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Con l’ebraico Vatican News si rivolge al mondo in 36 lingue

Si arricchisce il portale d’informazione della Santa Sede, che da oggi offre contenuti destinati ai lettori di lingua ebraica. Il Patriarca Pizzaballa: “È una lingua simbolicamente importante per noi cristiani”

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Vatican News da oggi “parla” anche in ebraico. Il portale di informazione multimediale della Santa Sede, inaugurato tre anni fa, apre nuove pagine web che portano a 36 le lingue in cui si esprime e si rafforza l’impegno a portare la parola e la testimonianza del Papa ovunque nel mondo, raccontando allo stesso tempo la vita della Chiesa universale nei diversi Paesi. Quella ebraica, scrive il Patriarca Latino di Gerusalemme Pierbattista Pizzaballa in un messaggio in occasione del lancio delle nuove pagine, non è come si potrebbe pensare soltanto “un’altra lingua in più tra le tante”. L’ebraico, afferma Pizzaballa, “è una lingua simbolicamente importante per noi cristiani, perché costituisce una delle lingue alla radice della storia della Chiesa: insieme al greco e all'aramaico, è la lingua delle Scritture”. Naturalmente, aggiunge, “il sito è in ebraico contemporaneo, una lingua che è stata ripresa nell'età moderna, ma direttamente legata alla lingua dei Patriarchi, dei Profeti e dei Re dei tempi antichi e del popolo ebraico del tempo di Gesù”.

Il Patriarca latino di Gerusalemme ripercorre gli sforzi prodotti dalla Chiesa nella storia recente, sin dal Concilio Vaticano Il, per sviluppare rapporti amichevoli con il popolo ebraico, per contribuire al "miglioramento del mondo". Il presule ricorda momenti simbolici, come le visite degli ultimi Papi alle sinagoghe in varie parti del mondo, gli incontri con i rappresentanti del popolo ebraico, le visite in Terra Santa, al Muro Occidentale e allo Yad Vashem, il memoriale della Shoah.

Papa Francesco si è rivolto spesso ai popoli dell’area e ai loro leader chiedendo, non solo a nome della Chiesa, un rinnovato impegno nella ricerca di soluzioni per i conflitti regionali che impediscono alla regione di vivere in giustizia, pace e prosperità. “Anche per questo – scrive Pizzaballa – è importante che risuoni anche in ebraico l'invito alla riconciliazione e al perdono, invito che caratterizza il servizio delle Chiese locali di Terra Santa, invito basato sulla vita e sulla missione di Gesù”.

La lingua ebraica non è in realtà del tutto nuova nel mondo della comunicazione della Santa Sede: aveva infatti esordito sul sito web di Radio Vaticana nell’ottobre 2010, in occasione dell’Assemblea speciale del Sinodo dei Vescovi per il Medioriente, rimanendovi fino al dicembre 2017. Oggi si inaugura una nuova stagione grazie all’impegno e la collaborazione del Patriarcato Latino e del Vicariato San Giacomo di Gerusalemme.

17 dicembre 2020, 10:21