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India, i più poveri assistiti in tempo di pandemia India, i più poveri assistiti in tempo di pandemia 

Caritas internationalis, poveri: una sfida per la testimonianza cristiana

Il messaggio arriva da monsignor Cibambo assistente ecclesiastico di Caritas Internationalis in occasione della Giornata mondiale dei poveri di domenica prossima: le persone che vivono in povertà devono essere parte attiva nella costruzione di una società inclusiva ed equa "perché in Cristo siamo tutti una cosa sola”

Tiziana Campisi - Città del Vaticano 

“La mano che noi tendiamo ai poveri, non è solo una mano che distribuisce, ma anche una mano che ha bisogno di aiuto. Abbiamo bisogno dei poveri tanto quanto loro hanno bisogno di noi”: lo afferma monsignor Pierre Cibambo, assistente ecclesiastico di Caritas Internationalis, in un messaggio diffuso in occasione della Giornata Mondiale dei Poveri che si celebra domenica. Monsignor Cibambo sottolinea che i poveri “ci sfidano a diventare sempre più veri testimoni di Cristo”, “ci invitano ad aprire i nostri cuori e a trasformare la nostra visione ristretta e mondana per vedere Cristo”. “Il messaggio di quest’anno è: “Tendi la tua mano al povero” (Sir 7,32) - spiega l’assistente ecclesiastico di Caritas Internationalis -. Questo è un invito appropriato per tutti noi, in un anno in cui molti di noi si sono chiusi fuori dal mondo per proteggersi dalla pandemia di coronavirus”. La Caritas, aggiunge monsignor Cibambo, “ha dimostrato che l’amore non si chiude in sé stesso, né si rifiuta ai poveri e ai più vulnerabili specie in un momento in cui ne hanno un grande bisogno”, e ricorda inoltre che “la missione di Caritas è di ascoltare e accompagnare”, portata avanti da numerosi volontari e da tante persone che si dedicano in modo del tutto disinteressato alla costruzione di un mondo migliore.

I poveri: inclusione ed equità 

Nel suo messaggio, monsignor Cibambo rimarca poi che, come ribadito da diversi pontefici, “la Caritas è al centro della Chiesa” e che la Giornata Mondiale dei Poveri è un momento per ricordare e rafforzare la dedizione a mettere i poveri al centro, ad aiutarli e a far sentire la loro voce. “La nostra missione - prosegue l’assistente ecclesiastico di Caritas Internationalis - è di ‘assicurare che le persone che vivono in povertà siano parte attiva nella costruzione di una società inclusiva ed equa, di una Caritas trasformatrice e di una Chiesa accogliente’”. Monsignor Cibambo evidenzia poi che il 15 novembre è la “Giornata mondiale dei poveri” e non “per i poveri”, poiché con i poveri non ci si limita a condividere parte della propria ricchezza, ma si riceve anche qualcosa da loro. “In una vera comunità cristiana non ci sono membri che danno e altri che ricevono.

La lezione dei poveri

Ci sono solo prossimi che condividono, perché in Cristo siamo tutti una cosa sola” rimarca il messaggio dell’assistente ecclesiastico di Caritas Internationalis. Infine monsignor Cibambo incoraggia a riflettere su quanto dai poveri si impara a livello personale e comunitario e conclude: “Una mano tesa è un segno; un segno che parla immediatamente di vicinanza, solidarietà e amore. Nella Giornata Mondiale dei Poveri, insieme, tenderemo le mani come un'unica famiglia umana nella solidarietà globale per costruire società inclusive ed eque e una Chiesa accogliente e trasformatrice”.

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13 novembre 2020, 12:28