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Parolin: senza un ecosistema equilibrato rischiamo un collasso

In un videomessaggio per l’apertura della V Conferenza Internazionale “Mente, corpo e anima”, promossa dal Pontificio Consiglio della Cultura e dalla Fondazione Cura, il segretario di Stato Vaticano sottolinea che, nel corso di millenni, l’uomo è stato in grado di progredire al punto di sviluppare molteplici culture. Ma non di rado, “la storia dell’umanità è stata segnata anche dall’egoismo e da azioni che hanno generato sofferenze e desolazione”

Amedeo Lomonaco – Città del Vaticano

“Oggi, l’umanità è chiamata a guardare se stessa senza presunzione di assoluta superiorità. Infatti, con gli altri esseri viventi non solo condividiamo lo stesso pianeta, e con alcuni, addirittura, lo stesso spazio vitale”. È quanto afferma il segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, nel videomessaggio in occasione della V Conferenza Internazionale intitolata: "Exploring the Mind, Body & Soul - How Innovation and Novel Delivery Systems Improve Human Health". Il porporato sottolinea anche che “la nostra vita dipende da molti altri organismi e che senza un ecosistema equilibrato rischiamo un collasso”. Il segretario di Stato ricorda, inoltre, alcune affinità dell’uomo “col mondo animale, anche se l’essere umano ‘nasconde’ in sé caratteristiche che lo rendono radicalmente diverso dagli animali”.

Humanitas

Una prima dimensione è la razionalità. “Siamo capaci di un elevato grado di autocomprensione. Riflettiamo non solo su noi stessi, ma anche sugli altri e sull’universo che ci circonda”. Un’altra caratteristica unica, afferma il cardinale Parolin, è “la coscienza morale che ci permette di agire distinguendo tra ciò che è bene e ciò che è male”. “Questo fondamentale riferimento fa sì che ci poniamo le domande etiche sul nostro agire, sulla società, sull’uso degli strumenti che sviluppiamo e rendiamo socialmente fruibili”.  Infine, “scopriamo in noi l'esistenza di una dimensione più ineffabile: l’apertura all’orizzonte trascendente che nella vita di molti di noi sfocia nell’esperienza religiosa, ma che ci spinge a interrogarci anche sulle domande ultime e sull’orizzonte che supera la mera dimensione terrestre”. Gli antichi pensatori “racchiudevano questa specificità e unicità dell'essere umano in un solo termine, humanitas”.

Una Conferenza multidisciplinare

Tra i temi affrontati durante la Conferenza ci sono l’ecologia, l’economia, le tecnologie impiegate nella salvaguardia della salute, la filantropia e l’altruismo. Ciò che li unisce è il riferimento alla persona umana. All’incontro, che si apre oggi on line, partecipano medici, scienziati, studiosi di etica, leader religiosi, sostenitori dei diritti dei pazienti, policymakers per confrontarsi sulle ultime scoperte nell’ambito della medicina, dell’assistenza sanitaria e della prevenzione, nonché sul significato antropologico e sull’impatto culturale dei progressi tecnologici. Alla conclusione della Conferenza, promossa dal Pontificio Consiglio della Cultura e dalla Fondazione Cura, Papa Francesco indirizzerà un videomessaggio ai partecipanti.

08 maggio 2021, 16:30