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Giovani, Europa e speranza nella visita del cardinale Parolin a Strasburgo

La Messa con i giovani nel Santuario di Monte Sant’Odile è l’ultimo appuntamento dei due giorni del segretario di Stato vaticano nella città francese, come rappresentante del Papa alle celebrazioni del 1300.mo anniversario della santa patrona dell’Alsazia. L' arcivescovo di Strasburgo: puntiamo ad una pastorale transfrontaliera tra Francia, Germania e Svizzera

Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

La Messa con i giovani, prevista alle 16 nel Santuario di Monte Sant’Odile, l’abbazia di Hohenbourg dove la Santa badessa patrona dell’Alsazia è sepolta, insieme al padre e la madre, chiuderà la visita del cardinale Pietro Parolin a Strasburgo. Il segretario di Stato vaticano è giunto sabato nella città francese come rappresentante del Papa, per le celebrazioni del 1300.mo anniversario della morte di Sant’Odile. In mattinata, il capo della diplomazia vaticana ha fatto visita alla sede centrale del Consiglio d’Europa.

Odile, la patrona dell’Alsazia venerata in tutta Europa

La vergine e prima badessa del monastero di Hohenbourg, è stata proclamata da Papa Pio XII patrona dell’Alsazia nel 1946, un anno dopo la fine della Seconda Guerra mondiale, che aveva particolarmente provato questo territorio, invaso dalla Germania nazista. La presenza del cardinale è stata anche l’occasione per l’ordinazione del nuovo vescovo ausiliare per la diocesi, monsignor Gilles Reithinger, finora superiore generale delle Missioni Estere di Parigi. 

Il cardinale Parolin (al centro) durante la celebrazione nella cattedrale di Notre Dame di Strasburgo
Il cardinale Parolin (al centro) durante la celebrazione nella cattedrale di Notre Dame di Strasburgo

Nella sua vita c’è il Signore che accoglie gli abbandonati

Ieri pomeriggio, nella sua omelia per la Messa del 1300.mo anniversario della morte di sant’Odile, nella Cattedrale di Notre Dame a Strasburgo, il cardinale Parolin aveva ricordato la figura della santa, venerata in varie regioni europee, lodandone l'"esempio luminoso". Nella vita della santa, ha spiegato, "si manifesta la potenza e la delicatezza dell'azione divina", "nella sua esistenza riconosciamo il Signore che accoglie ed eleva gli abbandonati, e anche il paradosso di chi, credendosi migliore e più degno, si scopre alla fine bisognoso di misericordia e di salvezza, e trova guarigione alla sua cecità morale attraverso l'intercessione di colui che aveva sdegnosamente rifiutato".

La comunità monastica nella fortezza di Hohenbourg

Chiaro il riferimento al padre di sant’Odile, il duca Aldarico di Alsazia, che prima rifiutò la figlia per la sua cecità e poi, per riparare, le donò la sua fortezza più imponente, dove Odilia costituì una comunità monastica e dove visse fino alla morte, intorno all’anno 720. "Celebrare Sant'Odile – ha aggiunto il segretario di Stato vaticano - è proclamare la potenza di Dio, che si serve delle circostanze più sfortunate per formare anime sante"

Europa: serve speranza per uscire dall’inverno demografico

Il cardinale è poi tornato sull'"inverno demografico" che il continente europeo sta attraversando. "L'Europa ha bisogno di speranza – ha detto - se vuole che finisca l'inverno demografico, che non è principalmente il frutto di una crisi economica o sociale, ma dell'indebolimento della speranza e del senso autentico della vita e dell'esistenza." Per questo, ha aggiunto il legato pontificio, "L'Europa ha bisogno di riscoprire il senso profondo delle sue radici, ha bisogno della fede in Dio", prima di lanciare un vibrante appello. "L'Europa ha bisogno di carità, di mettere al centro delle sue preoccupazioni coloro che sopravvivono nella marginalità, nella povertà o nell'esclusione - ha concluso il cardinale Parolin -  e di gestire il fenomeno migratorio con saggezza e lungimiranza, in modo da rendere fattibile una vera integrazione, che diventi fonte di opportunità e fraternità e allontani il rischio di dolorose separazioni e incomprensioni, spettri di una cultura che nega che tutti gli esseri umani siano fratelli, Fratelli tutti. "

Delphine Allaire, della nostra redazione francese, ha chiesto all’arcivescovo di Strasburgo monsignor Luc Ravel, il significato di questa visita del cardinale Parolin in una regione, come l’Alsazia, al centro dell'Europa e carica di significato per la costruzione europea.

La situazione geografica storica ha fatto dell'Alsazia una zona centrale in Europa, chiamata a vivere l'Europa delle cuciture… l'Europa delle frontiere se volete, ma frontiere che sono diventate cuciture. Cioè, fiumi come il Reno che non siano più occasioni di separazione ma di incontro. Una delle vocazioni dell'Alsazia, e quindi della Chiesa alsaziana, è di riedificare la regione attraverso la cooperazione transfrontaliera con la Germania e la Svizzera, in questa microregione europea che va da Stoccarda a Basilea, passando per Strasburgo. E’ la regione più forte, in termini di economia, di tutta l'Europa, in questo bacino del Reno, e lo dimentichiamo spesso. Dimentichiamo anche che la storia ha voluto che il Reno fosse più spesso un elemento di unione che di separazione, al punto che la diocesi di Strasburgo attraversava il Reno. Andava su entrambe le sponde del Reno. Tutta questa realtà storica e geografica mostra all'Alsazia la sua vocazione a costruire l'Europa attraverso una pastorale transfrontaliera tra Francia, Germania e Svizzera.

05 luglio 2021, 14:18