Cerca

Vatican News
Mons. Janusz S. Urbańczyk, Osservatore permanente della Santa Sede presso l’Osce Mons. Janusz S. Urbańczyk, Osservatore permanente della Santa Sede presso l’Osce 

Conferenza Mediterranea Osce. Urbanczyk: inclusione di tutti e tutela della vita

L'intervento di monsignor Janusz Urbanczyk, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'OSCE a Vienna, alla Conferenza Mediterranea dell'OSCE 2020

Anna Poce - Città del Vaticano

Monsignor Janusz Urbanczyk, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'OSCE a Vienna, intervenendo oggi alla Conferenza Mediterranea dell'OSCE 2020, sul tema "Promozione della sicurezza nella regione mediterranea dell'OSCE attraverso lo sviluppo sostenibile e la crescita economica”, ha voluto innanzitutto sottolineare come “le questioni della sicurezza debbano sempre essere affrontate in modo globale”, prendendo in considerazione “questioni come la sicurezza energetica, il cambiamento climatico, le migrazioni e l'attuale crisi economica e finanziaria esacerbata dalla pandemia di Covid-19”.

Nuove forme di povertà

“Spesso - ha spiegato - il livello di crescita economica di un Paese è l'unico fattore considerato nello sviluppo”, ma “lo sviluppo di cui parliamo non può essere limitato alla sola crescita economica”. Infatti, perché sia autentico, “deve favorire lo sviluppo di ogni persona e di tutta la persona”. Non possiamo - ha affermato - separare l'economia dalla realtà umana o separare lo sviluppo dalla civiltà in cui avviene. Monsignor Urbanczyk, dunque, alla luce di queste riflessioni, nel suo intervento ha parlato delle nuove forme di povertà create dalla pandemia di Covid-19, “che non solo hanno esacerbato le povertà già esistenti, ma ne hanno aggiunte altre”. Ha parlato dei limiti dei nostri sistemi sanitari, della mancanza di accesso a un'informazione corretta e all'istruzione, delle sofferenze causate dall'isolamento sociale, dall'aumento della violenza e dal disagio.

Proteggere le donne

Ha evidenziato, inoltre , come siano soprattutto le donne a risentire maggiormente degli effetti della pandemia, ricordandone il ruolo cruciale svolto sia nell’economia che nella società nel suo complesso. Sono loro ad avere il carico di lavoro più pesante, tra telelavoro, assistenza, lavori domestici, congedi non retribuiti, o a vivere la perdita stessa del posto di lavoro. Responsabilità dei governi è dunque quella di proteggere la loro dignità e di fornire loro un sistema di tutela sociale e una compensazione adeguata, in una società che ha evidenziato in questo tempo di pandemia forti disuguaglianze.

Inclusione di tutti e tutela della sacralità della vita sono i due principi fondamentali, secondo il presule, su cui dovrebbero basarsi le politiche dei governi, per aiutare i più bisognosi in questa emergenza sanitaria, cogliendo l’opportunità che offre questa pandemia di cercare soluzioni nuove e innovative volte al bene comune e allo sviluppo umano integrale di tutti.

 

04 novembre 2020, 08:00