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Il cardinale svizzero Henri Schwery, scomparso il 7 gennaio 2021 ad 88 anni Il cardinale svizzero Henri Schwery, scomparso il 7 gennaio 2021 ad 88 anni 

Scomparso il cardinale svizzero Henri Schwery

Creato cardinale da san Giovanni Paolo II nel 1991, il vescovo emerito di Sion, deceduto oggi ad 88 anni, è stato, tra l'altro, presidente della Conferenza episcopale svizzera negli anni Ottanta e in prima linea durante lo scisma di Lefebvre

Cyprien Viet - Città del Vaticano

Aveva lasciato il suo incarico di governo della diocesi di Sion già nel 1995, ma era ancora cardinale elettore, dieci anni dopo, al conclave del 2005 che ha portato all'elezione di Benedetto XVI. Il cardinale Henri Schwery è deceduto il 7 gennaio all'età di 88 anni nel suo villaggio natale di Saint-Léonard, nel Vallese, dove aveva a lungo continuato a prestare servizi parrocchiali come semplice cappellano.

Nominato vescovo nel 1977 da san Paolo VI

Nato il 14 giugno 1932, Henri Schwery era stato ordinato sacerdote per la diocesi di Sion nel 1957, mentre studiava matematica e fisica quantistica all'Università di Friburgo. Ha poi esercitato vari servizi, come cappellano militare, cappellano dell'Azione cattolica giovanile, professore al collegio di Sion, poi direttore del seminario minore e infine rettore del collegio di Sion, fino alla sua nomina a vescovo della stessa diocesi da parte di san Paolo VI nel 1977.

Le tensioni con il seminario di Ecône e lo scisma di Lefevre

I suoi 18 anni di governo diocesano sono stati segnati in particolare dal difficile rapporto con il seminario di Ecône, amministrato dalla Fraternità San Pio X del Vescovo Marcel Lefebvre, che si trovava nella giurisdizione della sua diocesi. Inoltre, come presidente della Conferenza episcopale svizzera dal 1983 al 1988, monsignor Schwery non riuscì a dissuadere l'arcivescovo Lefebvre dal procedere alle ordinazioni dei vescovi che, nel 1988, portarono alla scomunica dei vescovi della Società San Pio X.

L'accoglienza di Giovanni Paolo II in Svizzera nel 1984

Il suo episcopato a Sion è stato segnato anche dall'introduzione del diaconato permanente e dalla creazione di un seminario diocesano nel 1986. Ha sviluppato anche una cura pastorale incentrata sul sostegno alle famiglie e creato settori pastorali per assicurare una rete parrocchiale più equilibrata. "Il dinamismo sempre presente di queste diverse realizzazioni testimonia l'attualità delle sue visioni pastorali e la fecondità del suo impegno apostolico", si legge sul sito della diocesi di Sion. Da presidente della Cvs, monsignor Schwery ha accompagnato San Giovanni Paolo II durante il suo viaggio apostolico in Svizzera nel 1984, da lui organizzato, e sette anni dopo ha ricevuto la berretta cardinalizia.

Il ritiro dalla guida della diocesi nel 1995, per motivi di salute

Ritiratosi dal governo episcopale per motivi di salute nel 1995, è rimasto comunque cardinale elettore fino al 2012. In questa veste ha partecipato al conclave del 2005, mentre negli anni tra il 1991 e il 2000 è stato membro di diversi dicasteri della Curia romana, come la Congregazione delle Cause dei Santi e il Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali. E' stato anche Gran Priore dell'Ordine dei Cavalieri del Santo Sepolcro in Svizzera.

Un funerale senza fedeli, a causa della pandemia

Il suo funerale sarà celebrato lunedì 11 gennaio alle 10.30 nella Cattedrale di Sion. A causa delle restrizioni in vigore a causa della pandemia, i fedeli non potranno entrare nella cattedrale ma saranno invitati a partecipare alla celebrazione attraverso la preghiera.

07 gennaio 2021, 19:55