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Parolin: il Beato Jordan, frutto dell'ascolto della Scrittura

Il seme della vocazione apostolica di Francesco Jordan "germinò dallo studio e dall’assidua meditazione della Parola di Dio". Così il Segretario di Stato, cardinale Parolin, durante l'omelia nella Messa celebrata a San Pietro, in ringraziamento della beatificazione del fondatore della Società del Divin Salvatore e della Congregazione delle Suore del Divin Salvatore

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"La costante e amorosa meditazione della Parola di Dio" è il filo rosso dell'esistenza di Francesco Maria della Croce Jordan, come affermato oggi pomeriggio dal cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, durante l'omelia della Messa di ringraziamento per la beatificazione del fondatore dei Salvatoriani.

Salito agli onori degli altari il 15 maggio, padre Jordan "avvertì interiormente un forte appello - afferma il cardinale - rivelatosi poi la specifica missione dei Salvatoriani, e cioè approfondire e propagare la conoscenza di Gesù, quale vero e unico salvatore del mondo". Come per il nuovo Beato, la Parola di Dio diventa quindi "lampada ai nostri passi". 

Ed è proprio attraverso "una una genuina spiritualità biblica", sottolinea Parolin, che è possibile non solo "la conoscenza di Cristo, quale vero e unico salvatore del mondo", ma anche trasmettere tale verità agli altri. Citando Papa Francesco, il porporato inoltre conclude: 

Nell’esortazione apostolica Evangelii gaudium il Santo Padre ha scritto: «La migliore motivazione per decidersi a comunicare il Vangelo è contemplarlo con amore, è sostare sulle sue pagine e leggerlo con il cuore. Se lo accostiamo in questo modo, la sua bellezza ci stupisce, torna ogni volta ad affascinarci»

16 maggio 2021, 16:59