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Fedeli in una chiesa della Corea del Sud Fedeli in una chiesa della Corea del Sud   (ANSA)

La solidarietà religiosa al servizio del mondo ferito dal Covid-19

Una risposta ecumenica e interreligiosa tempestiva e solidale per far fronte al futuro del mondo attraversato dalla pandemia: questo al centro del documento di riflessione e di incoraggiamento redatto in modo congiunto dal Consiglio Mondiale delle Chiese (WCC) e il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso (PCID)

Gabriella Ceraso - Città del Vaticano 

Incoraggiare le Chiese e le organizzazioni cristiane a riflettere sull'importanza della solidarietà interreligiosa in un mondo ferito dalla pandemia. Questo è lo scopo del documento congiunto redatto dal Consiglio Mondiale delle Chiese (WCC) e dal Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso (PCID) dal titolo: "Servire un mondo ferito nella solidarietà interreligiosa. Una chiamata cristiana alla riflessione e all'azione durante il COVID-19". La pubblicazione - si legge nel comunicato congiunto - è pensata anche per essere utile ai rappresentanti di tutte le religioni che hanno già risposto a Covid-19 con pensieri simili basati sulle proprie tradizioni.

Covid-19Dalla pandemia una nuova solidarietà

Il documento - si legge nella nota congiunta che lo accompagna -  riconosce il contesto attuale della pandemia come un momento per scoprire nuove forme di solidarietà per ripensare il nostro domani. Composto da cinque sezioni, dopo una introduzione, il testo riflette sulla natura di una solidarietà sostenuta dalla speranza e offre una base cristiana per la solidarietà interreligiosa, espone quindi alcuni principi chiave e una serie di raccomandazioni su come la riflessione sulla solidarietà può essere tradotta in azioni concrete e credibili. 

Il cardinale Miguel Ángel Ayuso Guixot, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo interreligioso, ha rimarcato che il servizio cristiano e la solidarietà, in un mondo ferito, sono all'ordine del giorno delle attività delle due istituzioni, sin dall'anno scorso. La pandemia ha spinto il progetto ad agire come "una risposta ecumenica e interreligiosa tempestiva", aggiungendo che "la pandemia ha messo in luce le ferite e le fragilità del nostro mondo, rivelando che le nostre risposte devono essere offerte in una solidarietà inclusiva, aperta ai seguaci di altre tradizioni religiose e alle persone di buona volontà", considerando la preoccupazione per l'intera famiglia umana.

Il segretario generale ad interim del WCC, il professor Ioan Sauca, ha sottolineato che il dialogo interreligioso è vitale per la guarigione e la cura l'uno per l'altro a livello globale. "Di fronte alla pandemia - ha detto - la famiglia umana sta affrontando insieme un richiamo senza precedenti a proteggersi l'un l'altro e a salvare le nostre comunità". "Il dialogo interreligioso non solo aiuta a chiarire i principi della nostra fede e la nostra identità cristiana, ma apre anche la nostra comprensione delle sfide - e delle soluzioni creative - che gli altri possono offrire".

Il documento è l'ultimo ad essere coprodotto dal WCC e dal Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso dopo la pubblicazione di :"Educazione alla pace in un mondo multireligioso", una prospettiva cristiana" nel maggio 2019.
 

27 agosto 2020, 12:45