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VNS – EUROPA Relazione Matić su salute riproduttiva. Appello Comece all’Ue: questione complessa, votare con responsabilità

VNS – EUROPA Relazione Matić su salute riproduttiva. Appello Comece all’Ue: questione complessa, votare con responsabilità

(VNS) – 17giu21 – Gli europarlamentari devono essere consapevoli dell’importanza e della complessità della questione e votare con responsabilità: così, in una nota, il Segretariato della Commissione delle Conferenze episcopali dell'Unione Europea (Comcece) esprime la sua posizione riguardo alla così detta “Relazione Matić". Presentato dall’europarlamentare Predrag Fred Matić, il documento ha come titolo “La situazione della salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti nell'Ue, nel quadro della salute delle donne”. In vista, dunque, della sua presentazione finale alla prossima sessione plenaria del Parlamento europeo, in programma il 23 e 24 giugno a Bruxelles, la Comece ricorda che “la Chiesa cattolica riconosce l'importanza di proteggere la salute e i diritti delle donne e invita tutti gli eurodeputati a prendere in considerazione la delicatezza e la complessità della questione in gioco, la quale richiede un bilanciamento legale ed etico di tutti i diritti coinvolti".

“La Chiesa cattolica dà importanza alla salute umana, in quanto base essenziale per una vita dignitosa", continua la nota; per questo, la Comece accoglie "la preoccupazione fondamentale, contenuta nella Relazione, di proteggere la salute e i diritti delle donne". Tuttavia, l’organismo episcopale europeo “obietta a diverse dichiarazioni e argomentazioni contenute nella bozza di risoluzione”. Essa infatti, “in violazione del principio di sussidiarietà”, “ignora la responsabilità degli Stati membri di definire la loro politica sanitaria, nonché l'organizzazione e la fornitura di servizi sanitari e cure mediche”. E ciò è vero soprattutto “in aree altamente sensibili, come i regolamenti adottati dagli Stati membri sulle condizioni per l'aborto".

“Con rammarico”, inoltre, la Comece sottolinea che “il progetto di risoluzione è caratterizzato da una prospettiva unilaterale in tutto, in particolare sulla questione dell'interruzione volontaria di gravidanza, che non tiene pienamente conto delle situazioni di vita delle persone interessate e dei loro corrispettivi diritti umani". La “Relazione Matić”, infatti, presenta l’aborto come “un servizio sanitario essenziale che dovrebbe essere sostenibile per tutti”. Ma “questa classificazione – affermano i presuli europei – è eticamente insostenibile: un intervento medico di tale portata non può e non deve diventare una pratica, pena il degrado del bambino non ancora nato”.

“La vita umana, anche quella non ancora nata, possiede una propria dignità e un proprio diritto sin dal concepimento, in quanto il nascituro è creato ad immagine e somiglianza di Dio e deve la sua esistenza alla Sua volontà – sottolinea ancora la Comece – Dal punto di vista della Chiesa, dunque, l'aborto non è un mezzo di pianificazione familiare o parte della normale assistenza sanitaria”.

Al contempo, i vescovi europei notano che la “Relazione Matić” “nega anche il diritto fondamentale all'obiezione di coscienza, che è un'emanazione della libertà di coscienza prevista dall'articolo 10.1 della Carta dei diritti fondamentali dell'Ue". E ciò “implica una palese noncuranza sia del diritto delle organizzazioni basate sulla religione o sul credo di seguire i propri principi etici e di organizzare i propri servizi in conformità ad essi”, sia “del diritto degli individui di seguire la loro coscienza”. In virtù di tutto questo, infine, la Comece esorta gli europarlamentari ad una maggiore consapevolezza e responsabilità nel voto.

Vatican News Service – IP

17 giugno 2021, 13:01