Vaccinati in Vaticano venticinque senzatetto di Piazza San Pietro

Papa Francesco ha voluto che alcuni bisognosi ospiti di strutture della Santa Sede ricevessero il siero anti Covid. “Ora ho una sicurezza in più” racconta uno di loro

Michele Raviart – Città del Vaticano

Mario si trova in carrozzina ed è senza una gamba. Lo scorso anno ha perso la pensione di invalidità e si è ritrovato nelle strade di Roma proprio a ridosso del primo lockdown e dell’arrivo della prima ondata di coronavirus. Lui, come altri poveri ed emarginati che gravitavano intorno a Piazza San Pietro, è ospite di Palazzo Migliori, la struttura messa a disposizione da Papa Francesco per togliere dalla strada i senzatetto del quartiere.

Il ringraziamento al Papa

“È andata benissimo, ora ho una sicurezza in più”, afferma sorridente all’uscita dell’Aula Paolo VI in Vaticano, dopo aver ricevuto la prima dose del vaccino contro il coronavirus. Una scelta fortemente voluta da Papa Francesco, che ha deciso di donare parte delle dosi disponibili per la campagna di vaccinazione in Vaticano ai più bisognosi. “Ringraziamo il Papa per il dono che ci ha fatto”, ribadisce Mario e le altre 24 persone che, come lui, hanno ricevuto stamattina la prima somministrazione.

Italiani e stranieri over 60

Si tratta di persone ospitate a Palazzo Migliori e nelle due case affidate alle Missionarie della carità di Madre Teresa vicino al Vaticano. Uomini e donne dai 60 anni in su, italiani, ma anche provenienti dalla Georgia e della Romania, spesso con gravi guai fisici e con una grande difficoltà a relazionarsi col prossimo.

“Nessuno si salva da solo”

“È la realizzazione di quanto diceva Papa Francesco: ‘nessuno si salva da solo’ e ‘siamo tutti sulla stessa barca’, spiega a Vatican News Carlo Santoro della Comunità di Sant’Egidio, che da decenni è uno dei tanti operatori che si occupa dei senzatetto della zona di San Pietro e degli ospiti di Palazzo Migliori. I poveri, spiega, hanno avuto molte difficoltà durante quest’anno, basti pensare alla difficoltà di ricevere l’elemosina o un semplice panino dai i negozi ormai chiusi. Anche all’interno del palazzo ci sono stati dei casi positivi al coronavirus, racconta Santoro, sottolineando anche come a volte non sia stato facile spiegare loro l’importanza della vaccinazione.

La speranza del vaccino

Molti di loro avevano infatti paura dell’iniezione e dell’ago, oppure avevano timore delle controindicazioni del vaccino, spiega ancora Santoro.  È stato compito allora dei medici e del personale sanitario dissipare ogni dubbio ribadendo gli effetti benefici a lungo termine della vaccinazione. “Anche se per tutti non è stata immediatamente chiara l’importanza di questo gesto”, ribadisce, “per tutti loro sarà una liberazione perché l’unica speranza per uscire dalla pandemia è quella di vaccinarsi”.

Il ruolo dell’Elemosineria

Ad accompagnare concretamente i senzatetto alla vaccinazione è l’Elemosineria Apostolica della Santa Seda guidata dal cardinale Konrad Krajewski, che fin dall’inizio della pandemia porta l’aiuto del Papa alle persone più vulnerabili. Lo scorso Natale erano arrivati dalla Slovacchia 4000 tamponi per i senzatetto di Roma, mentre in tutto il mondo sono stati donati farmaci, mascherine e respiratori. “Altri gruppi si susseguiranno nei prossimi giorni”, ha confermato il direttore della Sala Stampa della Santa Sede Matteo Bruni illustrando l’iniziativa in un comunicato.

 

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20 gennaio 2021, 11:33