VNS – ITALIA 20° anniversario Carta Ecumenica. Messaggio congiunto di cattolici, ortodossi ed evangelici
(VNS) – 20apr21 – Anno 1989, caduta del Muro di Berlino - anno 2001, crollo delle Torri Gemelle: sono questi i margini temporali nell’arco dei quali è stata elaborata la “Carta Ecumenica”, ovvero il documento contenente le “Linee guida per la crescita della collaborazione” tra le Chiese cristiane d’Europa. Nel 1989 a Basilea, infatti, si teneva la prima Assemblea ecumenica europea, mentre il 22 aprile 2001 veniva firmata ufficialmente la Carta. Ora, un messaggio congiunto a firma del Cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana, del Metropolita Polykarpos, Arcivescovo d’Italia ed Esarca per l’Europa Meridionale e del Pastore Luca Maria Negro, presidente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia, ricorda il documento nel suo 20.mo anniversario, sottolineando “il cammino di conoscenza sempre più profonda e di convergenza verso una testimonianza comune” percorso dalle Chiese cristiane europee, nonché l’impegno concreto a “fare di questa collaborazione fraterna un segno credibile di un’unità possibile e un annuncio del Vangelo della pace”, nell’ottica di “un cammino di speranza per tutti”.
Vent’anni dopo, prosegue il Messaggio, l’Europa e le Chiese cristiane del continente si trovano a vivere sfide epocali, come “la crisi economica, i cambiamenti climatici, i flussi migratori e la pandemia” che colpiscono il mondo e il continente “nel cuore dei suoi valori e principî di convivenza civile e di solidarietà umana”. A tutto questo, le Chiese rispondo con la ricerca “della pace, della giustizia e della salvaguardia del Creato”, con “la fratellanza umana” e con “il bene comune”. In Italia, in particolare, ciò si è trasformato “in impegno quotidiano, in faticosa ma convinta ricerca di cammini nuovi e antichi per rendere possibile la ‘corsa del Vangelo’ nell’oggi della storia”.
Certamente, sottolinea il Messaggio congiunto, resta ancora molto da fare, ma intanto un solco è stato tracciato ed esso va “custodito ed alimentato”, affinché sia “fermento di unità e di riconciliazione”. Il Messaggio si conclude con l’impegno ad “una collaborazione fraterna” tra le Chiese cristiane, una collaborazione che “diventi sempre più una testimonianza comune affinché i discepoli del Signore siano una cosa sola e il mondo creda” (Gv 17,21).
Firmata nel 2001 dal Cardinale Miloslav Vlk e dal Metropolita Jeremias, all’epoca presidenti rispettivamente del Ccee e dalla Cec, la “Carta ecumenica” presenta dodici propositi: rispondere alla chiamata all'unità della fede; annunciare insieme il Vangelo; andare l'uno incontro all'altro; operare insieme; pregare insieme; proseguire i dialoghi; contribuire a plasmare l'Europa; riconciliare popoli e culture; salvaguardare il Creato; approfondire la comunione con l'Ebraismo; curare le relazioni con l'Islam; e infine praticare l'incontro con altre religioni e visioni del mondo. Ad ognuno di questi propositi corrispondono diversi impegni della Chiese, tra cui: difendere i diritti delle minoranze; tutelare i valori fondamentali contro ogni tipo di attacco; resistere ai tentativi di strumentalizzare la religione e la Chiesa a fini etnici o nazionalistici, ricercando una soluzione nonviolenta dei conflitti; migliorare e a rafforzare la condizione e la parità di diritti delle donne in tutte le sfere della vita e a promuovere la giusta comunione tra donne e uomini in seno alla Chiesa e alla società; sviluppare uno stile di vita responsabile e sostenibile; riconoscere la libertà religiosa e di coscienza delle persone e delle comunità ed a fare in modo che esse possano praticare la propria religione o visione del mondo, nel rispetto del diritto vigente; essere aperti al dialogo con tutte le persone di buona volontà, testimoniando la fede cristiana.
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