Cerca

Vatican News

Parolin a ESOF2020: la fede aiuta la scienza

Il cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, ha aperto ieri l'EuroScience Open Forum (ESOF) a Trieste esortando i ricercatori scientifici e gli imprenditori a lasciare che la fede li guidi nel promuovere lo sviluppo umano integrale

Devin Watkins - Città del Vaticano

"Scienza e fede possono arrivare a vedersi come sorelle che svolgono un servizio fondamentale per tutta la società". Il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, ha fatto questa osservazione mercoledì nel suo discorso di apertura dell'EuroScience Open Forum 2020. L'evento biennale, che si svolge nella città italiana di Trieste e riunisce i migliori scienziati, ricercatori, imprenditori e politici europei per discutere sulle linee percorse dalla ricerca scientifica.

Dignità e sviluppo, l'impegno della Chiesa 

Nel suo discorso, il cardinale Parolin ha espresso l'impegno della Chiesa nel promuovere la dignità e lo sviluppo della persona umana in dialogo con le scienze. Ha detto che l'interscambio tra i due ambiti è fondamentale per affrontare le "questioni urgenti che minacciano la pacifica convivenza dell'umanità". L'umanità, ha aggiunto il segretario di Stato, rischia di "rimanere alla deriva" se trascura "la vastità della realtà offerta dalla scienza" e il "profondo desiderio umano di qualcosa di più grande". Parolin ha proseguito esplorando il rapporto dell'umanità con l'ambiente, con la tecnologia e con se stessa.

Ambiente e sopravvivenza

Il cardinale ha parlato prima di tutto del nostro rapporto con l'ambiente. Ha lamentato l'impatto di alcuni comportamenti sul creato - che hanno portato all'estinzione di numerose specie - e l'iniqua distribuzione dei progressi scientifici che migliorano la vita umana. Tutti, ha sottolineato, devono assumersi la responsabilità della nostra Casa Comune.

L'ecologia integrale

La scienza da sola, ha sottolineato, non può risolvere il problema ecologico dell'umanità. Piuttosto, la Chiesa cerca di aiutare l'umanità a riconoscere il contributo che la fede può dare, integrando gli approcci scientifici in una visione globale, conosciuta come ecologia integrale. "La fede vuole essere responsabile della cura della nostra casa comune, ascoltando la scienza e contribuendo, attraverso i propri modi di conoscere, allo sviluppo di risposte integrali a questo complesso problema". L'ecologia integrale, ha evidenziato ancora il cardinale, trova la sua migliore spiegazione in una frase dell'Enciclica Laudato Si' di Papa Francesco: "Tutto è collegato; tutto è collegato; tutto è collegato; tutto è collegato".

La radice comune

Il dialogo tra fede e scienza cerca di "scoprire la radice comune di fenomeni che, visti separatamente, non possono essere veramente compresi". In questo modo, ha detto il cardinale Parolin, l'ecologia integrale richiede che la ricerca scientifica combini sia la "comprensione razionale della realtà" sia i "desideri e le brame del cuore umano". "La Chiesa è vicina a tutti coloro che vogliono riconoscere la complessità della realtà cercando soluzioni che non separino i problemi umani e sociali dalla questione ecologica".

L'alleanza tra tecnologia ed etica

Il segretario di Stato ha poi affrontato il tema del rapporto dell'umanità con la tecnologia. Ha affermato che molte tecnologie stanno avanzando a una velocità tale da lasciare poco tempo per considerazioni etiche più profonde. "La domanda che dobbiamo affrontare insieme è questa: Dato tutto ciò che siamo tecnicamente in grado di fare, cosa è eticamente giusto fare?". Anche il modo di comunicare la conoscenza, ha detto il Cardinale, sta subendo cambiamenti senza precedenti, a causa della digitalizzazione e della globalizzazione. La Chiesa è preoccupata per gli effetti che queste tendenze hanno sui giovani, che vengono alimentati con una dieta mediatica costante che "modifica la struttura cerebrale del nativo digitale".

Le nuove generazioni

"Scienza e fede devono essere alleate nel prendersi cura delle giovani generazioni, assicurando che ricevano un'educazione che permetta loro di vivere una vita umana piena e autentica in mezzo alle sfide poste dai nuovi linguaggi digitali che possono modificare l'elaborazione del pensiero umano, così come la cultura". Il cardinale ha poi fatto riferimento alla diffusione della disinformazione avvenuta all'inizio della pandemia di Covid-19: "Qualsiasi professionista che parli di questa pandemia dovrebbe trascorrere molto tempo a pensare a quanto le parole e i dati siano importanti, e poi agire di conseguenza".

Le relazioni interpersonali 

Parolin ha concluso il suo discorso con una riflessione sul rapporto dell'umanità con se stessa."Come può la famiglia umana acquisire la saggezza collettiva e individuale per accettare questa responsabilità ed esercitare il potere tecnologico e scientifico attualmente a nostra disposizione? In questo tempo di crisi la Chiesa può aiutare l'umanità ad affrontare quei fattori che causano l'attuale senso di "grande ansia". "La perdita di speranza e di interesse per l'immediato e più lontano futuro deriva da una perdita di significato del nostro essere umani", ha detto il cardinale. "Solo se ci rendiamo conto di aver perso questa prospettiva, potremo trovare una risposta". Ricostruire la comunità, ha aggiunto, è la chiave per trovare la  risposta, perché le relazioni interpersonali impediscono all'individuo di isolarsi e di condurre un'esistenza solitaria.

Progresso e sviluppo

Importante è anche distinguere tra progresso e sviluppo. Il progresso, secondo il segretario di Stato, "indica un progresso o un cambiamento graduale che si traduce in una maggiore crescita delle capacità e del potenziale". Ma non tutte le forme di progresso sono buone, ha sottolineato. Lo sviluppo umano integrale, invece, "si concentra su processi più vasti che ampliano le scelte dei singoli e migliorano le loro prospettive di benessere, permettendo così agli individui e ai gruppi di raggiungere il loro potenziale il più rapidamente possibile". Mantenere l'attenzione dell'umanità sullo sviluppo, ha detto il cardinale, significa andare oltre i progressi tecnologici e porre la persona umana "al centro della nostra riflessione mettendola al centro di ciò che può qualificarsi come progresso".

Pace sostenibile

Infine, l'esortazione agli scienziati e responsabili politici: "La ricerca di uno sviluppo umano integrale va oltre la portata limitata del progresso economico, sociale, tecnologico e scientifico, per quanto importante. Essa richiede una ricerca autentica e instancabile di ciò che è veramente costruttivo per il bene comune dell'umanità, fonte indispensabile e continua compagna di una pace reale, duratura e sostenibile tra i popoli e per le generazioni future".

03 settembre 2020, 17:02