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Santa Messa celebrata dal cardinale Pietro Parolin nella Basilica di San Pietro Santa Messa celebrata dal cardinale Pietro Parolin nella Basilica di San Pietro  (Vatican Media)

Messa del cardinale Parolin domani a Strasburgo

Il segretario di Stato presiederà la celebrazione nella cattedrale, in occasione del 1300.mo anniversario della morte di Sainte Odile (Sant’Ottilia), patrona dell’Alsazia

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Inviato da Papa Francesco come Legato pontificio, sarà il cardinale Pietro Parolin a presiedere la Messa del 4 luglio nella cattedrale di Strasburgo, per il 1300° anniversario della morte di Santa Odile, patrona dell'Alsazia. Ma la presenza del segretario di Stato vaticano è anche l'occasione per l'ordinazione del nuovo vescovo ausiliare per la diocesi di Strasburgo, monsignor Gilles Reithinger, finora Superiore Generale delle Missioni Estere di Parigi, nominato dal Papa il 26 giugno scorso.

La "Luce di Dio"

È dal 1946 che sant'Odilia - il cui nome significa " Luce di Dio" -  è patrona dell’Alsazia, in cui è vivo il culto popolare specie sul Mont-Sainte-Odile, luogo di pellegrinaggio dove viene celebrata il giorno dell’anniversario della traslazione, avvenuta il 7 luglio 1842. Invocata specialmente per la guarigione degli occhi, la giovane Odile nacque cieca, intorno al 660, da una nobile famiglia merovingia, e fu miracolosamente guarita il giorno del suo Battesimo all'età di 15 anni. Il padre Alderico fondò per lei il monastero di Hohenbourg in Alsazia, in cui la regola osservata fu quella benedettina. Lì divenne la prima badessa e visse santamente sull'altura che appunto oggi porta il suo nome. Morì il 13 dicembre del 720 e venne canonizzata da Papa Leone IX nel XI secolo.  Fu Papa Pio XII a proclamarla patrona dell’Alsazia nel 1946, un anno dopo la fine della Seconda Guerra mondiale che aveva particolarmente provato questo territorio, annesso dalla Germania nazista. Dal 13 dicembre 2020, la diocesi di Strasburgo ha avviato un Grande Giubileo per i 1300 anni della morte di Santa Odile.

La specificità religiosa dell'Alsazia

La diocesi di Strasburgo, come la vicina diocesi di Metz, ha la particolarità di applicare le regole del Concordato napoleonico. I sacerdoti sono pagati dallo Stato e i vescovi sono nominati congiuntamente dal Papa e dal Presidente della Repubblica, con pubblicazione sul Journal Officiel.

In realtà, la separazione tra Chiesa e Stato non si applica all'Alsazia e alla Mosella, perché questi due dipartimenti erano sotto la sovranità tedesca quando la Repubblica francese ha approvato la legge nel 1905. Il loro ritorno alla Francia dopo la Prima Guerra mondiale era stato fatto con una certa flessibilità nell'applicazione dei principi della laicità. Queste due diocesi concordatarie sono state visitate sia da San Giovanni Paolo II nel 1988, sia nel 2014 da Papa Francesco che non ebbe modo di raggiungere la cattedrale di Strasburgo, per gli impegni presi nelle visite al Parlamento europeo e al Consiglio d'Europa.

03 luglio 2021, 12:24