il coronavirus, senza avere la possibilità di fare tamponi, mettersi in quarantena o ricevere cure mediche adeguate in caso di contagio”. “La loro condizione dunque – sottolinea il messaggio - è ulteriormente peggiorata”.

Al contempo, cristiani ed ebrei del Paese elvetico sottolineano che crisi come la pandemia e il dramma dei rifugiati non possono essere gestite solo “a livello nazionale”, perché “un virus non conosce confini”, mentre “i profughi devono continuamente fare i conti con frontiere sbarrate”, pur essendo “esseri umani come noi”. Come, dunque, il mondo si è attivato immediatamente, “grazie alle cooperazione internazionale e allo stanziamento di ingenti somme di denaro”, per sviluppare i vaccini anti-Covid e per “attenuare le ricadute economiche e sociali della pandemia” sulle popolazioni, così bisognerebbe fare “per alleviare le sofferenze dei rifugiati”. Anche perché, sottolineano i firmatari, “basterebbero risorse infinitamente inferiori”, purché accompagnate da “volontà, attenzione e compassione”.

Serve “soprattutto compassione”, ribadisce il messaggio congiunto, perché essa, insieme a “la solidarietà” e “l’aiuto disinteressato”, rappresenta “una regola di comportamento che ritroviamo costantemente nelle Sacre Scritture, tanto nella Torah quanto nella Bibbia”. Di qui, l’appello che ebrei e cristiani rivolgono al mondo politico e alla società civile elvetici affinché dimostrino “compassione e solidarietà per i rifugiati anche in questi tempi così difficili”. “Nonostante le preoccupazioni sollevate dalla pandemia – conclude il messaggio - non dovremmo dimenticare, né tanto meno ignorare, le continue sofferenze dei profughi di tutto il mondo”.

A firmare il messaggio sono Monsignor Felix Gmür, presidente della Conferenza episcopale svizzera; Rita Famos, presidente della Chiesa evangelica riformata in Svizzera; il vescovo Harald Rein della Chiesa cristiana nazionale, e Ralph Lewin, presidente della Federazione svizzera delle comunità israelite.

Vatican News Service -IP

18 giugno 2021, 15:47