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Foto di repertorio_ 2019 Papa- Plenaria del Dicastero per i Laici, Famiglia e la Vita Foto di repertorio_ 2019 Papa- Plenaria del Dicastero per i Laici, Famiglia e la Vita  (Vatican Media)

Verso “L’economia di Francesco”. Dicastero Laici: il mercato tuteli il bene comune

Il video- intervento del sottosegretario al Dicastero vaticano per i Laici, la Famiglia e la Vita, Gabriella Gambino, ai partecipanti ad uno degli eventi on line preparatori a Economy of Francesco in programma a novembre prossimo ad Assisi. Al centro il rapporto tra famiglia coniugale, Stato, economia e società

Isabella Piro - Città del Vaticano 

“La porta della felicità si apre solo verso l’esterno. Chi tenta di forzarla in senso contrario, finisce per chiuderla sempre di più”: lo diceva il filosofo danese Søren Kierkegaard e lo ha ricordato, nei giorni scorsi, Gabriella Gambino, sottosegretario del Dicastero per i Laici, la famiglia e la vita, intervenuta con un videomessaggio al Villaggio tematico “Politiche per la felicità”. L’evento, svoltosi on line, fa parte del cammino di preparazione all’incontro su “L’economia di Francesco” al momento previsto ad Assisi dal 19 al 21 novembre 2020. Nel suo videomessaggio, la dottoressa Gambino ha sottolineato l’importanza del bene comune, da intendere non come “somma dei beni particolari” di ciascuno, ma come “bene indivisibile che si può raggiungere, accrescere e custodire soltanto insieme”. Esso “non è fine a se stesso”, ma serve alla “realizzazione in pienezza” della persona e non può, quindi, essere riconducibile “ad un semplice benessere socio-economico”.

Bene comune, famiglia e economia

Il sottosegretario del Dicastero vaticano ha messo, poi, in luce il forte legame tra il bene comune, la famiglia basata sul matrimonio tra uomo e donna, e l’economia: la parola stessa “economia”, infatti, deriva dal greco “oikia-nomos” ed indica “l’arte di gestire la famiglia, la casa”. Inoltre, “per i legami che la caratterizzano – ha detto Gabriella Gambino - la famiglia è in grado di generare atteggiamenti virtuosi all’interno del mercato, come la condivisione e la solidarietà tra le generazioni, rendendosi produttrice di servizi” e divenendo “forza trainante del sistema economico”. D’altronde, l’esperienza della pandemia da coronavirus ha dimostrato proprio questo, ha proseguito la dottoressa Gambino, poiché è stata la famiglia “l’ammortizzatore che ha assorbito sulle sue spalle le conseguenze umane ed economiche più pesanti della crisi” sanitaria globale.

Ricchezza e felicità non sono la stessa cosa

Quanto all’economia capitalistica, essa, puntando sulla “massimizzazione del profitto”, non conduce “né alla felicità dei singoli né al bene comune” e non garantisce “lo sviluppo umano integrale e l’inclusione sociale”, lasciando sempre più indietro “i poveri, gli emarginati e coloro che da troppo tempo sono in difficoltà”. L’acquisto di beni di lusso non ci rende più felici, ha sottolineato l’esponente vaticano, ricchezza e felicità non sono la stessa cosa: la prima persegue l’utile, la seconda vive di reciprocità e in vista della solidarietà. “Ciò dimostra - ha detto il sottosegretario - che all’interno del sistema economico è necessario, e non opzionale, salvaguardare le relazioni e, in primis, il ruolo pilota della famiglia, ossia di quel luogo delle relazioni primarie necessarie alla persona per poter realizzare in pienezza la propria personalità, la propria identità e il proprio progetto di vita”. La famiglia “non è un peso o un costo – ha aggiunto Gabriella Gambino - ma il principale motore capace di generare stabilità, sicurezza, atteggiamenti virtuosi, solidali e gratuiti, che possono alimentare virtuosamente il sistema economico”.

Siamo davvero tutti fratelli

“Abbandonare la concezione individualistica della persona” e “riconoscere la soggettività e la priorità sociale della famiglia, come fondamento del bene comune” sono solo due dei cinque importanti passi da compiere, suggeriti dalla dottoressa Gambino. Gli altri tre riguardano la promozione di condizioni di lavoro che tutelino la vita familiare; una crescita economica che non vada “a discapito dei bisogni fondamentali della persona in termini relazionali e familiari” e “un rinnovamento dei modelli economici basati anche sulla nostra personale generosità nei confronti dei più bisognosi”. Come la pandemia ha dimostrato, infatti, “davvero siamo tutti fratelli, tutti collegati e connessi”, tanto che se uno sta male, ne risente l’intero “corpo sociale”.

Di qui, l’esortazione conclusiva della dottoressa Gambino a lavorare per un mercato inteso come “spazio di incontro tra persone, governato da fiducia e trasparenza”, basato sui principî de “la condivisione, la solidarietà e la comunione”. “Il mercato non può essere governato da una ‘mano invisibile’, dove l’altro è uno sconosciuto anonimo senza volto – ha ribadito infine il sottosegretario - ma deve essere una casa comune dove tutti possono abitare senza essere esclusi o rimanere indietro, dove ciascuno ha un nome e può far sentire la propria voce”.

12 agosto 2020, 15:35